Di quanta luce ha bisogno il plumbago in balcone per fiorire per tutto settembre

A settembre il Plumbago può continuare a produrre nuovi grappoli di fiori azzurri anche quando molte altre piante estive iniziano a rallentare. Il punto decisivo, però, è la quantità di luce che riceve durante la giornata.

Con il passare delle settimane il sole cambia inclinazione, le giornate diventano più corte e alcuni balconi che in piena estate erano molto luminosi possono iniziare a ricevere diverse ore d’ombra. Il Plumbago può continuare a crescere, ma la produzione di fiori può diminuire.

Per mantenere una fioritura abbondante durante settembre serve quindi una posizione con molta luce e diverse ore di sole diretto, evitando di trattarlo come una pianta da mezz’ombra soltanto perché il caldo estivo sta diminuendo.

Quante ore di sole

Per produrre numerosi fiori il Plumbago dovrebbe ricevere indicativamente almeno 5-6 ore di sole diretto al giorno, meglio ancora se l’esposizione permette di superare questa durata.

Una pianta sistemata in pieno sole può generalmente continuare a formare nuovi boccioli durante settembre, soprattutto nelle zone dove le temperature rimangono miti.

Con soltanto due o tre ore di sole la vegetazione può continuare a svilupparsi, ma la differenza si nota spesso sulla fioritura. I rami producono foglie e si allungano, mentre i gruppi di fiori diventano meno numerosi.

Il sole non deve necessariamente arrivare tutto nello stesso momento. Un balcone che riceve luce diretta al mattino e nuovamente nel pomeriggio può offrire una quantità complessiva sufficiente. Conta soprattutto il totale di luce ricevuto durante la giornata.

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Sole del mattino

Un’esposizione orientata verso est permette al Plumbago di ricevere diverse ore di sole mattutino, generalmente meno intenso rispetto a quello del primo pomeriggio.

A settembre questa posizione può funzionare molto bene se la luce continua ad arrivare per buona parte della mattinata.

Il problema compare quando palazzi, tende o altri ostacoli riducono il sole a una finestra molto breve. Una pianta che riceve soltanto un’ora di luce diretta e poi rimane in ombra luminosa potrebbe produrre una fioritura meno continua.

Se il vaso è mobile, può essere utile valutare una zona del balcone dove il sole rimanga presente più a lungo.

Non serve però spostare continuamente la pianta da una posizione all’altra. Una volta trovato un punto luminoso, conviene mantenerlo abbastanza stabile.

Sole del pomeriggio

Un balcone rivolto verso sud o ovest può continuare a ricevere una quantità elevata di luce anche a settembre. Il sole pomeridiano è generalmente più intenso e permette al Plumbago di accumulare molta energia per sostenere la produzione dei nuovi fiori.

A fine estate il rischio di bruciature è inferiore rispetto alle settimane più torride di luglio, ma nelle zone molto calde il vaso può comunque raggiungere temperature elevate.

La chioma tollera bene il sole quando la pianta è già acclimatata. La parte da controllare con maggiore attenzione è piuttosto il contenitore, soprattutto se piccolo o di colore scuro.

Un apparato radicale che si surriscalda e asciuga troppo rapidamente può limitare la capacità della pianta di mantenere i nuovi boccioli.

Quando c’è poca luce

Il primo segnale non è necessariamente la caduta delle foglie. Un Plumbago con luce insufficiente può produrre rami lunghi, foglie ben distanziate e pochissimi nuovi grappoli fiorali.

La vegetazione rimane verde e può dare l’impressione di essere sana, ma la pianta investe soprattutto nell’allungamento dei fusti alla ricerca di una posizione più luminosa.

Va osservata soprattutto la parte terminale dei nuovi rami. Se compaiono molte foglie ma quasi nessuna infiorescenza, la quantità di luce disponibile potrebbe essere diventata troppo bassa.

Questo fenomeno è frequente proprio a settembre, quando una tenda, una parete o il balcone superiore possono iniziare a proiettare ombre più lunghe rispetto a giugno.

Non basta la luce

Un’esposizione corretta non garantisce fiori se il Plumbago arriva a settembre con il terreno continuamente asciutto. Una pianta molto fiorita utilizza acqua in quantità considerevoli, soprattutto se coltivata in vaso e ancora esposta a giornate calde.

Il substrato dovrebbe rimanere leggermente umido senza ristagni, evitando periodi molto lunghi di completa disidratazione.

Se le foglie iniziano ad afflosciarsi frequentemente durante il giorno, il vaso potrebbe essere diventato troppo piccolo oppure il terreno potrebbe asciugarsi troppo velocemente.

A settembre la frequenza delle annaffiature può iniziare a diminuire, ma soltanto quando le temperature e la velocità di asciugatura del vaso lo permettono.

Eliminare i fiori secchi

I vecchi grappoli ormai marroni possono essere eliminati per mantenere ordinata la pianta e liberare le estremità dei rami. La pulizia va effettuata senza trasformarla in una potatura drastica.

Il Plumbago può continuare a produrre nuovi boccioli sui germogli sviluppati durante la stagione, quindi accorciare eccessivamente la chioma proprio a settembre rischia di ridurre la fioritura ancora disponibile.

Meglio limitarsi alle parti sfiorite e ai rami chiaramente secchi o danneggiati.

La posizione migliore

Per prolungare i fiori per tutto settembre, il Plumbago dovrebbe quindi occupare uno dei punti più luminosi del balcone.

Una posizione con 5-6 ore o più di sole diretto, buona ventilazione e terreno che non asciuga completamente ogni giorno permette alla pianta di continuare a formare nuovi grappoli.

Quando i fiori diminuiscono improvvisamente proprio a fine estate, prima di aggiungere concime conviene verificare quanto sole raggiunga realmente il vaso.

Spesso è il balcone ad aver cambiato luce con l’avvicinarsi dell’autunno, mentre il Plumbago continua ad avere bisogno di un’esposizione piena per mantenere la sua lunga fioritura.


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