Sembrano tanti bastoncini ma sono le foglie della Sansevieria cylindrica fernwood

A prima vista la Sansevieria cylindrica Fernwood può sembrare composta da tanti sottili bastoncini verdi infilati direttamente nel terreno. Non si vedono le classiche foglie larghe e piatte tipiche di molte piante da appartamento e proprio questa forma porta spesso a chiedersi quale parte della pianta si stia realmente guardando.

Quei lunghi elementi appuntiti sono invece vere e proprie foglie. Non sono fusti, rami o strutture destinate successivamente a produrre foglioline: svolgono direttamente la funzione fotosintetica e crescono dalla base grazie a un apparato sotterraneo formato da radici e rizomi.

La forma cilindrica non è soltanto una curiosità estetica. È il risultato di un adattamento che permette alla pianta di conservare acqua nei tessuti e limitare la superficie esposta, caratteristiche particolarmente utili negli ambienti asciutti da cui derivano molte Sansevierie.

Foglie cilindriche

Nella maggior parte delle piante d’appartamento la foglia possiede una lamina larga e relativamente sottile. Nella Sansevieria cylindrica la struttura è completamente diversa.

La foglia è allungata, carnosa e quasi cilindrica, con una punta progressivamente più stretta. Se venisse osservata in sezione, non apparirebbe come una lamina piatta ma come una struttura molto più spessa.

All’interno sono presenti tessuti capaci di trattenere acqua. La consistenza rigida che si percepisce toccandola deriva proprio dalla combinazione tra tessuti carnosi e fibre che mantengono la foglia eretta.

Le sottili bande verdi più chiare o più scure visibili sulla superficie non corrispondono a nodi o articolazioni. Sono semplicemente parte della colorazione naturale del fogliame.

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Nella cultivar Fernwood le foglie possono risultare più sottili e numerose rispetto alle forme più robuste comunemente vendute come Sansevieria cylindrica.

Non sono rami

L’assenza di un fusto evidente crea facilmente confusione. Le foglie sembrano partire singolarmente dal terriccio, ma sotto la superficie sono collegate a rizomi, cioè fusti modificati che crescono orizzontalmente nel substrato.

Da questi rizomi vengono prodotti nuovi punti di crescita. È così che, accanto a un gruppo già adulto, possono comparire improvvisamente altri piccoli bastoncini verdi.

All’inizio i nuovi getti sono corti e sottili. Crescendo diventano progressivamente più lunghi e assumono la consistenza rigida tipica della pianta adulta.

Un vaso che inizialmente contiene pochi elementi può quindi diventare molto più fitto senza che vengano prodotti veri rami nella parte superiore. La crescita avviene soprattutto dal basso verso l’alto, attraverso nuovi getti che emergono dal substrato.

Perché questa forma

Le foglie cilindriche permettono alla pianta di avere una superficie esposta relativamente contenuta rispetto al volume interno.

Per una specie adattata a periodi asciutti questo significa poter conservare una discreta quantità d’acqua limitando contemporaneamente le perdite attraverso la traspirazione. La superficie esterna è inoltre rivestita da una cuticola piuttosto resistente.

Questa struttura spiega perché le foglie sane risultino dure, compatte e piene e perché la pianta riesca a tollerare un terreno asciutto più a lungo rispetto a molte specie tropicali con foglie sottili.

Proprio questa capacità può però diventare un problema quando viene interpretata come una richiesta frequente d’acqua. Le foglie possiedono già delle riserve e le radici non hanno bisogno di rimanere continuamente in un substrato umido.

Quando si raggrinziscono

La forma dei bastoncini rende abbastanza visibili alcuni cambiamenti. Quando una foglia perde molta acqua, la superficie può iniziare a mostrare piccole scanalature longitudinali o leggere rughe. In una pianta molto disidratata la foglia può diventare meno piena rispetto al normale.

Questo segnale va comunque confrontato con il terreno. Se il substrato è asciutto da parecchio tempo, può essere necessaria un’irrigazione.

Una foglia molle con terreno ancora molto bagnato racconta invece una situazione differente. L’eccesso d’acqua può compromettere radici e base dei getti, facendo perdere consistenza proprio a strutture che normalmente dovrebbero essere rigide.

Nei casi più avanzati la zona inferiore può diventare giallastra, traslucida o scura.

Come crescono

Le foglie della Fernwood non raggiungono tutte contemporaneamente la stessa altezza. Nel vaso convivono normalmente getti di età differenti. Quelli centrali o più vecchi possono essere già lunghi, mentre alla base compaiono continuamente elementi più corti.

Questo sviluppo crea il caratteristico effetto di ciuffo verticale formato da decine di bastoncini.

Non conviene tagliare la punta di una foglia per cercare di farla ramificare. Una foglia recisa non ricostruirà la propria estremità appuntita e il segno del taglio rimarrà visibile.

Se una foglia è completamente danneggiata, è preferibile eliminarla alla base. Per ottenere una pianta più piena bisogna invece favorire la crescita dei nuovi getti prodotti dai rizomi.

La luce modifica l’aspetto

Una buona luminosità aiuta la Fernwood a mantenere foglie compatte, dritte e ben colorate.

In una posizione molto buia la crescita può diventare più lenta e i nuovi elementi possono svilupparsi meno robusti.

Il sole diretto è possibile soltanto con un adattamento progressivo. Una pianta rimasta per mesi in casa non va spostata improvvisamente sotto il sole estivo più intenso, perché perfino queste foglie resistenti possono presentare scolorimenti e bruciature.

La loro forma insolita rimane comunque la caratteristica principale della pianta. Quei tanti bastoncini verdi non sostengono foglie nascoste e non diventeranno rami con il tempo: sono già le foglie della Sansevieria cylindrica Fernwood, specializzate per crescere verticalmente, accumulare acqua e dare alla pianta il suo aspetto inconfondibile.


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