Ci sono grandi differenze nella cura delle calle tra quelle colorate e quelle bianche

Le calle bianche e quelle colorate vengono spesso coltivate nello stesso modo, ma non hanno esigenze completamente identiche. La classica calla bianca è generalmente la Zantedeschia aethiopica, mentre molte calle rosa, gialle, arancioni o viola appartengono ad altre specie di Zantedeschia o a ibridi ottenuti a partire da esse.

La differenza diventa evidente soprattutto nella gestione dell’acqua, del riposo stagionale e delle basse temperature. La calla bianca può sopportare un terreno decisamente più umido, mentre quelle colorate richiedono generalmente un substrato più drenante e una fase di riposo più asciutta.

Anche esposizione e gestione dopo la fioritura possono cambiare. Conoscere queste differenze evita uno degli errori più comuni: trattare tutte le calle come se fossero semplicemente varietà dello stesso tipo di pianta.

Luce ed esposizione

La calla bianca riesce a crescere bene sia in una posizione luminosa sia in mezz’ombra. In un terreno che rimane sufficientemente fresco può tollerare anche diverse ore di sole, mentre nelle zone molto calde una posizione protetta durante le ore centrali può aiutare a mantenere più a lungo foglie e fiori.

Le calle colorate, invece, tendono generalmente a beneficiare di una maggiore quantità di luce durante la fase di crescita. Una posizione luminosa favorisce una vegetazione più compatta e una buona produzione di fiori.

Questo non significa esporre una pianta appena acquistata immediatamente al sole più intenso. Anche le calle colorate possono riportare danni sulle foglie quando vengono spostate bruscamente da una serra o da un ambiente ombreggiato a molte ore di sole diretto.

La differenza riguarda quindi soprattutto l’equilibrio. La calla bianca si adatta più facilmente anche a zone leggermente ombreggiate e fresche, mentre le calle colorate preferiscono generalmente una posizione più luminosa, soprattutto se coltivate in vaso.

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Nelle aree con estati molto calde, tuttavia, anche per le varietà colorate può essere utile evitare il sole più forte del pomeriggio.

Acqua e umidità

È probabilmente la differenza più importante.

La Zantedeschia aethiopica, cioè la classica calla bianca, ama terreni freschi e può tollerare una quantità d’acqua decisamente maggiore rispetto alle calle colorate. In natura può crescere anche in ambienti molto umidi e vicino all’acqua.

Durante la fase vegetativa il terreno può quindi essere mantenuto costantemente fresco, senza lasciarlo prosciugare per lunghi periodi.

Le calle colorate richiedono invece più attenzione. Durante la crescita e la fioritura hanno comunque bisogno di annaffiature regolari, ma il substrato dovrebbe essere capace di eliminare rapidamente l’acqua in eccesso.

Un terreno continuamente saturo può favorire il deterioramento dei rizomi e delle radici, soprattutto quando la pianta comincia a rallentare.

Per le calle colorate, quindi, il terriccio può essere mantenuto leggermente umido durante la fase attiva, lasciando però che inizi ad asciugarsi tra una bagnatura e quella successiva.

Con la calla bianca il margine è generalmente più ampio: un terreno molto fresco viene tollerato meglio e, quando la pianta è in piena crescita, una breve carenza d’acqua può provocare rapidamente foglie afflosciate.

In vaso questa differenza diventa ancora più importante. Una calla colorata lasciata con acqua stagnante nel sottovaso può soffrire più facilmente rispetto a una calla bianca coltivata in condizioni molto umide.

Riposo dopo la fioritura

La gestione dopo la fioritura è un altro punto nel quale le due tipologie possono comportarsi in modo molto diverso.

La calla bianca può mantenere le foglie per periodi molto lunghi e, nei climi miti, può restare verde per gran parte dell’anno. Il suo riposo non è sempre evidente come quello delle varietà colorate.

Le calle colorate, invece, tendono più facilmente a entrare in una fase di dormienza dopo la fioritura.

Quando il ciclo termina, le foglie iniziano gradualmente a ingiallire e seccare. In questa fase non è utile cercare di mantenerle verdi aumentando acqua o concime.

L’ingiallimento rappresenta infatti una fase naturale durante la quale le sostanze presenti nelle foglie vengono trasferite verso il rizoma.

Per questo le foglie dovrebbero essere lasciate sulla pianta finché non sono naturalmente ingiallite. Solo quando sono completamente secche possono essere rimosse.

A quel punto, nelle calle colorate, anche le annaffiature devono essere ridotte progressivamente. Durante il periodo di riposo il rizoma non ha bisogno di rimanere immerso in un terreno costantemente bagnato.

È proprio qui che può nascere un problema: continuare ad annaffiare una calla colorata ormai dormiente come durante la fioritura aumenta il rischio di marciume.

Con la calla bianca, invece, soprattutto nei climi miti e quando la vegetazione rimane attiva, la gestione può continuare in maniera molto più regolare.

Resistenza al freddo

Anche la tolleranza alle basse temperature non è uguale.

La Zantedeschia aethiopica è generalmente più resistente rispetto a molte calle colorate. Nelle zone caratterizzate da inverni miti può essere coltivata all’esterno per tutto l’anno, soprattutto se sistemata in un punto protetto.

In presenza di freddo più intenso, la parte aerea può comunque danneggiarsi, ma una pianta ben stabilizzata può ripartire dal rizoma quando tornano condizioni favorevoli.

Le calle colorate sono in genere più sensibili al gelo.

In una zona con inverni freddi, i rizomi coltivati in vaso possono essere protetti spostando il contenitore in un ambiente fresco ma riparato. Se vengono coltivati in piena terra e sono previste gelate importanti, può essere necessario estrarli e conservarli durante il periodo di riposo.

La decisione dipende naturalmente dal clima locale. Dove le temperature invernali rimangono miti, anche alcune calle colorate possono trascorrere il riposo direttamente nel terreno, purché il substrato sia ben drenato e non rimanga freddo e fradicio.

Il problema, infatti, non è soltanto la temperatura. La combinazione di freddo e terreno saturo può essere particolarmente pericolosa per i rizomi delle varietà colorate.

Per questo una calla bianca coltivata vicino a uno stagno può affrontare condizioni che una calla colorata difficilmente tollererebbe nello stesso modo.

Terreno e concime

La calla bianca gradisce un terreno fertile, ricco di sostanza organica e capace di conservare una buona quantità di umidità.

Non richiede necessariamente un substrato estremamente leggero, soprattutto quando viene coltivata all’esterno. La sua maggiore tolleranza ai terreni umidi permette di utilizzare miscele che rimangono fresche più a lungo.

Per le calle colorate il drenaggio diventa invece molto più importante. Il substrato dovrebbe essere fertile ma anche arioso e drenante, in modo che l’acqua attraversi il vaso senza rimanere per giorni intorno al rizoma.

Un vaso con fori sul fondo è quindi essenziale e il sottovaso dovrebbe essere svuotato dopo le annaffiature.

Per quanto riguarda il concime, entrambe le tipologie possono beneficiare di un fertilizzante durante la fase di crescita, soprattutto quando vengono coltivate in vaso.

Non è però necessario utilizzare quantità elevate. Un eccesso di fertilizzante, soprattutto molto ricco di azoto, può favorire una grande produzione di foglie senza migliorare necessariamente la fioritura.

Durante la fase attiva si può utilizzare un concime equilibrato per piante fiorite, seguendo le dosi riportate sull’etichetta.

Quando una calla colorata entra nel riposo e le foglie iniziano a ingiallire, anche la concimazione deve essere sospesa. Continuare a nutrire una pianta che sta entrando in dormienza non serve a prolungare la fioritura.

La differenza principale rimane quindi legata alla gestione del substrato: più fresco e umido per la calla bianca, più drenante per le calle colorate.

Le due tipologie appartengono allo stesso genere, ma non devono essere considerate semplicemente versioni di colore diverso della stessa pianta. La calla bianca è generalmente più amante dell’umidità, più tollerante al fresco e meno rigidamente legata a una dormienza asciutta. Le calle colorate richiedono invece maggiore attenzione al drenaggio, al riposo dopo la fioritura e alla protezione dal freddo.

Riconoscere queste cinque differenze nella cura permette soprattutto di evitare gli eccessi d’acqua e di rispettare il ciclo naturale di ciascun tipo di calla.


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