Per prolungare la fioritura del Plumbago c’è il metodo del concime

Il plumbago può mostrare ancora qualche fiore in ottobre mentre i nuovi getti diventano più corti e il vaso impiega molto più tempo ad asciugare.

Prima di aggiungere altro concime è quindi utile verificare se la pianta sta ancora producendo foglie e nuovi boccioli oppure se sta semplicemente completando la crescita iniziata nei mesi precedenti.

Per il plumbago la concimazione dovrebbe accompagnare soprattutto la fase di crescita attiva. Quando luce, temperatura e consumo d’acqua diminuiscono, continuare con lo stesso ritmo estivo può favorire l’accumulo di sali nel substrato. Va nutrita la crescita reale, non il calendario.

Controllare i nuovi getti

Le estremità di diversi rami permettono di capire se la pianta è ancora attiva. Foglioline che si aprono, internodi nuovi e boccioli in formazione indicano una crescita ancora in corso.

Un singolo grappolo già fiorito, invece, può essere semplicemente il risultato della crescita prodotta nelle settimane precedenti. La presenza di fiori non basta quindi a giustificare una nuova concimazione.

Anche la velocità di sviluppo offre un’indicazione utile. Se le punte cambiano chiaramente nel giro di alcuni giorni, la pianta non è ancora ferma. Se rimangono identiche, alcune foglie più vecchie ingialliscono e il vaso asciuga sempre più lentamente, il rallentamento stagionale diventa più evidente.

Ricordare l’ultimo concime

Prima di aggiungere fertilizzante è importante considerare quando è stato effettuato l’ultimo trattamento e quale prodotto è stato utilizzato.

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Un fertilizzante liquido e uno a rilascio graduale non rimangono disponibili nel terreno per lo stesso periodo. Se nel vaso sono ancora presenti granuli oppure la concimazione è recente, non serve aggiungere subito un’altra dose.

Quando viene utilizzato un  concime per il plumbago a rilascio graduale, è preferibile rispettare la durata indicata sulla confezione.

Aumentare il fertilizzante perché la fioritura è stata meno abbondante non recupera la stagione e può soltanto aumentare la quantità di sali presenti nel substrato.

Luce e temperature

Il momento in cui il plumbago rallenta può cambiare anche all’interno della stessa zona geografica. Una pianta collocata vicino a una parete luminosa e riparata può continuare a produrre getti più a lungo rispetto a un vaso esposto al vento e alle notti fredde.

Il microclima influenza quindi la decisione. Con la riduzione delle ore di luce e delle temperature, diminuisce anche la velocità con cui la pianta utilizza acqua e nutrienti. Gli ultimi fiori possono rimanere visibili anche quando la crescita vegetativa ha già iniziato a rallentare.

Per questo la fioritura del plumbago va osservata insieme alla produzione di nuovi getti.

Controllare il terriccio

Prima del concime viene sempre lo stato del substrato. Se il terreno è ancora freddo e bagnato dopo diversi giorni e il vaso rimane pesante, le radici hanno soprattutto bisogno di tempo e aria. Con un vaso saturo il concime può aspettare.

Vanno controllati anche sottovaso e fori di drenaggio. Una patina chiara sulla superficie o lungo il bordo può indicare un accumulo di sali dopo mesi di fertilizzazioni e annaffiature.

Prima di interpretare foglie pallide come una carenza nutritiva, è quindi importante verificare la gestione dell’acqua seguendo il ritmo corretto per innaffiare il plumbago.

Anche un substrato che lascia scorrere l’acqua soltanto lungo i bordi o, al contrario, la trattiene in superficie richiede attenzione. Problemi di drenaggio e assorbimento vengono prima del fertilizzante.

Quando concimare ancora

Un ultimo apporto leggero può essere valutato quando il plumbago continua a produrre nuova vegetazione, il terreno drena correttamente, le temperature restano miti e non sono state effettuate concimazioni recenti.

La quantità deve sempre seguire le indicazioni del prodotto utilizzato e tenere conto della gestione precedente del vaso. Non esiste una dose uguale per ogni pianta.

Se non è chiaro quando sia stato utilizzato l’ultimo fertilizzante, è generalmente più prudente aspettare e osservare l’evoluzione della crescita.

Quando sospendere

Getti ormai fermi, temperature in diminuzione, terriccio che asciuga lentamente e un eventuale ricovero invernale imminente indicano che la stagione delle concimazioni sta terminando.

La sospensione diventa ancora più importante se compaiono margini secchi o depositi salini sul terreno, almeno fino a quando la causa non viene chiarita.

Più concime non prolunga artificialmente l’estate. In ottobre è più utile osservare il ritmo della pianta e continuare a nutrirla soltanto quando mostra una crescita abbastanza attiva da poter utilizzare ciò che viene aggiunto.


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