Anche se sembra questa non è una mimosa comune ma una Vachellia

La cosiddetta mimosa, identificata con il nome botanico Acacia dealbata, ha molte sorelle simili, la cui classificazione è di certo cambiata nel tempo.

Tra queste, uno dei più importanti è Vachellia, nato da una revisione tassonomica che ha ridefinito la classificazione di centinaia di specie.

Comprendere le differenze tra Vachellia e Acacia permette non solo di utilizzare una terminologia corretta, ma anche di conoscere meglio le caratteristiche botaniche, l’origine e le peculiarità di queste affascinanti piante.

Il genere Acacia

Per molti anni il genere Acacia comprendeva oltre un migliaio di specie distribuite in Africa, Australia, Asia e America.

Tuttavia, gli studi di genetica molecolare e le moderne ricerche sulla filogenesi hanno dimostrato che questo enorme gruppo non era omogeneo dal punto di vista evolutivo.

Per rispettare i criteri della classificazione botanica moderna, gli studiosi hanno deciso di suddividere il vecchio genere in diversi nuovi generi, tra cui Vachellia, Senegalia, Acaciella e il genere Acacia, mantenuto principalmente per le specie australiane.

Il genere Vachellia

Il genere Vachellia comprende prevalentemente specie originarie dell’Africa, del Medio Oriente, dell’Asia tropicale e di alcune aree delle Americhe. Si tratta generalmente di alberi o arbusti adattati ai climi caldi e spesso aridi, caratterizzati dalla presenza di robuste spine, foglie bipennate e infiorescenze sferiche o cilindriche di colore bianco, crema o giallo.

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Molte specie di Vachellia rivestono un ruolo fondamentale negli ecosistemi delle savane africane, dove costituiscono una preziosa fonte di nutrimento per numerosi erbivori e contribuiscono al miglioramento del terreno grazie alla capacità di fissare l’azoto atmosferico attraverso la simbiosi con batteri presenti nelle radici.

Le spine rappresentano uno degli elementi distintivi del genere e costituiscono una strategia evolutiva sviluppata per proteggere la pianta dal pascolo degli animali.

La mimosa è ancora Acacia

Il nome Acacia continua a essere valido, ma identifica soprattutto le specie originarie dell’Australia. Tra queste rientra anche la celebre mimosa ornamentale, il cui nome corretto rimane Acacia dealbata.

Le specie australiane si distinguono per alcune caratteristiche differenti rispetto alle Vachellia. Molte presentano infatti fillodi, cioè piccioli appiattiti che svolgono la funzione delle foglie, una soluzione evolutiva che permette di ridurre la perdita d’acqua nei climi più secchi.

Differenze

Vachellia e Acacia condividono diversi elementi comuni, a parte le differenze che consentono agli specialisti di distinguerle.

Le Vachellia presentano frequentemente spine molto sviluppate e foglie bipennate ben evidenti, mentre numerose specie di Acacia australiane possiedono fillodi al posto delle vere foglie mature.

Dal punto di vista della coltivazione esistono alcune differenze significative. Le specie di Acacia, come la mimosa, prediligono terreni ben drenati, esposizioni molto luminose e un clima mite. Tollerano periodi di siccità una volta adulte, ma soffrono i ristagni idrici e le gelate intense.

Le Vachellia sono generalmente ancora più resistenti al caldo e alla siccità, essendo adattate agli ambienti delle savane e delle regioni desertiche. Molte specie risultano però meno adatte ai climi europei, soprattutto nelle aree soggette a inverni rigidi.

In entrambi i casi si tratta di piante dalla crescita piuttosto veloce che richiedono interventi di potatura limitati, finalizzati soprattutto a mantenere una chioma equilibrata e ad eliminare i rami danneggiati.


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