Quando il fiore della calla secca non bisogna fare errori e rinvigorire la pianta

Il fiore della calla non è destinato a rimanere in perfette condizioni per tutta la stagione. Come avviene per la maggior parte delle piante ornamentali, ogni infiorescenza attraversa un ciclo naturale composto da apertura, piena fioritura e successivo appassimento.

Quando la spata, ovvero la caratteristica parte colorata che comunemente viene identificata come il fiore, inizia a perdere consistenza, cambia colore e diventa progressivamente marrone o giallastra, significa semplicemente che il suo ciclo vitale si è concluso.

Questo fenomeno non deve essere confuso con una pianta malata. Se le foglie sono ancora verdi e non accartocciate, turgide e prive di macchie diffuse, la calla continua a essere in buona salute e sta semplicemente terminando la fase della fioritura.

Diverso è il caso in cui anche il fogliame presenti ingiallimenti precoci, marciumi o disseccamenti improvvisi. In queste situazioni potrebbe essere presente un problema legato a ristagni idrici, irrigazioni errate, malattie fungine oppure condizioni ambientali non adatte.

Comprendere questa differenza consente di intervenire solo quando realmente necessario, evitando potature inutili o trattamenti non giustificati.

Bisogna tagliare il fiore secco della calla?

Una volta che il fiore della calla risulta completamente appassito è consigliabile procedere con la sua eliminazione.

Lasciare lo stelo floreale sulla pianta non apporta alcun beneficio nella maggior parte dei casi. Al contrario, la calla continuerà a utilizzare parte delle proprie energie per mantenere una struttura ormai destinata a seccare completamente e, se avviene la formazione dei semi, consumerà ulteriori risorse che potrebbero essere impiegate per rafforzare il rizoma.

Il taglio deve essere effettuato con forbici ben affilate e disinfettate, recidendo lo stelo il più vicino possibile alla base senza danneggiare le foglie circostanti.

Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!

È importante evitare di strappare manualmente il fiore secco. Questa pratica può provocare lacerazioni ai tessuti della pianta e creare punti di ingresso per funghi e altri agenti patogeni.

L’eliminazione delle infiorescenze appassite rappresenta una normale operazione di manutenzione che mantiene la pianta più ordinata e favorisce una migliore gestione delle sue risorse.

Cosa fare dopo aver eliminato il fiore appassito

Dopo aver rimosso il fiore secco, la calla entra in una fase in cui concentra gran parte delle proprie energie nella crescita del fogliame e nell’accumulo delle sostanze nutritive necessarie alla stagione successiva.

Per questo motivo è fondamentale non commettere uno degli errori più frequenti: eliminare anche le foglie verdi.

Le foglie continuano infatti a svolgere la fotosintesi, producendo gli zuccheri indispensabili per alimentare il rizoma. Più a lungo rimangono sane e verdi, maggiore sarà la quantità di riserve che la pianta riuscirà ad accumulare.

Durante questo periodo è consigliabile continuare con irrigazioni moderate, evitando sia il terreno completamente asciutto sia gli eccessi di acqua che possono provocare marciumi radicali.

Anche una leggera concimazione, se la pianta è ancora in piena vegetazione, può favorire il rafforzamento del rizoma. È preferibile utilizzare un fertilizzante equilibrato, rispettando sempre le dosi indicate dal produttore per evitare accumuli di sali nel terreno.

L’esposizione deve rimanere luminosa ma protetta dal sole intenso nelle ore più calde, soprattutto durante l’estate, quando temperature elevate possono accelerare l’appassimento del fogliame.

Quando tagliare anche le foglie della calla

Le foglie della calla non devono essere eliminate insieme ai fiori appassiti.

Occorre attendere che il loro ciclo vegetativo si concluda naturalmente. Solo quando diventano completamente gialle, molli e successivamente secche è possibile procedere con il taglio.

Questo momento coincide generalmente con l’ingresso della pianta nel riposo vegetativo, una fase fondamentale durante la quale il rizoma interrompe temporaneamente la crescita per prepararsi alla stagione successiva.

Nelle calle coltivate in vaso è possibile ridurre progressivamente le annaffiature fino quasi a sospenderle quando tutto il fogliame risulta ormai secco.

Se invece la pianta viene coltivata in giardino, il comportamento dipende anche dal clima locale. Nelle aree caratterizzate da inverni miti il rizoma può rimanere nel terreno senza particolari problemi, mentre nelle zone soggette a gelate intense può risultare opportuno dissotterrarlo e conservarlo in un ambiente fresco, asciutto e ben ventilato fino alla primavera.

Rispettare il naturale ciclo della pianta rappresenta uno degli aspetti più importanti per ottenere nuove fioriture negli anni successivi.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.