La Sansevieria può essere anche schizzinosa se fai riferimento a queste sue esigenze

Per quanto la sansevieria sia una pianta dalla capacità di adattamento fuori dal comune, vi sono alcune sue esigenze che possono renderla una pianta davvero schizzinosa in fatto di cure.

Chi lo avrebbe mai detto, eppure è così ed è bene conoscere ciò di cui stiamo per parlare.

Vediamo insieme come mai la sansevieria può essere considerata per certi versi anche una pianta schizzinosa.

Bada alla qualità dell’acqua

Nel caso della sansevieria, questa non tollera affatto un terriccio con un pH acido e lo mostra con la degenerazione delle sue belle foglie spilungone.

La variazione di pH condiziona la solubilità dei Sali presenti nel terreno. In un terriccio maggiormente acido componenti come ferro e manganese si disciolgono più facilmente. Questo riesce a macchiare le foglie.

Misurare il pH è utile per poter predisporre il terriccio affinché i nutrienti e i Sali di cui ha bisogno quella specifica pianta si disciolgano e la nutrano effettivamente.

L’acqua può essere un grande alleato per rendere il terriccio alcalino o basico: quella del rubinetto, in particolare l’acqua calcarea ha proprio questa specifica capacità.

L’utilizzo costante dell’acqua del rubinetto consente alle componenti quali il calcio di entrare in contatto con l’equilibrio chimico ed alterarlo a tal punto che nel tempo riesce ad innalzare il pH.

Va curata la tipologia di terriccio

Nonostante la sua adattabilità e forza come pianta da interni, la sansevieria ha dei punti deboli da tener presente che è possibile ignorare solo se il terriccio ha la giusta composizione.

Innanzitutto, deve essere un terriccio altamente drenante. Questo perché la sansevieria è una pianta che ha una grossa percentuale di acqua nelle sue foglie e quindi non ha affatto bisogno di un terriccio perennemente umido, figuriamoci zuppo.

Un terriccio ideale per la sansevieria oltre che altamente drenante per evitare ristagni deve anche essere ben areato, al fine di permettere alle radici di prendere tutto lo spazio, soprattutto se vi sono più apparati radicali, così come spesso accade quando acquistiamo la sansevieria.

Se tenuta all’esterno deve essere protetta dal freddo. Questo non riguarda solo il fogliame ma anche l’apparato radicale. Un terriccio ideale funge da buon isolante tra l’ambiente esterno e quello interno così da limitare l’impatto col freddo, che la sansevieria non sopporta.

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Le pretese in fatto di innaffiature

Non rispettare un programma fisso: in questo modo non bagnerai un terriccio già umido e magari on ancora asciutto dalla volt precedente. Innaffia al bisogno, constatando l’effettiva secchezza della terra.

Non bagnare la chioma: una chioma bagnata di una pianta grassa non può far altro che danneggiarla, a volte anche drasticamente, innescando infezioni fungine difficili da debellare;

Innaffia per immersione: immergi il vaso della sansevieria per metà della sua altezza per qualche minuto in una bacinella, così da non bagnare la parte superiore dei rizomi e inumidire la base delle foglie.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.