Usare i fondi di caffè sulle piante non è semplice come sembra senza sapere quali lo tollerano

I fondi di caffè sulle piante sono materia organica, non un concime completo né un acidificante preciso. Contengono soprattutto composti azotati e, una volta usati, non hanno necessariamente lo stesso pH della bevanda. Versarli a manciate nel vaso può creare una crosta compatta, trattenere troppa acqua e favorire la comparsa di muffe.

Il modo più sicuro per usare i fondi di caffè come concime è farli entrare in un compost ben bilanciato. Nel terreno si usano soltanto in piccole quantità, asciutti e ben mescolati, mai come uno strato continuo sulla superficie.

Acidofile

Mirtillo, Ortensia, Azalea, Rododendro e Camelia sono spesso citati come piante che gradiscono i fondi di caffè perché preferiscono un terreno acido. I fondi, però, non sostituiscono un substrato per acidofile né una misurazione del pH. Se il terreno è calcareo, aggiungere residui di cucina non garantisce la correzione necessaria.

Per queste piante il compost contenente fondi di caffè può contribuire a migliorare struttura e sostanza organica del terreno. Si osservano però drenaggio e risposta della pianta, senza accumulare i fondi attorno al colletto.

Rose e ortagg

Rose, pomodori, carote e ravanelli possono beneficiare di compost maturo nel quale siano finiti anche fondi di caffè. Non ricevono però da questi tutti i nutrienti necessari. Il pomodoro, in particolare, ha esigenze che cambiano tra crescita e fruttificazione: i fondi di caffè non sostituiscono una concimazione completa.

Nei semenzai si evita il contatto diretto dei fondi con radici e semi. Un materiale organico ancora fresco può modificare umidità e aerazione proprio quando le giovani piantine sono più delicate.

Hosta e felci

Hosta e molte felci gradiscono un terreno fresco e ricco di sostanza organica, ma non fradicio. Anche in questo caso il vantaggio arriva da un compost ben decomposto, non da uno strato di fondi umidi. Se la superficie resta nera, bagnata e compatta per giorni, si rimuove l’eccesso e si lascia respirare il terreno.

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Basilico

Il Basilico cresce velocemente e necessita di nutrienti disponibili, ma le sue radici soffrono facilmente il ristagno d’acqua. Un poco di compost contenente caffè può entrare nella miscela; versare invece fondi di caffè ogni giorno nello stesso vaso finisce per modificarne struttura, drenaggio e umidità.

Tutti i modi di concimare le piante coi fondi del caffè

Tre modi prudenti per usarli

Nel compost i fondi si distribuiscono tra materiali diversi, alternando residui umidi e componenti più asciutti e strutturanti. Per capire le proporzioni pratiche si può partire dalla guida su come usare i fondi nel compost.

In piena terra si fanno asciugare i fondi di caffè, si sbriciolano e si incorporano superficialmente in quantità modesta. Nel vaso l’uso diretto è il più rischioso: il volume di terreno è limitato, quindi è preferibile impiegare compost maturo e controllare sempre che l’acqua defluisca correttamente.

Come evitare muffa e cattivi odori

I fondi appena usciti dalla moka sono molto umidi e rischiano di ammuffire. Se devono essere conservati, si stendono in uno strato sottile finché sono completamente asciutti; ammassi chiusi e umidi sviluppano rapidamente muffa e cattivi odori.

Muffa, moscerini, terreno che resta bagnato e crescita rallentata sono segnali che indicano di sospendere l’utilizzo. Le dodici piante citate — mirtillo, Ortensia, Azalea, Rododendro, Camelia, Rosa, pomodoro, carota, ravanello, Hosta, felce e Basilico — possono tollerare un uso indiretto e moderato, ma non esiste una dose universale valida per tutte. Prima di ripetere il trattamento, conviene confrontare anche gli usi possibili dei fondi di caffè e scegliere quello compatibile con il proprio terreno.


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