Come controllare la crescita dell’Edera su muri e recinzioni

L’edera è una delle piante rampicanti più diffuse nei giardini italiani grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento, alla resistenza al freddo e al suo fogliame sempreverde.

Utilizzata per coprire muri, recinzioni e facciate, crea scenografie naturali di grande fascino e contribuisce a migliorare l’isolamento termico delle superfici.

Tuttavia, la sua crescita vigorosa può trasformarsi in un problema se non viene gestita con attenzione. Controllare l’edera significa preservarne il valore ornamentale evitando danni strutturali e un’espansione eccessiva. Vediamo come va fatto.

Caratteristiche botaniche

L’edera comune, conosciuta scientificamente come Hedera helix, è una pianta rampicante sempreverde appartenente alla famiglia delle Araliaceae.

La sua capacità di aderire alle superfici verticali è dovuta alle radici avventizie, piccole strutture che si sviluppano lungo i fusti e che si ancorano a muri, tronchi e reti metalliche.

A differenza di altre rampicanti che necessitano di supporti o legature, l’edera è autonoma nell’arrampicata e può raggiungere anche diversi metri di altezza.

La crescita è particolarmente intensa in primavera e inizio estate, quando le temperature miti e l’umidità favoriscono lo sviluppo di nuovi tralci.

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In condizioni ideali, può allungarsi rapidamente e infittirsi nel giro di pochi mesi. Comprendere questo ritmo stagionale è fondamentale per pianificare interventi mirati e prevenire situazioni difficili da gestire.

Pianifica una potatura costante

La potatura rappresenta il principale strumento di controllo dell’edera. Non si tratta soltanto di un intervento estetico, ma di una vera e propria operazione di manutenzione.

Devi intervenire almeno due volte l’anno, preferibilmente a fine inverno, prima della ripresa vegetativa, e a metà estate per contenere lo sviluppo e mantenere una forma ordinata.

Durante la potatura è importante non limitarti alle estremità più lunghe, ma agisci anche sulle zone interne troppo fitte.

Diradare la vegetazione consente una migliore circolazione dell’aria e riduce il rischio di umidità persistente tra la pianta e il muro, condizione che potrebbe favorire muffe o deterioramento dell’intonaco.

I tagli devono essere netti e precisi, eseguiti con attrezzi ben affilati e disinfettati, per evitare infezioni fungine.

Un controllo regolare impedisce inoltre che l’edera raggiunga tetti, grondaie, infissi o impianti elettrici esterni, aree in cui la presenza della vegetazione potrebbe causare ostruzioni o trattenere acqua piovana.

Valuta lo stato delle superfici prima dell’impianto

Non tutti i muri sono adatti a ospitare l’edera. Le superfici in mattoni pieni, pietra naturale o cemento in buono stato sopportano meglio la presenza delle radici aeree.

Al contrario, muri con intonaco deteriorato, crepe o infiltrazioni pregresse possono subire danni ulteriori. Le radici non penetrano nei materiali sani, ma possono insinuarsi nelle fessure già esistenti, ampliandole nel tempo.

Per evitare problemi verifica lo stato della parete prima di favorire la crescita dell’edera. In caso di superfici delicate, si può installare una struttura di supporto, come una rete metallica o un grigliato distanziato di alcuni centimetri dal muro.

Questa soluzione permette alla pianta di arrampicarsi senza aderire direttamente alla superficie, riducendo il rischio di danni strutturali e facilitando eventuali interventi futuri.

Contieni l’apparato radicale nel terreno

Oltre alla crescita verticale, l’edera sviluppa un apparato radicale robusto nel suolo. Se piantata in piena terra, può estendersi lateralmente e invadere aiuole, prati o spazi destinati ad altre coltivazioni.

Per mantenere il controllo devi delimitare l’area di crescita con barriere sotterranee che impediscano alle radici di espandersi oltre lo spazio previsto.

Anche la gestione del terreno influisce sulla velocità di sviluppo. Un suolo eccessivamente fertile e ricco di azoto stimola una crescita molto vigorosa.

Evita concimazioni abbondanti e limitati a un apporto moderato di sostanza organica, sufficiente a mantenere la pianta sana ma non eccessivamente espansiva.

Come rimuoverla correttamente

Quando l’edera ha già coperto eccessivamente una superficie o vuoi eliminarla del tutto, è fondamentale procedere con metodo.

Strappare i tralci ancora vitali può causare distacchi di intonaco o danneggiare la struttura sottostante. La tecnica più sicura consiste nel recidere i fusti principali alla base e attendere che la parte aderente al muro secchi completamente.

Nel giro di alcune settimane, la vegetazione privata di nutrimento si disidrata e perde aderenza. Solo a quel punto puoi rimuoverla con maggiore facilità, aiutandoti eventualmente con una spatola per sollevare delicatamente le radici aeree residue. È un’operazione che richiede pazienza, ma riduce significativamente il rischio di danni.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.