Avere la Dieffenbachia piena di germogli si può tagliando la cima

Una Dieffenbachia diventata molto alta e spoglia nella parte bassa può sembrare difficile da recuperare. Il fusto continua ad allungarsi, le foglie rimangono concentrate nella parte superiore e la pianta perde progressivamente l’aspetto compatto che aveva quando era più giovane.

In questo caso il taglio della cima non serve soltanto a ridurre l’altezza. Eliminando l’apice vegetativo si modifica il modo in cui la pianta distribuisce la crescita e possono attivarsi gemme dormienti presenti lungo il fusto, dalle quali nasceranno nuovi germogli.

La tecnica permette quindi di ottenere due risultati contemporaneamente: stimolare la ramificazione della pianta madre e utilizzare la parte superiore recisa per ottenere una nuova Dieffenbachia.

Perché funziona

La parte terminale del fusto esercita una forte influenza sulla crescita sottostante. Finché l’apice rimane attivo, la Dieffenbachia tende a concentrare lo sviluppo verso l’alto.

Sul fusto, però, sono presenti diversi nodi, riconoscibili come piccoli anelli o cicatrici lasciate dalle vecchie foglie. In corrispondenza di questi punti esistono gemme che possono rimanere inattive per molto tempo.

Quando viene eliminata la cima, il predominio dell’apice si interrompe. Una o più gemme sottostanti possono quindi iniziare ad attivarsi e produrre nuovi getti laterali.

Non sempre nascerà un solo germoglio. Da un fusto ben sviluppato possono comparire due o più nuove vegetazioni, rendendo la pianta molto più ramificata rispetto alla forma originale.

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Dove tagliare

Il punto del taglio determina l’altezza alla quale si desidera ricostruire la chioma.

Su una Dieffenbachia molto lunga si può scendere lungo il fusto fino a individuare una zona sana, consistente e dotata di diversi nodi. Non è necessario lasciare una lunga porzione completamente spoglia se l’obiettivo è ottenere una pianta più bassa.

Il taglio va effettuato qualche centimetro sopra un nodo, utilizzando una lama ben affilata e pulita. Un taglio netto provoca meno schiacciamenti rispetto a forbici poco adatte a fusti carnosi.

Se si vuole soltanto ridurre leggermente l’altezza, si può eliminare la parte terminale. Per ringiovanire un esemplare molto spoglio, invece, si può intervenire più in basso, lasciando comunque un tratto di fusto sano sopra il terreno.

Aspettare i germogli

La risposta non arriva in pochi giorni. Dopo il taglio la Dieffenbachia deve prima riorganizzare la propria crescita. Successivamente possono comparire piccoli rigonfiamenti lungo uno o più nodi, spesso vicino alla parte superiore del fusto rimasto.

Da questi punti emergono inizialmente strutture verdi molto piccole. Nel tempo si allungano e producono le prime foglie. La comparsa può richiedere alcune settimane, con differenze dovute alla temperatura, alla luce e alla fase vegetativa della pianta.

Tra fine estate e inizio autunno, se l’ambiente rimane caldo e luminoso, la pianta può ancora avere una buona capacità di reazione. Quando invece le temperature calano e la luce diminuisce sensibilmente, lo sviluppo può diventare più lento.

Molta luce diffusa

Dopo la cimatura serve una posizione molto luminosa, perché i nuovi germogli devono disporre di energia sufficiente per svilupparsi.

La luce diretta intensa sul fusto appena tagliato non è necessaria. Una finestra luminosa schermata nelle ore più forti offre condizioni più adatte.

Una Dieffenbachia tenuta troppo lontana dalla luce può produrre germogli deboli, con foglie più piccole e internodi allungati. Proprio dopo una potatura finalizzata a infoltire la pianta sarebbe controproducente far sviluppare nuovi rami sottili.

Quando i germogli cominciano ad allungarsi, il vaso può essere ruotato periodicamente per impedire che tutta la nuova vegetazione cresca verso un solo lato.

Acqua dopo il taglio

Eliminando una parte consistente della chioma diminuisce temporaneamente la superficie fogliare e, di conseguenza, anche il consumo d’acqua.

Una Dieffenbachia appena accorciata può quindi asciugare il substrato più lentamente rispetto a prima della potatura.

Continuare con lo stesso ritmo di irrigazione utilizzato quando la pianta possedeva molte più foglie può mantenere il terreno eccessivamente umido. L’acqua va distribuita soltanto quando lo strato superiore del substrato ha iniziato ad asciugarsi, lasciando sempre defluire l’eccesso dai fori del vaso.

La comparsa dei nuovi germogli farà aumentare progressivamente il consumo.

Riutilizzare la cima

La porzione tagliata non deve necessariamente essere eliminata. Se presenta un tratto di fusto sano e alcune foglie, può essere utilizzata come talea apicale. Si eliminano le eventuali foglie più basse e si lascia una porzione di fusto sufficiente per l’emissione delle radici.

La talea può essere radicata con una tecnica adatta alla Dieffenbachia, mantenendo condizioni calde e luminose senza sole diretto. Nel frattempo la pianta madre può produrre nuovi getti sul fusto rimasto.

La cimatura diventa così un vero intervento di ringiovanimento: la vecchia Dieffenbachia viene stimolata a ramificare e la cima può trasformarsi in un secondo esemplare. Su una pianta alta, spoglia e sana alla base, è uno dei sistemi più utili per ricostruire una chioma più piena senza rinunciare alla vegetazione già presente.


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