Si chiama Geranio Edera la varietà più adatta per avere balconi fioriti e colorati

Comunemente conosciuto come geranio edera, il Pelargonium haederifolium o peltatum, è una varietà che vista la forma delle sue foglie viene spesso associata all’edera fiorita.

Il suo nome botanico vuol dire letteralmente “che ha rami che si allungano” un chiaro riferimento alla presenza dei rami pendenti che possono raggiungere anche diversi metri di lunghezza.

I suoi fiori dai colori variegati e sgargianti vanno a dare alla lunga chioma un tocco di colore unico e sono particolarmente adatti per balconi e terrazzi, pergolati e ringhiere da adornare.

Vediamo insieme di cosa ha bisogno il geranio edera per poter adornare i nostri balconi nel migliore dei modi.

Esposizione

Il geranio edera tollera bene le alte temperature e questo significa che può stare anche in una zona particolarmente soleggiata, senza che possa risentirne particolarmente del calore dei raggi del sole diretti e cocenti.

Al contrario teme le gelate e le temperature che scendono al di sotto dei 15 gradi.

Per questo motivo, se coltivato in vaso è fondamentale che durante l’inverno tu possa mettere al riparo dal freddo il geranio edera, dove possa svernare con tranquillità.

Terriccio

Non ha particolari pretese in fatto di terriccio ma l’unica caratteristica che pretende è il drenaggio.

Puoi realizzare una miscela di materiali inerti come perlite e sabbia con torba e argilla così da avere un buon equilibrio tra drenaggio e elementi nutrienti.

Innaffiature

La necessità di un terriccio ben drenante va di pari passo con la richiesta di un terriccio fresco e ben irrigato. Ricorda che umido non vuol dire zuppo e che si tratta di una pianta che ha bisogno di molta acqua solo durante il periodo di fioritura.

Puoi basarti su una cadenza bisettimanale oppure constatare il grado di umidità presente nel terriccio con le dita e innaffiare solo se il terriccio è asciutto nella prima metà del vaso.

Va concimato?

Il geranio edera si esibisce con fioriture esplosive e devi sapere che il periodo di fioritura è per la pianta il momento di maggior dispendio di energia.

A tal proposito è fondamentale tener il terriccio ben nutrito con fertilizzanti che abbiano una dose massiccia di potassio, l’elemento responsabile per le fioriture, a partire dalla primavera e per tutta l’estate, almeno ogni 15 giorni.

Puoi ricorrere a fertilizzanti fai da te a base di potassio ricavati da bucce di banana, oppure ricorrere a fertilizzanti liquidi da utilizzare con molta parsimonia, diluendoli con più acqua di quella indicata sulla confezione per evitare di bruciare le radici.

Come moltiplicarlo?

Alla fine dell’inverno, a ridosso della primavera la pianta emetterà nuovi getti.

Puoi prelevare delle talee robuste di almeno 10 cm tagliando appena sopra il nodo fogliare.

Stacca le foglie più basse e interra la talea in un terriccio soffice e umido.

Assicurati di tenere il vasetto con la talea in un luogo luminoso ma lontano dai raggi diretti del sole e ogni dieci giorni provvedi a mantenere il terriccio umido.

Parassiti e malattie

Una delle fragilità del geranio edera riguarda le innaffiature e il suo bisogno di un terriccio umido che spesso conduce all’errore causando marciume o infezioni fungine alle radici.

In quel caso non ti resta che rinvasare il tuo geranio con elementi nuovi e utilizzare prodotti fungicidi a base di rame e zolfo.

Immancabili sono i parassiti succhiatori come afidi e cocciniglie che puoi combattere con rimedi naturali come l’olio di Neem o decotti a base di aglio e pomodoro, oppure prodotti specifici se le infestazioni sono più gravi.

Puoi ritrovarti anche la cosiddetta farfallina del geranio, un parassita che allo stato larvale buca e divora dall’interno gli steli, mentre allo stato di farfalla divora la chioma in ogni sua parte.

Puoi servirti di rimedi a base di olio di neem o di assenzio nel caso l’infestazione fosse lieve.

Se l’infestazione fosse grave puoi ricorrere all’impiego di insetticidi specifici da utilizzare ciclicamente ogni 10 giorni, potando i rami e le parti rovinate.

Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.