Come stimolare la crescita di una nuova foglia della Sansevieria

La Sansevieria può rimanere apparentemente immobile per molti mesi. Le foglie restano verdi e rigide, ma dal terreno non compare nessun nuovo germoglio. Questo accade soprattutto quando la pianta riceve poca luce, viene annaffiata troppo oppure si trova nel periodo di minore attività vegetativa.

Una nuova foglia non nasce dalla punta o dal lato di una foglia già adulta. La crescita parte dai rizomi sotterranei, dai quali emerge una piccola punta rigida che, con il tempo, può trasformarsi in una nuova foglia oppure in un intero pollone.

Per stimolare questo processo non bisogna aumentare continuamente l’acqua o il fertilizzante. La Sansevieria produce nuova vegetazione quando dispone di luce sufficiente, radici sane, terreno drenante e temperature abbastanza miti.

Aumentare la luce

La Sansevieria viene spesso descritta come una pianta adatta agli ambienti poco luminosi. È vero che riesce a sopravvivere anche lontano dalle finestre, ma in queste condizioni la crescita diventa molto lenta e la produzione di nuove foglie può interrompersi quasi completamente.

Per favorire la ripresa vegetativa va collocata in una posizione con luce intensa ma indiretta, vicino a una finestra ben illuminata. Può ricevere anche un po’ di sole delicato al mattino o nel tardo pomeriggio, purché venga abituata gradualmente.

Il sole estivo più forte, soprattutto attraverso il vetro, può invece provocare macchie scolorite o bruciature sulle foglie. La posizione deve quindi essere luminosa, ma protetta dalle ore più calde.

Una pianta che riceve più luce utilizza meglio l’acqua e produce energia sufficiente per sviluppare i rizomi. Se è rimasta a lungo in un angolo buio, lo spostamento deve essere graduale, avvicinandola alla finestra nel corso di alcuni giorni.

Regolare l’acqua

Aumentare le annaffiature non accelera la crescita della Sansevieria. Al contrario, un terreno costantemente umido può provocare il marciume dei rizomi, impedendo la formazione di nuove foglie.

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Il substrato deve asciugarsi completamente tra una bagnatura e l’altra. Prima di annaffiare non basta controllare la superficie: bisogna verificare che anche la parte più profonda del vaso sia asciutta. Un bastoncino di legno inserito nel terreno può aiutare a capire se è ancora presente umidità.

Quando arriva il momento di bagnare, l’acqua va distribuita lentamente su tutto il terriccio, lasciandola uscire dai fori di drenaggio. Il sottovaso o il coprivaso devono essere svuotati immediatamente.

La frequenza cambia secondo la stagione. In primavera e in estate, con luce abbondante e temperature miti, il terreno asciuga più rapidamente. In inverno, invece, possono trascorrere diverse settimane tra un’annaffiatura e l’altra.

Foglie molli, ingiallite alla base o piegate improvvisamente possono segnalare un eccesso d’acqua. Prima di cercare di stimolare una nuova crescita, è quindi necessario assicurarsi che rizomi e radici siano sani.

Controllare il vaso

La Sansevieria tende a produrre nuovi getti quando i suoi rizomi sono ben sviluppati. Un vaso leggermente raccolto può favorire una crescita compatta, ma questo non significa che la pianta debba restare completamente soffocata.

Se le radici escono dai fori, il contenitore è deformato oppure l’acqua attraversa subito il terriccio senza bagnarlo, potrebbe essere necessario un rinvaso. Il nuovo vaso deve essere soltanto pochi centimetri più grande rispetto al precedente.

Un contenitore troppo ampio trattiene molta umidità nelle zone non ancora occupate dalle radici e aumenta il rischio di marciume. È preferibile scegliere un vaso stabile, con fori sul fondo e proporzionato al cespo.

Il terriccio deve essere leggero e drenante. Si può utilizzare un substrato per piante grasse, eventualmente mescolato con pomice o perlite. Un terreno compatto e torboso rimane umido troppo a lungo e ostacola la respirazione delle radici.

Durante il rinvaso bisogna osservare i rizomi. Devono essere duri e chiari; eventuali parti molli, scure o maleodoranti vanno eliminate con uno strumento pulito prima di sistemare nuovamente la pianta.

Nutrire con poco

La Sansevieria non ha bisogno di concimazioni abbondanti. Una quantità eccessiva di fertilizzante può accumulare sali nel terreno, danneggiare le radici e produrre foglie più deboli.

Durante la primavera e l’estate si può distribuire un concime liquido per piante verdi o succulente, utilizzandolo a una dose ridotta rispetto a quella massima indicata. Una somministrazione ogni quattro o sei settimane è generalmente sufficiente per una pianta sana.

Il fertilizzante non deve essere dato quando il terriccio è completamente asciutto. È meglio applicarlo dopo una normale annaffiatura, evitando di concimare una Sansevieria con radici danneggiate o appena rinvasata.

In autunno e in inverno la concimazione può essere sospesa, soprattutto se la pianta riceve poca luce e rallenta la crescita. Nutrire una pianta che non è in attività vegetativa non stimola nuove foglie e può creare accumuli inutili nel substrato.

Il concime può sostenere la formazione di nuova vegetazione, ma non sostituisce luce, calore e radici sane. Se queste condizioni mancano, aumentare le dosi non farà comparire più velocemente il germoglio.

Aspettare il germoglio

La Sansevieria cresce con ritmi piuttosto lenti. Anche quando le condizioni sono corrette, possono essere necessarie diverse settimane prima che una nuova punta emerga dal terreno.

Il germoglio appare generalmente vicino alla base della pianta madre. All’inizio è piccolo, rigido e appuntito; successivamente si allunga e sviluppa la forma e la colorazione tipiche della varietà.

Durante questa fase non bisogna scavare nel terreno per controllare il rizoma e non conviene spostare continuamente il vaso. Le giovani punte sono delicate e possono spezzarsi facilmente.

Le temperature miti favoriscono lo sviluppo. La pianta va protetta da correnti fredde, sbalzi termici e temperature troppo basse. Un ambiente stabile, luminoso e caldo permette ai rizomi di riprendere l’attività.

La comparsa di una nuova foglia dipende anche dall’età e dalla stagione. Una pianta giovane o appena divisa può impiegare più tempo, perché deve prima ricostruire il proprio apparato radicale.


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