Mio zio è giardiniere e fa questo alle rose che mostrano questo aspetto

A novembre il roseto sembra entrare in pausa: le ultime rose resistono sui rami, le foglie ingialliscono e cadono, qualche cinorrodo arancione comincia a colorarsi. È il momento in cui viene voglia di prendere le forbici e “sistemare tutto” prima dell’inverno.

Chi cura le rose da anni, però, a novembre fa poche cose e mirate. Servono a proteggere radici e colletto dal freddo e a non lasciare in giro le malattie. La potatura vera, invece, aspetta la fine dell’inverno. In Italia, poi, cosa fare dipende molto da dove si trova il giardino: una rosa in Pianura Padana non vive l’inverno di una rosa in Sicilia.

Lasciare i cinorrodi sui rami

Molte rose, soprattutto le rugose e le rose botaniche come la rosa canina, dopo i fiori producono i cinorrodi, le bacche rosse o arancioni che colorano il giardino d’inverno. Se si vogliono vedere, a fine stagione bisogna smettere di togliere i fiori appassiti: le bacche si formano proprio da quelli.

I cinorrodi sono anche un cibo prezioso per gli uccelli nei mesi freddi. Accanto alle rose, per avere fiori in pieno inverno, si può piantare l’elleboro, la rosa di Natale. Per chi vuole provare a seminare le rose, c’è la guida su come raccogliere i cinorrodi.

Accorciare solo i rami più alti

Il primo intervento di novembre è un taglio di sicurezza, non una potatura. Sui cespugli di rose ibride di tea e floribunda che superano i 75 centimetri circa, conviene accorciare i rami più lunghi e quelli che sbandierano al vento.

Il motivo è pratico. Con le raffiche invernali i rami alti fanno leva e scuotono la pianta nel terreno. Alla base si apre un piccolo vuoto intorno al colletto, dove si raccoglie l’acqua. Quando gela, o quando resta lì per giorni, può danneggiare le radici e favorire i marciumi.

Il taglio va fatto con forbici affilate e pulite e guanti robusti, lasciando la forma della pianta com’è. La potatura che decide la fioritura si fa più avanti: a febbraio o marzo al Nord e nelle zone fredde, già tra gennaio e febbraio al Sud e sulle coste, come spiega la guida sulla potatura invernale delle rose.

Via le foglie cadute

Le foglie che cadono sotto le rose non sono solo disordine. Molte malattie fungine, come la ticchiolatura con le sue macchie nere, la ruggine e l’oidio, sopravvivono sulle foglie infette e ripartono in primavera, appena tornano caldo e umidità.

Per questo a novembre si rastrellano le foglie intorno alla base di ogni pianta e si tolgono anche quelle macchiate rimaste sui rami. Non vanno nel compost di casa, dove le spore possono sopravvivere: meglio smaltirle secondo le regole del proprio Comune. Chi ha avuto problemi in estate può riconoscere i sintomi negli articoli su macchie nere e ruggine sulle foglie.

Rincalzare dove l’inverno è freddo

La parte più delicata di una rosa in inverno è il punto d’innesto, il rigonfiamento alla base da cui partono i rami, insieme al colletto. Nelle zone dove l’inverno è rigido, cioè al Nord, nelle valli interne e in collina, conviene proteggerlo con un monticello di terra o di compost maturo alto una decina di centimetri.

Più del freddo in sé, fanno danni i continui gelo e disgelo, che possono rovinare le radici più superficiali e, nei casi peggiori, sollevare le piante giovani dal terreno. Con una buona rincalzatura le rose ibride di tea e floribunda sopportano anche −10/−12 °C per qualche giorno. In primavera il monticello si allarga di nuovo con delicatezza. Per i materiali e i dettagli si possono leggere le guide su come proteggere le rose dal freddo e su come pacciamare le rose.

Al Sud, in Sardegna, in Sicilia e lungo le coste dal clima mite, invece, la rincalzatura spesso non serve. Lì basta una normale pacciamatura e le rose possono continuare a regalare qualche fiore anche a novembre.


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