Come utilizzare il concime liquido per l’orto

Pomodori, zucchine, peperoni e melanzane possono consumare molti nutrienti durante la stagione, soprattutto quando crescono in vaso o in terreni sfruttati da più coltivazioni. Il concime liquido può essere utile proprio per integrare ciò che viene progressivamente utilizzato dalle piante.

Il problema nasce quando viene impiegato senza considerare dosaggio, frequenza e condizioni del terreno. Aumentare la quantità non porta automaticamente più frutti e una soluzione troppo concentrata può creare problemi alle radici.

Per utilizzarlo correttamente serve quindi partire da poche regole precise: leggere l’etichetta, rispettare la diluizione, distribuirlo nel momento adatto e non usarlo come soluzione universale per una pianta in difficoltà.

Leggere l’etichetta

Non esiste una dose valida per tutti i concimi liquidi. Due prodotti apparentemente simili possono avere concentrazioni molto differenti e richiedere quantità diverse per ogni litro d’acqua. Per questo la confezione deve rimanere il riferimento principale.

Sull’etichetta vengono generalmente indicate dose, quantità d’acqua necessaria, frequenza di utilizzo e colture per le quali il prodotto è destinato.

Indicazioni generiche come un tappo nell’annaffiatoio servono a poco se non si conoscono la capacità del tappo e il volume d’acqua.

La misurazione va quindi effettuata utilizzando il dosatore previsto oppure un contenitore graduato, mantenendo esattamente la proporzione prevista.

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Diluire correttamente

I concimi liquidi concentrati vengono normalmente diluiti prima della distribuzione.

Versare il prodotto puro direttamente sul terreno o vicino al fusto non rende la concimazione migliore. Una concentrazione elevata di sali intorno alle radici può provocare danni e alterare l’equilibrio del substrato.

La soluzione va preparata aggiungendo all’acqua la quantità indicata per il volume utilizzato.

Se la dose riportata riguarda dieci litri e ne vengono preparati cinque, la quantità di fertilizzante va ridotta mantenendo la stessa proporzione.

Raddoppiare la dose nella speranza di accelerare la crescita non significa ottenere più pomodori o più zucchine. Le piante assorbono nutrienti secondo i propri ritmi e soltanto nelle quantità che riescono realmente a utilizzare.

Quando distribuirlo

Le necessità cambiano in base alla coltura e alla fase di sviluppo. Una giovane pianta impegnata nella produzione di foglie e radici si trova in una condizione diversa da un pomodoro già pieno di fiori e frutti.

Per ortaggi come pomodori, peperoni, melanzane e zucchine conviene quindi utilizzare formulazioni pensate per l’orto o per colture da frutto, seguendo il programma indicato dal prodotto scelto.

La distribuzione va effettuata sul terreno nella zona occupata dalle radici, senza concentrare tutta la soluzione esattamente contro il fusto.

La concimazione non deve essere ripetuta prima dell’intervallo previsto soltanto perché la crescita non appare immediatamente diversa.

Prima controllare la pianta

Una pianta afflosciata non sta necessariamente chiedendo fertilizzante. La causa può essere un terreno troppo asciutto, un eccesso d’acqua, temperature elevate, radici compromesse oppure la presenza di parassiti.

Prima della concimazione va quindi verificato lo stato del substrato e della vegetazione.

Foglie molli accompagnate da terreno fradicio richiedono una gestione differente rispetto a una pianta con substrato completamente asciutto.

Aggiungere fertilizzante a un apparato radicale già in difficoltà non risolve il problema iniziale. Prima devono essere ristabilite condizioni di coltivazione corrette.

Il terreno asciutto

Un terreno completamente secco richiede particolare cautela. Durante l’estate il substrato dell’orto può asciugarsi molto velocemente, soprattutto nei contenitori. Se la pianta è fortemente disidratata, la priorità è riportare gradualmente acqua alle radici.

La soluzione fertilizzante non deve diventare il sistema con cui si tenta di recuperare una pianta rimasta senz’acqua.

In presenza di terreno molto asciutto può essere preferibile effettuare prima una normale irrigazione, attendere che la pianta recuperi e successivamente tornare al programma di nutrizione previsto.

La concimazione funziona meglio quando l’apparato radicale si trova in condizioni regolari.

Capire NPK

Sulle confezioni compaiono spesso le lettere N, P e K. La N indica l’azoto, legato soprattutto allo sviluppo vegetativo. La P indica il fosforo, coinvolto in diversi processi della pianta. La K indica il potassio, collegato a numerose funzioni fisiologiche e particolarmente rilevante nelle colture da frutto.

Un eccesso di azoto può favorire una produzione abbondante di foglie e rami senza garantire un aumento proporzionale di fiori e frutti. Per questo un pomodoro non dovrebbe essere concimato semplicemente con qualsiasi prodotto disponibile.

Una formulazione destinata agli ortaggi permette di fornire nutrienti con rapporti più adatti alle diverse fasi della coltivazione.

Vaso e piena terra

La gestione cambia leggermente tra orto in vaso e piena terra. Nei contenitori il volume di substrato è limitato e le sostanze nutritive possono diminuire più rapidamente. Allo stesso tempo, un errore di dosaggio ha effetti più concentrati perché le radici occupano uno spazio ridotto.

In piena terra il fertilizzante viene distribuito su una superficie più ampia, sempre nella zona esplorata dalle radici. In entrambi i casi il terreno deve poter drenare correttamente e l’acqua non deve ristagnare.

Il concime liquido integra la nutrizione, ma non sostituisce un terreno ben strutturato e ricco di sostanza organica.

Senza esagerare

La regola finale rimane molto semplice: più concime non significa più raccolto.

Una dose maggiore o applicazioni troppo ravvicinate possono accumulare sali nel terreno senza offrire alcun vantaggio alla produzione.

Il risultato migliore arriva rispettando dosaggio e frequenza, mantenendo contemporaneamente corretti acqua, luce e condizioni del suolo.

Il concime liquido può quindi diventare uno strumento pratico nell’orto, soprattutto durante le fasi di crescita e produzione. Va però utilizzato come parte di una gestione completa, non come scorciatoia per ottenere ortaggi più grandi o più numerosi.


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