Queste sono le prime foglioline di ciclamino e vengono dai semi

Crescere il ciclamino a partire dai semi è un processo lento che segue regole precise. Il successo dipende soprattutto dalla maturità dei semi, dalla scelta di un substrato molto drenante, dal rispetto del buio nella fase iniziale e dal mantenimento di temperature fresche e costanti.

Non si tratta di un metodo rapido: prima nasce una piantina, poi si forma il tubero e solo in seguito, dopo diversi mesi, arrivano le prime fioriture.

Con attenzione all’umidità e senza forzare i tempi, la semina permette di ottenere ciclamini robusti e ben adattati all’ambiente di coltivazione.

Quando e come raccogliere i semi di ciclamino

Per ottenere una buona germinazione è fondamentale partire da semi davvero maturi. Dopo la fioritura, se il fiore è stato fecondato, alla base dello stelo si forma una capsula tondeggiante. Con il passare delle settimane lo stelo tende spesso ad avvolgersi su sé stesso (un comportamento tipico del ciclamino) e la capsula si avvicina al terreno. È un segnale utile: la pianta sta proteggendo i semi mentre maturano.

La capsula non va aperta troppo presto. Quando è pronta, di solito appare più secca e può iniziare a fendersi. A quel punto si può raccogliere con delicatezza e aprire sopra un foglio: all’interno ci sono i semi, spesso scuri (marrone-neri) e abbastanza duri.

Per aumentare le possibilità di successo conviene usare semi freschi, perché col tempo perdono vitalità. Se si devono conservare, è meglio farlo in modo asciutto, al buio, in un contenitore chiuso, ma l’ideale resta seminarli entro pochi mesi.

Un passaggio molto utile, spesso sottovalutato, è l’ammollo: i semi di ciclamino hanno una “pellicola” che può rallentare l’assorbimento d’acqua. Lasciarli in ammollo in acqua a temperatura ambiente per circa 12–24 ore (cambiando l’acqua se si intorbida) aiuta a “svegliare” il seme e rende la germinazione più uniforme.

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Preparare il terreno giusto per la semina

Il ciclamino nasce da un piccolo tubero e teme i ristagni più di qualunque altra cosa. Per questo il substrato deve essere leggero, drenante e allo stesso tempo capace di trattenere un minimo di umidità.

Una miscela pratica e affidabile prevede un terriccio fine da semina (o terriccio universale ben setacciato) alleggerito con materiale drenante come perlite o sabbia silicea. L’obiettivo è ottenere un composto che, una volta bagnato, resti umido ma non “impastato”. Se si stringe tra le dita, deve compattarsi appena e poi sbriciolarsi.

È importante anche il contenitore: vanno bene vasetti bassi, vaschette da semina o piccoli plateau, ma devono avere fori di drenaggio. Sul fondo è utile un sottile strato di materiale grossolano (argilla espansa o pomice) per favorire il deflusso dell’acqua.

Prima di seminare, il substrato va inumidito in modo uniforme. La terra non deve essere fradicia: deve risultare umida al tatto, senza gocciolare se premuta.

Il momento della semina

La semina del ciclamino dà i risultati migliori quando si lavora con temperature fresche. In genere la finestra più favorevole è tra fine estate e inizio autunno, quando in casa o in un ambiente protetto si riesce a stare intorno ai 15–18 °C. Con temperature più alte la germinazione può rallentare molto o bloccarsi, ma si può fare anche in inverno a patto che vengano protetti dal freddo.

I semi vanno distribuiti sul substrato e coperti con un leggero strato di terriccio fine. Qui si gioca una parte importante del successo: il ciclamino germina meglio al buio, quindi i semi non devono restare in superficie. Una copertura di circa mezzo centimetro (o poco meno, se il terriccio è molto fine) è spesso sufficiente: l’idea è coprire bene senza seppellire troppo.

Dopo la copertura, si compatta delicatamente con il palmo o con un cartoncino, giusto per mettere seme e terriccio in contatto. Poi si irriga con uno spruzzino o per capillarità (appoggiando il contenitore in un sottovaso con acqua per alcuni minuti), evitando getti diretti che sposterebbero i semi.

Per mantenere costante l’umidità è utile coprire con un coperchio trasparente, una mini-serra o una semplice pellicola. Questo però richiede una piccola accortezza: ogni giorno va fatto prendere un po’ d’aria per evitare muffe. Un ricambio d’aria regolare riduce moltissimo i problemi.

Posizione ideale: luogo luminoso ma senza sole diretto, e soprattutto stabile come temperatura. Se arriva sole caldo sul contenitore, l’umidità può salire troppo e favorire funghi.

Attesa, germinazione e prime cure

Con i ciclamini la parola chiave è pazienza. La germinazione non è immediata: a seconda della specie, della freschezza del seme e della temperatura, può richiedere diverse settimane e talvolta anche un paio di mesi. In questo periodo il substrato deve restare costantemente umido, non bagnato. I ristagni sono il modo più rapido per perdere tutto per marciume.

Quando spuntano, le prime foglioline possono sembrare piccole e un po’ strane: è normale. Sotto terra, intanto, sta iniziando a formarsi il futuro tubero. In questa fase sono fondamentali tre cose: luce diffusa, freschezza e irrigazioni misurate.

Appena la germinazione è avviata, la copertura trasparente va rimossa gradualmente per abituare le piantine a un’aria meno umida. Se il passaggio è troppo brusco, il terreno si asciuga in poche ore e le piantine soffrono; se invece la copertura resta troppo a lungo, aumentano i rischi di muffa.

L’acqua va data in modo intelligente: meglio bagnare dal basso o lungo i bordi del contenitore, evitando di fradiciare il colletto delle piantine. Un segnale utile è il peso del vasetto: se diventa leggero, è ora di bagnare.

Se compare una patina biancastra sul terriccio o qualche piantina “collassa” alla base, spesso si tratta di eccesso di umidità e poca aerazione. In quel caso si arieggia di più, si riduce l’acqua e, se necessario, si rimuove delicatamente lo strato superficiale più compromesso sostituendolo con terriccio asciutto e pulito.

Dal semenzale al giovane ciclamino

Quando le piantine hanno prodotto più foglioline e si riesce a maneggiarle senza romperle, si può passare al trapianto. Non c’è una data fissa: si valuta quando ogni piantina ha una piccola struttura più stabile e una dimensione che consenta la presa. L’obiettivo è dare spazio al tubero in formazione e ridurre la competizione.

Il trapianto va fatto con grande delicatezza, aiutandosi con uno stecchino o una piccola paletta per sollevare la piantina con una zolletta attorno alle radici. Si prepara un vasetto piccolo con substrato simile, sempre drenante, e si mette la piantina alla stessa profondità, senza interrare eccessivamente.

Nei mesi successivi la crescita è lenta ma costante. Non serve concimare subito: è meglio aspettare che la pianta sia ben avviata. Quando le foglie aumentano e il ciclamino mostra sviluppo attivo, si può iniziare con un concime molto diluito, specifico per piante fiorite o comunque equilibrato, ma sempre con moderazione: troppo concime in questa fase può bruciare radici giovani.

Un punto importante: un ciclamino nato da seme non fiorisce in poche settimane. Di solito servono molti mesi e spesso più di una stagione completa per vedere i primi fiori, perché prima la pianta deve costruire un tubero robusto. È normale. Nel frattempo l’obiettivo è far crescere una pianta compatta, con foglie sane e senza marciumi.

Se durante l’estate la pianta rallenta o entra in una fase di riposo, è un comportamento tipico dei ciclamini, soprattutto se fa caldo. In quel periodo si riducono le annaffiature senza far seccare completamente il tubero e si tiene il vaso in un luogo fresco e arieggiato. Con il ritorno delle temperature più basse, spesso riparte.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".