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Filodendro più folto e compatto senza rami troppo lunghi

di 5 min di lettura

Un Filodendro può iniziare con una vegetazione piena e ordinata e, dopo qualche mese, trasformarsi in una pianta con pochi fusti molto lunghi, grandi spazi tra una foglia e l’altra e una base sempre più vuota. Non significa necessariamente che stia male: spesso sta semplicemente crescendo nelle condizioni che ha a disposizione.

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Nei Filodendri rampicanti la tendenza ad allungarsi è naturale. Il problema nasce quando i nuovi internodi diventano sempre più distanziati e le foglie rimangono piccole, dando alla pianta un aspetto poco compatto.

Per ottenere un Filodendro più pieno bisogna intervenire soprattutto su luce, direzione della crescita, cimatura e gestione del vaso. Concimare di più, da solo, raramente risolve il problema.

Più luce per una crescita compatta

La prima cosa da controllare è la quantità di luce.

Quando il Filodendro si trova molto lontano dalla finestra, può continuare a produrre nuovi fusti, ma questi tendono ad allungarsi alla ricerca di una zona più luminosa. La distanza tra una foglia e quella successiva aumenta e la pianta perde progressivamente compattezza.

Un segnale abbastanza evidente è proprio la comparsa di internodi sempre più lunghi.

In questo caso è preferibile avvicinare gradualmente il vaso a una finestra luminosa, evitando però di passare improvvisamente da una zona buia a molte ore di sole diretto intenso.

Una buona luce indiretta permette alla pianta di crescere in maniera più equilibrata e può favorire anche lo sviluppo di foglie più grandi.

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Se la vegetazione tende a dirigersi quasi completamente verso un lato, il vaso può essere ruotato periodicamente. Nei Filodendri rampicanti, però, non bisogna aspettarsi una forma perfettamente simmetrica: il loro portamento naturale li porta comunque a cercare un appoggio e a svilupparsi in una determinata direzione.

Accorciare i rami troppo lunghi

Quando alcuni fusti hanno già raggiunto una lunghezza eccessiva, la luce da sola non li farà tornare corti. Si può quindi valutare una cimatura.

Il taglio viene effettuato su un fusto sano, poco sopra un nodo, utilizzando forbici pulite. Eliminando la parte terminale si interrompe temporaneamente la crescita di quel ramo e la pianta può sviluppare nuovi getti da altri punti.

Questo permette di contenere l’allungamento e può favorire una vegetazione più ramificata. Non serve però tagliare tutto contemporaneamente.

Se il Filodendro è molto spoglio, eliminare in una sola volta gran parte delle foglie può indebolirlo ulteriormente. È preferibile accorciare inizialmente uno o due rami particolarmente lunghi e osservare la risposta.

Il periodo più adatto è quello in cui la pianta sta crescendo attivamente. Se la crescita è quasi ferma per poca luce o temperature basse, è meglio evitare potature importanti nella speranza di obbligarla a produrre nuovi germogli.

Anche i pezzi di ramo eliminati possono diventare utili. Se comprendono almeno un nodo sano, possono essere utilizzati per ottenere nuove talee.

Usare le talee per riempire il vaso

Una delle strategie più efficaci per ottenere un Filodendro visivamente più folto consiste nel mettere più fusti nello stesso vaso.

Un singolo Filodendro rampicante tende infatti a svilupparsi come una liana. Anche se viene cimato, non sempre assumerà da solo l’aspetto molto fitto delle piante acquistate in vivaio, che spesso contengono diversi fusti nello stesso contenitore.

Le talee ottenute dai rami troppo lunghi possono quindi essere fatte radicare e successivamente sistemate intorno alla pianta madre.

Con il tempo si crea una base più piena e la vegetazione appare meno concentrata su un unico ramo.

Questo sistema è particolarmente utile quando il Filodendro presenta lunghi fusti spogli nella parte inferiore e foglie soltanto alle estremità.

Naturalmente bisogna aspettare che le talee abbiano sviluppato radici sufficienti prima di inserirle stabilmente nel vaso.

Non serve riempire il contenitore con un numero eccessivo di talee: anche le radici avranno bisogno di spazio e di un substrato che continui a drenare correttamente.

Un sostegno può cambiare la crescita

Per molti Filodendri rampicanti il sostegno è importante quanto la potatura. In natura queste piante tendono a salire utilizzando tronchi e altre strutture. Lasciare i fusti completamente liberi di ricadere può essere esteticamente piacevole, ma non sempre favorisce una crescita più matura.

Un tutore verticale permette invece di accompagnare la pianta verso l’alto.

Le radici aeree possono trovare un punto di appoggio e, nelle specie adatte, le nuove foglie possono aumentare progressivamente di dimensione man mano che la pianta matura.

Un Filodendro sostenuto non diventa necessariamente più cespuglioso alla base, ma può apparire molto più ordinato e compatto rispetto a una pianta con lunghi fusti sparsi in tutte le direzioni.

Per ottenere sia altezza sia volume, il sistema migliore può essere quindi quello di combinare più fusti nello stesso vaso con un sostegno centrale.

Acqua e concime senza forzare

Una crescita compatta richiede anche radici in buone condizioni. Il terriccio non dovrebbe rimanere costantemente zuppo. Prima di annaffiare conviene controllare che i primi centimetri abbiano iniziato ad asciugarsi.

Un apparato radicale che rimane troppo a lungo in un substrato saturo può perdere efficienza e la pianta può iniziare a produrre vegetazione più debole.

Allo stesso modo, periodi di forte disidratazione ripetuti possono interrompere continuamente la crescita. Anche il concime deve essere utilizzato con moderazione.

Durante il periodo vegetativo può sostenere la produzione di nuove foglie, ma aumentare le dosi non rende automaticamente il Filodendro più folto. Se la luce è insufficiente, più fertilizzante può semplicemente favorire una crescita lunga e poco equilibrata.

Il risultato migliore arriva quando tutti gli elementi funzionano insieme: buona luce, annaffiature regolari senza ristagni, concimazione moderata, qualche cimatura e un sostegno adatto.

Se il Filodendro è già molto allungato, quindi, non serve cercare di correggere tutto in una volta. È più efficace migliorare prima la posizione, accorciare gradualmente i fusti più lunghi e utilizzare le talee per riempire il vaso. Con il tempo la nuova crescita può diventare molto più compatta e la pianta recuperare quell’aspetto pieno che sembrava ormai perduto.

Photo credits: le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.