Se sei alle prime armi con le Piante ti consiglio questi Metodi per non commettere mai Errori

Quando ero alle prime armi con le piante la più grande difficoltà era averne cura senza fare loro del male.

Le migliori intenzioni fanno già tanto ma a volte basta poco per guastare l’equilibrio con cui la pianta vive.

Per questo ho provato a trovare un metodo di cura per ogni esigenza che ne rispettasse sempre la natura, anche quando per errore facevo cose poco corrette.

Vediamo insieme per ogni esigenza basilare un metodo che ti consente di non commettere errori.

Metodo per innaffiare

La prima preoccupazione che abbiamo nei confronti delle piante è: quando e quanto innaffiarla?

Possiamo prendere tutte le informazioni rispetto a varietà e genere che ci consente di non commetter errori ma quando siamo alle prime armi è meglio andarci con in piedi di piombo.

Rispetto al quando innaffiare ho imparato a rispettare il bisogno della pianta. Controllo di tanto in tanto l’umidità del terriccio con le dita, inserendo un dito nel terriccio fino a metà vaso e ne constato la secchezza.

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Se secco, allora provvedo ad innaffiare. In questo modo non commetto l’errore di innaffiare troppo presto o troppo tardi.

Rispetto al quanto, questo è un argomento spinoso ma anche per questo ho imparato a lasciare che sia la pianta a decidere. In che modo? Col metodo di innaffiatura per immersione.

Lascio per una decina di minuti il vaso immerso in una bacinella, avendo cura che l’acqua arrivi a metà vaso e non oltre. Quindi non immergo il vaso completamente ma per metà, a volte anche meno.

Nell’arco temporale di immersione la pianta assorbirà l’acqua che le occorre senza rendere il terriccio zuppo dalla superficie o intaccare la parte superficiale delle piante che è spesso delicata.

Metodo per valutare l’esposizione migliore

In questo caso puoi affidarti ad una regola generale ed anche piuttosto ovvia: tutte le piante prosperano nella luce.

Ma che tipo di luce? E per quanto tempo? Due domande difficili per un principiante in fatto di piante ma se non lo sappiamo possiamo affidarci al nostro buon senso.

Nel dubbio rispetto al tipo di luce è sempre bene dare alla pianta una luce indiretta, cioè un tipo di luce i cui raggi non cadano direttamente sulle foglie rischiando di bruciarle. Questo non la brucerà ma le consentirà l’approvvigionamento luminoso di cui necessita per la fotosintesi.

Affidati alla luce del mattino, se ti stai chiedendo per quanto tempo, quella della prima metà della giornata che consta di almeno 4-6 ore, un fabbisogno medio.

Se cerchi una posizione ideale, io mi affido sempre a quella ad est, una posizione che ha a che fare oc nel prime luci, che, anche se di natura diretta non è mai violenta.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.