Il Plumbago produce lunghi getti e, durante il periodo caldo, offre materiale adatto alla moltiplicazione per talea. Per aumentare le possibilità di riuscita si sceglie un ramo sano che non stia portando fiori e si evita di lasciare la talea in un terriccio pesante e sempre bagnato.
Preparare due o tre talee di Plumbago è una buona precauzione: anche con una tecnica corretta non tutte riusciranno a emettere nuove radici.
Si individua un getto dell’anno lungo circa 10-15 centimetri, verde ma già abbastanza sodo alla base. Non deve avere macchie, parassiti o boccioli. Con forbici pulite si esegue il taglio appena sotto un nodo, poi si eliminano foglie e rametti dalla parte che finirà nel substrato.
Se la punta è molto tenera si può rimuovere. Le foglie grandi rimaste possono essere ridotte per limitare la perdita d’acqua, conservandone comunque abbastanza da sostenere la talea durante la radicazione.
Il vaso piccolo e forato
Un vaso piccolo e con fori di drenaggio permette di controllare meglio l’umidità. Si riempie con una miscela pulita, leggera e drenante, per esempio terriccio da semina e talea alleggerito con perlite o graniglia. Non serve rispettare una percentuale rigida: la prova pratica è che l’acqua attraversi la miscela senza lasciarla compatta.
Capire le differenze tra terra e substrato evita di usare il terreno del giardino, spesso troppo pesante per una talea ancora priva di radici.
Come inserire la talea
L’ormone radicante è facoltativo e va applicato in poca quantità secondo l’etichetta. Si apre un foro nel substrato con un bastoncino, si inserisce la base senza strofinarla e si fa aderire delicatamente la miscela. Almeno un nodo deve restare sotto il livello del terreno.
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Si bagna e si lascia scolare completamente. Il vaso va sistemato in luce intensa ma indiretta, al riparo dal sole diretto che potrebbe disidratare la talea prima della formazione delle radici.
Umidità sì, condensa continua no
Una copertura trasparente può ridurre la traspirazione, ma non deve toccare le foglie. Si apre ogni giorno per cambiare aria e si asciuga la condensa eccessiva. Il substrato va mantenuto appena umido, non zuppo: se la base annerisce, si sta creando un ambiente favorevole al marciume della talea.
In estate un piccolo vaso può surriscaldarsi rapidamente. Le indicazioni per proteggere il terriccio dal caldo estremo vanno adattate alla talea, evitando però pacciamature pesanti che trattengano troppa acqua.
Quando la nuova crescita indica radici
La talea di Plumbago può impiegare diverse settimane per radicare. Foglie che restano turgide e la comparsa di nuove gemme sono segnali positivi, ma non bisogna tirare il ramo per controllare. Quando una lieve resistenza e una crescita stabile confermano l’attecchimento della talea, si comincia ad aprire la copertura più a lungo.
Il passaggio al vaso successivo avviene solo quando le radici tengono insieme il pane di terra. Si usa un contenitore appena più grande e si introduce gradualmente il sole. La stessa prudenza vale per le altre piante riprodotte per talea a settembre: la parte visibile può crescere prima che l’apparato radicale sia pronto per essere maneggiato.
Se la talea resta verde ma non cresce, non si aggiunge subito concime. Prima si verifica che la temperatura sia ancora favorevole alla radicazione e si concede altro tempo. Un getto che appassisce mentre il terreno è bagnato suggerisce invece una base compromessa dal marciume: va estratto, controllato e scartato se il marciume è risalito.
La nuova pianta di Plumbago passa l’inverno secondo il clima locale. Un esemplare giovane in vaso è più vulnerabile del Plumbago adulto in piena terra, quindi va protetto dalle gelate mantenendo luce e buona circolazione d’aria.
