Perché è il momento di far fiorire questa pianta invece che i soliti fiori in giardino

A novembre i vivai si riempiono di ciclamini, crisantemi, viole ed eriche. Sono belli, economici e colorati, ma hanno un limite: durano una stagione. Accanto a loro, spesso in un angolo meno in vista, c’è un arbusto che in questi giorni dà il meglio di sé: foglie che sfumano dal verde al rosso fuoco e grappoli di bacche rosse lucide.

È la Nandina domestica, chiamata anche bambù sacro. Scegliere lei invece dei soliti fiori di novembre significa avere colore sul balcone o in giardino per tutto l’inverno, e ritrovarlo anche l’anno dopo.

Il colore viene dalle foglie

La nandina è un arbusto sempreverde o semi-sempreverde: non resta spoglio come gli alberi, ma cambia colore. Le foglie, divise in tante foglioline lanceolate, sono rosso porpora quando sono giovani, diventano verdi in estate e tornano a tingersi di rosso in autunno e in inverno.

Con le prime notti fredde la colorazione si intensifica, e una stessa pianta può mostrare insieme foglie verdi, gialle, arancioni e rosse. Il risultato è un effetto foliage in miniatura, che dura mesi invece di poche settimane. Più la pianta sta al sole, più i colori diventano accesi.

Bacche rosse fino alla primavera

In estate la nandina produce grandi pannocchie di piccoli fiori bianchi a stella, con le antere gialle. Nei climi miti, come gran parte di quelli italiani, da questi fiori nascono le bacche sferiche che in autunno diventano rosso vivo e formano grappoli pesanti, a volte così fitti da piegare i rami.

Le bacche restano sulla pianta per gran parte dell’inverno: a Natale sono ancora lì, e possono arrivare fino a primavera. Per questo la nandina sta bene accanto ad altre piante autunnali con bacche colorate, come l’agrifoglio, e i suoi rametti sono perfetti per le decorazioni natalizie.

Un acquisto che dura anni

Un vaso di ciclamini o di crisantemi regala qualche settimana di fiori, poi va spesso sostituito. La nandina, invece, è un arbusto perenne che vive molti anni e diventa più bella con il tempo, fino a circa due metri di altezza in piena terra.

Il costo iniziale è un po’ più alto di quello di una piantina fiorita, ma si recupera già dal secondo inverno. Chi non vuole rinunciare ai fiori stagionali può usare la nandina come base fissa della fioriera e cambiare intorno a lei solo le piante più piccole, come viole del pensiero ed eriche.

Resiste al freddo dei nostri inverni

Nonostante l’aspetto esotico e il nome che ricorda il bambù, la nandina appartiene alla famiglia delle Berberidacee ed è rustica: sopporta senza problemi le gelate della maggior parte d’Italia. Preferisce una posizione riparata dal vento, al sole o a mezz’ombra, e un terreno fertile e ben drenato, che non resti né fradicio né secco a lungo.

Per molti è una delle piante più facili per chi inizia: non chiede trattamenti particolari e la potatura si limita, in primavera, a togliere alla base i fusti più vecchi e disordinati. In inverno basta annaffiarla solo quando il terriccio è asciutto.

Perfetta anche sul balcone

La nandina cresce bene anche in vaso, purché abbia un contenitore profondo, con un buon strato di drenaggio sul fondo. Per i balconi piccoli esistono varietà nane come ‘Fire Power’, compatte e con foglie che in autunno e inverno diventano rosso porpora; sono scelte soprattutto per il colore delle foglie più che per le bacche.

In vaso le radici sono più esposte al freddo e alla siccità: nelle zone più fredde conviene sistemare la pianta vicino a un muro riparato. Se una nandina in vaso perde tutte le foglie, la prima cosa da controllare è il terriccio, che non deve restare né secco né fradicio.

Attenzione con cani e gatti

C’è un aspetto da conoscere prima dell’acquisto: tutte le parti della nandina, bacche comprese, contengono glicosidi cianogenici e sono tossiche per cani e gatti. Gli animali raramente le mangiano in grandi quantità, ma è meglio non sistemarla dove un cucciolo curioso può masticare rami e bacche.

Con questa precauzione, la nandina resta una delle scelte più furbe per novembre: colori caldi, bacche che durano fino alla primavera e una pianta che, invece di finire nel compost a fine stagione, il prossimo autunno tornerà a colorarsi di rosso.


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