Che tipo di concime fai da te provare per le orchidee e come realizzarlo in casa con ingredienti semplici

Le orchidee, in particolare la Phalaenopsis, sono piante epifite: in natura vivono aggrappate ai tronchi e assorbono nutrimento da pioggia, umidità e residui organici. Non crescono in un terreno ricco come le piante da giardino, ma in un substrato molto drenante composto soprattutto da corteccia.

Per questo motivo hanno bisogno di un concime leggero, ben diluito e somministrato con attenzione. Un eccesso di nutrienti può provocare bruciature alle radici, foglie molli o accumuli di sali nel vaso. I concimi fai da te possono essere un valido supporto, ma solo se usati con moderazione e buon senso.

Acqua di riso

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L’acqua di riso è uno dei rimedi più semplici e utilizzati. Contiene piccole quantità di amido, vitamine del gruppo B e sali minerali, utili per sostenere la crescita vegetativa.

Per prepararla si utilizza l’acqua del primo risciacquo del riso crudo. È fondamentale che non contenga sale. Dopo averla raccolta, va lasciata riposare qualche ora e poi diluita con altra acqua in proporzione 1:1.

Si utilizza per innaffiare il substrato una volta ogni 3–4 settimane, preferibilmente nel periodo di crescita attiva. Questo rimedio aiuta quando la pianta appare debole o con crescita rallentata, stimolando la produzione di nuove foglie e radici. Non va usato troppo spesso perché l’amido può fermentare e alterare il substrato.

Acqua di cottura delle verdure

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L’acqua di cottura delle verdure, se priva di sale, è ricca di microelementi come potassio e magnesio, rilasciati durante la bollitura.

Una volta raffreddata completamente, può essere utilizzata per l’irrigazione, sempre diluita con acqua normale. È importante assicurarsi che non siano stati aggiunti condimenti.

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Questo concime è utile quando le foglie appaiono spente o poco vigorose. Fornisce un leggero apporto minerale che contribuisce a sostenere la pianta senza sovraccaricarla. Anche in questo caso l’uso deve essere saltuario, circa una volta al mese.

Bucce di banana

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Le bucce di banana sono ricche di potassio, elemento fondamentale per la fioritura.

Per utilizzarle si possono tagliare a pezzetti e lasciarle in ammollo in un barattolo d’acqua per 24–48 ore. Il liquido ottenuto va filtrato e diluito prima dell’uso.

Si impiega durante il periodo che precede la fioritura o quando si desidera stimolare la produzione di nuovi steli floreali. È indicato quando l’orchidea produce foglie ma non fiorisce da tempo. Non bisogna mai inserire pezzi di buccia direttamente nel vaso, perché marcirebbero causando muffe e cattivi odori.

Gusci d’uovo

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I gusci d’uovo contengono principalmente calcio, utile per rafforzare le strutture cellulari della pianta.

Devono essere lavati, asciugati e ridotti in polvere molto fine. La polvere può essere messa in infusione in acqua per qualche giorno, poi filtrata e diluita.

Questo rimedio è utile quando le foglie appaiono molli o poco consistenti e si sospetta una carenza di calcio. Va utilizzato con grande moderazione, perché un eccesso può alterare il pH del substrato, che per le orchidee deve rimanere leggermente acido.

Lievito di birra

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Il lievito di birra contiene vitamine del gruppo B e sostanze che stimolano l’attività microbica.

Per preparare la soluzione si scioglie un piccolo pezzetto di lievito fresco (circa mezzo cucchiaino) in un litro d’acqua tiepida. La soluzione va usata subito, senza conservarla.

Si utilizza per favorire la ripresa vegetativa, soprattutto dopo un periodo di stress o rinvaso. Può aiutare una pianta che ha perso vigore, ma non sostituisce un concime completo. Anche in questo caso, massimo una volta al mese.

Fondi di caffè

I fondi di caffè vengono spesso consigliati, ma per le orchidee richiedono cautela. Sono leggermente acidi e contengono azoto, ma tendono a compattarsi e trattenere umidità.

Se proprio si vogliono usare, devono essere completamente asciutti e in quantità minime, mescolati all’acqua in infusione e poi filtrati. Non vanno mai distribuiti direttamente nel vaso.

Possono aiutare in caso di crescita lenta, ma il rischio di muffe e ristagni è elevato. In molti casi è preferibile evitarli, soprattutto con orchidee coltivate in sola corteccia.

Come usare concimi senza rovinare le radici

La regola fondamentale è la moderazione. Le orchidee soffrono molto di più per eccesso di nutrimento che per carenza. Ogni soluzione deve essere sempre diluita, utilizzata su substrato già leggermente umido e mai su radici completamente asciutte.

È importante alternare questi rimedi a semplici annaffiature con acqua a basso residuo fisso, per evitare accumuli. Se si notano radici scure, molli o cattivo odore, occorre sospendere immediatamente ogni concimazione.

I concimi fai da te possono essere un aiuto naturale, ma non devono sostituire del tutto un fertilizzante specifico per orchidee, formulato con il giusto equilibrio di azoto, fosforo e potassio. La chiave è osservare la pianta: foglie turgide, radici verdi e fioriture regolari sono il segnale che si sta procedendo nel modo corretto.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".