Il trucco del sottovaso pieno d’acqua per favorire la crescita delle calle

C’è una convinzione molto radicata tra chi ama le piante: l’acqua in eccesso è sempre un nemico. Il timore del ristagno idrico porta spesso ad annaffiare con grande prudenza, quasi con paura. Questo atteggiamento è corretto per molte specie da balcone, ma non per tutte.

Quando la calla bianca mostra foglie afflosciate e gambi piegati verso il basso, il primo pensiero è quasi sempre quello di aver esagerato con l’acqua. In realtà, nella maggior parte dei casi accade l’esatto contrario: la pianta sta soffrendo per carenza idrica.

Se il terriccio si asciuga anche solo per un breve periodo durante la fase di crescita intensa, i gambi collassano rapidamente. Non è un capriccio, ma una risposta fisiologica. La calla non è una classica pianta da balcone: è una specie con esigenze molto particolari, che vanno comprese fino in fondo.

Perché la calla bianca ama l’acqua

La calla bianca è una pianta palustre. In natura cresce in ambienti umidi, vicino a corsi d’acqua, in terreni costantemente bagnati. Le sue radici sono strutturate per vivere in un substrato che rimane sempre umido, e in certi periodi addirittura saturo.

Tra febbraio e marzo, quando entra nella fase di massima crescita vegetativa, aumenta in modo evidente il fabbisogno idrico. Le nuove foglie si sviluppano rapidamente, i tessuti si espandono e l’apparato radicale lavora a pieno ritmo. In questa fase la pianta non tollera sbalzi di umidità.

È importante comprendere che per la calla il problema non è l’acqua in sé, ma l’assenza di ossigenazione in terreni pesanti e compatti. Se il substrato è drenante e di buona qualità, la presenza costante di acqua non provoca marciume radicale. Al contrario, permette alla pianta di mantenere turgore, stabilità e vigore.

Il trucco del sottovaso pieno

Il cosiddetto trucco del sottovaso pieno non è un’esagerazione, ma una pratica coerente con la natura della pianta. Durante il periodo di crescita, la calla è una delle pochissime piante da balcone che esige il sottovaso con acqua.

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Mantenere un leggero livello d’acqua nel sottovaso consente al terriccio di restare costantemente umido. Non si tratta di sommergere completamente il vaso, ma di assicurare una riserva idrica continua. La pianta assorbirà ciò di cui ha bisogno in modo graduale.

Quando la terra si asciuga completamente, anche solo per un giorno di sole intenso, si osserva il tipico cedimento dei gambi. È un segnale chiaro: la pianta chiede acqua immediata. Dopo un’annaffiatura abbondante, spesso si riprende nel giro di poche ore, a dimostrazione che il problema non era l’eccesso, ma la mancanza.

Naturalmente il vaso deve avere fori di drenaggio e il terriccio deve essere soffice, ricco e ben strutturato. L’acqua nel sottovaso non deve diventare stagnante per settimane, ma va rinnovata con regolarità.

Errori da evitare

L’errore più comune è trattare la calla come un geranio o una surfinia, lasciando asciugare il terriccio tra un’annaffiatura e l’altra. Questo comportamento, corretto per molte specie, per la calla provoca stress idrico e perdita di vigore.

Un altro errore è utilizzare un substrato troppo compatto, che impedisce la corretta ossigenazione delle radici. In questo caso, sì, il rischio di marciume aumenta. L’equilibrio sta nella combinazione tra umidità costante e terriccio drenante.

I segnali da osservare sono semplici. Foglie molli e piegate indicano quasi sempre sete. Foglie gialle diffuse e odore sgradevole dal terreno possono invece suggerire un problema radicale. Imparare a distinguere questi segnali permette di intervenire con precisione.

La verità è che non tutte le piante temono l’acqua allo stesso modo. La calla bianca, nel suo momento di crescita, è una delle rare eccezioni. Comprendere la sua natura palustre significa smettere di avere paura del ristagno e iniziare a rispettare davvero le sue esigenze. Quando riceve l’acqua che desidera, lo dimostra con foglie erette, tessuti compatti e una fioritura elegante e vigorosa.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".