Cosa fare quando le foglie della sansevieria cadono di lato a una a una

Quando una sansevieria appare sana e vigorosa ma, improvvisamente, una o più foglie si piegano alla base e cadono verso l’esterno del vaso, il segnale non va ignorato. Questo fenomeno si presenta spesso alla fine dell’inverno, proprio quando la pianta sembra aver superato i mesi freddi senza problemi.

La foglia che si affloscia non è un semplice cedimento meccanico. Nella maggior parte dei casi si tratta di un problema che parte dal basso, dal punto più delicato della pianta: il colletto, ovvero la zona di transizione tra foglia e radici. È lì che tutto ha inizio.

A prima vista la pianta può sembrare in salute, con foglie verdi e turgide. Ma quando una foglia si inclina lateralmente e perde stabilità alla base, significa che qualcosa sotto il terreno non sta funzionando.

Il marciume del colletto

Il vero responsabile, nella maggior parte dei casi, è il marciume del colletto. È il problema più frequente e anche il più sottovalutato nella coltivazione della sansevieria durante l’inverno.

Nei mesi freddi la pianta entra in una fase di riposo vegetativo. La crescita si rallenta drasticamente e il consumo di acqua si riduce quasi a zero. Se si continua ad annaffiare con la stessa frequenza usata in primavera o estate, il substrato rimane umido troppo a lungo. Il risultato è un accumulo di umidità stagnante nella parte bassa del vaso.

La terra, soprattutto sul fondo, si trasforma lentamente in un ambiente saturo d’acqua, povero di ossigeno. In queste condizioni, il rizoma inizia a deteriorarsi. Il danno non è immediatamente visibile dall’esterno. La pianta non mostra subito ingiallimenti diffusi. Il primo segnale evidente è proprio la foglia che si piega e cede alla base.

È per questo che il marciume viene definito “silenzioso”: lavora nascosto fino a quando la struttura interna non è più in grado di sostenere la foglia.

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Cosa fare se la base è molle e marrone

Quando la foglia che cade presenta una base molliccia, scura o marrone, non bisogna aspettare. In questi casi l’intervento deve essere immediato.

La pianta va svasata completamente, liberando il pane di terra con delicatezza. È fondamentale osservare lo stato del rizoma: le parti sane sono compatte e chiare, mentre quelle compromesse risultano molli, scure e spesso emanano un odore sgradevole.

Tutte le porzioni marce devono essere eliminate con uno strumento ben pulito. Il taglio deve arrivare fino al tessuto sano, senza lasciare zone dubbie. Dopo la pulizia, il rizoma va lasciato asciugare all’aria per circa una settimana, in un ambiente asciutto e luminoso ma non esposto al sole diretto. Questo passaggio permette ai tagli di cicatrizzarsi e riduce il rischio di nuove infezioni.

Solo successivamente la pianta può essere rinvasata in terra completamente asciutta, preferibilmente un substrato molto drenante, con una buona percentuale di sabbia o materiale inerte. Dopo il rinvaso non si deve annaffiare subito: è consigliabile attendere alcuni giorni prima di riprendere con un’irrigazione molto moderata.

Come evitare che succeda di nuovo

La prevenzione è la vera chiave per mantenere la sansevieria sana negli anni. Durante l’inverno, la regola principale è semplice: ridurre drasticamente le annaffiature. Non esiste una frequenza fissa valida per tutte le situazioni. L’errore più comune è bagnare “una volta a settimana” come si farebbe con altre piante d’appartamento.

La sansevieria, nei mesi freddi, può restare anche diverse settimane senza acqua. Il terreno deve risultare completamente asciutto, non solo in superficie ma anche in profondità. È preferibile controllare infilando un dito o uno stecchino nel substrato, piuttosto che affidarsi all’abitudine.

Un altro aspetto fondamentale è il drenaggio. Il vaso deve avere fori sul fondo e non deve mai rimanere acqua nel sottovaso. Anche il tipo di terriccio incide molto: un substrato troppo compatto trattiene umidità e favorisce il marciume.

Quando si rispettano questi accorgimenti, la sansevieria dimostra tutta la sua resistenza. È una pianta robusta, capace di vivere a lungo con poche cure, ma soffre l’eccesso di zelo più della trascuratezza. Imparare a osservare i suoi ritmi naturali, soprattutto in inverno, è il modo migliore per evitare che una foglia apparentemente sana si pieghi all’improvviso, rivelando un problema nascosto sotto la superficie.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".