Come essiccare le Medaglie del Papa senza rompere le foglie

La Lunaria viene coltivata soprattutto per i suoi frutti piatti e tondeggianti, che una volta secchi assumono un aspetto madreperlaceo. Queste strutture vengono comunemente chiamate foglie o medaglie, ma dal punto di vista botanico sono silique, cioè involucri che racchiudono i semi.

Per ottenere rami decorativi integri non basta recidere la pianta e lasciarla seccare. Il momento della raccolta, il modo in cui vengono legati gli steli e la delicatezza usata durante la pulizia determinano la qualità del risultato.

Le silique immature si deformano, quelle eccessivamente secche si spezzano con facilità. Occorre quindi accompagnare la Lunaria attraverso un’asciugatura lenta, protetta dalla luce diretta e dagli sbalzi di umidità.

Aspettare la maturazione

La raccolta non deve avvenire quando i frutti sono ancora verdi e carnosi. In questa fase contengono molta acqua e, asciugandosi, possono arricciarsi, macchiarsi o perdere la forma circolare.

Il momento adatto arriva quando gli steli iniziano a ingiallire e le silique assumono una tonalità beige o paglierina. I semi interni risultano ben visibili e producono un lieve rumore se il ramo viene mosso con attenzione.

Non è necessario aspettare che tutta la pianta sia completamente secca in giardino. Un’eccessiva esposizione a pioggia, vento e sole può rendere i margini fragili prima dell’essiccazione controllata.

La giornata scelta deve essere asciutta. È preferibile tagliare nella tarda mattinata, dopo che rugiada e umidità notturna sono evaporate.

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Tagliare gli steli

Gli steli vanno recisi abbastanza lunghi, così possono essere accorciati successivamente in base alla composizione desiderata. Si utilizzano cesoie affilate e pulite, evitando di piegare il ramo per spezzarlo.

Durante il trasporto bisogna afferrare la Lunaria dalla parte inferiore. Stringere le silique o sovrapporre molti rami può causare crepe lungo i bordi.

Le vere foglie ancora presenti possono essere eliminate una alla volta. Si tiene fermo lo stelo e si stacca il picciolo con delicatezza, senza trascinarlo lungo il ramo. Le parti macchiate vanno rimosse prima di formare i mazzi.

Non occorre pulire subito gli involucri dei semi. Le valve esterne proteggono la membrana centrale durante tutta la fase di essiccazione.

Preparare i mazzetti

Riunire troppi steli crea un centro compatto nel quale l’umidità viene trattenuta più a lungo. È meglio formare piccoli gruppi, composti da pochi rami disposti senza comprimere le medaglie.

Il legaccio va applicato nella parte bassa con spago morbido o un elastico non troppo stretto. Durante l’asciugatura gli steli perdono volume; un nodo rigido può allentarsi e far cadere il mazzo.

Prima di appendere i gruppi conviene controllare che le silique non siano incastrate tra loro. Devono rimanere libere, con sufficiente spazio per il passaggio dell’aria.

Ogni mazzo può essere etichettato con la data di raccolta. Questo evita di manipolare continuamente i rami per verificare a che punto siano.

Lasciarli asciugare

La Lunaria va appesa capovolta in un ambiente asciutto, ombreggiato e ventilato. Una stanza poco utilizzata, un ripostiglio arieggiato o un portico protetto possono essere adatti, purché non siano presenti condensa.

Il sole diretto accelera la perdita d’acqua ma può scolorire i tessuti e renderli friabili. Anche una fonte di calore ravvicinata produce un’essiccazione troppo rapida e irregolare.

In condizioni corrette servono generalmente due o tre settimane. Il tempo può aumentare se l’aria è umida o se gli steli sono stati raccolti ancora leggermente verdi. Non bisogna chiuderli in scatole o sacchetti.

La maturazione è completa quando il ramo appare rigido, le valve esterne sono cartacee e i semi si staccano facilmente. Prima della pulizia, è utile lasciare i mazzi distesi per alcune ore sul piano di lavoro.

Aprire le silique

La parte più delicata consiste nel rimuovere le due valve esterne senza spezzare la membrana traslucida centrale. Si lavora su un tavolo coperto da un panno morbido, che impedisce ai rami di scivolare e raccoglie i semi.

Ogni siliqua va sostenuta con una mano. Con l’altra si solleva delicatamente un bordo della pellicola esterna usando il polpastrello, senza strumenti metallici. La valva viene separata lentamente, procedendo lungo il perimetro.

Dopo aver rimosso il primo lato, si liberano i semi e si ripete l’operazione sul secondo. Non bisogna premere al centro, perché la sottile parete madreperlacea può strapparsi o staccarsi dal peduncolo.

Se una valva oppone resistenza, il frutto potrebbe non essere ancora abbastanza asciutto. Conviene interrompere e lasciarlo riposare qualche giorno, invece di forzare l’apertura.

Conservare le medaglie

I rami puliti vanno sistemati in un vaso asciutto, senza acqua. Le medaglie non devono essere lavate, vaporizzate o trattate con panni umidi, perché la membrana assorbe facilmente l’umidità e può perdere trasparenza.

Per eliminare la polvere si utilizza soltanto un pennello molto morbido oppure un leggero soffio d’aria. Anche gli spray lucidanti sono sconsigliati: appesantiscono le superfici e possono creare aloni.

La composizione va tenuta lontano da finestre soggette a condensa, cucina e bagno. In un ambiente asciutto, la Lunaria conserva a lungo il colore chiaro e la forma.

Se i rami devono essere riposti, si collocano orizzontalmente in una scatola ampia, separati da fogli di carta velina. Nessun oggetto deve gravare sulle silique.

Il segreto non è accelerare il procedimento, ma rispettare ogni passaggio. Raccolta al momento giusto, piccoli mazzi e pulizia lenta permettono di ottenere Medaglie del Papa integre, leggere e luminose, pronte per composizioni che possono durare molte stagioni.


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