Come usare la zeolite nei vasi per aiutare le piante durante il caldo

La zeolite è un minerale poroso utilizzato come ammendante nei terricci destinati a ortaggi, aromatiche e piante ornamentali. Non sostituisce un concime completo, ma può modificare alcune caratteristiche fisiche e chimiche del substrato, aiutandolo a trattenere parte dell’acqua e di alcuni elementi nutritivi.

Il nome deriva dal greco e richiama l’idea di una pietra che bolle. Quando alcuni minerali zeolitici vengono riscaldati, l’acqua contenuta nella loro struttura viene liberata sotto forma di vapore. Le zeoliti naturali sono alluminosilicati legati all’alterazione di materiali vulcanici.

Nei vasi la zeolite va utilizzata con misura. Una quantità moderata può rendere il terriccio più stabile, mentre un eccesso di materiale fine può aumentare troppo la ritenzione idrica e rallentare l’asciugatura intorno alle radici.

Proprio per migliorare l’equilibrio tra aria e umidità nel substrato sono state sviluppate tecniche di coltivazione basate sull’impiego di materiali minerali specifici. Tra queste rientra il metodo proposto da Vittorio Arenella, fondatore di Zeocultura, che utilizza la zeolite sia nella coltivazione in piena terra sia nei sistemi fuori suolo. Per approfondire il metodo e i diversi impieghi della zeolite, è possibile consultare il sito ufficiale di Zeocultura.

Che cos’è

Con il termine zeolite si indica una famiglia di minerali dotati di una struttura interna ricca di minuscole cavità. In agricoltura e giardinaggio vengono impiegate soprattutto zeoliti naturali come clinoptilolite e chabasite, disponibili in polvere, granuli fini o pezzature più grosse.

Queste cavità possono ospitare acqua e ioni minerali. Per questo la zeolite viene descritta come un materiale capace di trattenere temporaneamente alcune sostanze e di renderle nuovamente disponibili in base agli equilibri presenti nel terreno.

Non tutte le zeoliti sono uguali. Origine, purezza, granulometria e composizione cambiano da un prodotto all’altro. Per i vasi è necessario scegliere materiale dichiarato per uso agricolo.

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Come agisce

Una delle proprietà più interessanti è la capacità di scambio cationico. In termini semplici, la superficie del minerale può trattenere ioni con carica positiva, tra cui ammonio, potassio, calcio e magnesio, limitandone in parte il rapido dilavamento.

Questo non significa che la zeolite produca nutrienti. Se nel substrato non è presente una concimazione adeguata, il minerale non può sostituirla. Può però funzionare come una piccola riserva, soprattutto nei vasi irrigati spesso.

La struttura porosa trattiene anche una quota di acqua. La quantità reale dipende dal tipo di zeolite, dalla pezzatura e dalla miscela in cui viene inserita. Il vantaggio consiste nel rendere meno brusco il passaggio tra terriccio molto bagnato e completamente asciutto.

Scegliere la grana

La granulometria modifica il comportamento del substrato. I granuli di dimensione media o grossa creano spazi tra le particelle e possono contribuire a mantenere una struttura più aperta. Sono indicati nei terricci ricchi di torba che tendono a compattarsi.

La zeolite molto fine offre una superficie maggiore e trattiene più facilmente acqua e ioni, ma se utilizzata in quantità elevate può riempire gli spazi liberi. Nei vasi questo può ridurre il passaggio dell’aria e prolungare eccessivamente l’umidità.

Per fioriere e piante da balcone conviene preferire una pezzatura granulare uniforme. La polvere va usata soltanto in piccole quantità e mescolata con attenzione.

Quanto usarne

Una miscela prudente può contenere dal 10 al 20 per cento di zeolite in volume. Per esempio, si possono unire otto parti di terriccio e due parti di zeolite granulare. Con piante che richiedono meno acqua è meglio partire da una percentuale più bassa e aumentare la componente drenante con pomice o lapillo.

Non è consigliabile creare sul fondo uno strato spesso formato soltanto da zeolite. Un livello separato non garantisce un drenaggio migliore e può lasciare una zona molto umida sopra il materiale grossolano. È preferibile distribuire il minerale in modo omogeneo in tutto il substrato.

Anche la copertura intorno al colletto va gestita con cautela. I granuli non devono essere ammucchiati contro fusti e rosette. Il colletto deve restare visibile, asciutto e ventilato.

Preparare la fioriera

La fioriera deve avere fori di drenaggio liberi. Prima del riempimento si mescolano accuratamente terriccio e zeolite in un contenitore separato, rompendo eventuali zolle. Per piante fiorite si può aggiungere una piccola quota di compost maturo oppure utilizzare un terriccio già concimato.

Si versa una prima parte della miscela, si posizionano le piante alla stessa profondità del vaso precedente e si riempiono gli spazi laterali. Non bisogna comprimere con forza: una leggera pressione è sufficiente per stabilizzare le radici.

Dopo il rinvaso si annaffia lentamente finché l’acqua esce dai fori. Il sottovaso viene svuotato. Nei giorni successivi il terriccio va controllato in profondità, perché la zeolite può modificare i tempi di asciugatura.

Gestire l’acqua

La zeolite non rende una pianta resistente alla siccità e non autorizza a seguire un calendario rigido. Bisogna verificare il peso del vaso, l’umidità interna e la risposta delle foglie prima di irrigare.

Nei contenitori esposti al sole il terriccio può restare fresco più a lungo rispetto a una miscela priva di zeolite. Per questo non si deve aggiungere acqua solo perché la superficie appare chiara. Inserendo un dito o un bastoncino nei primi centimetri si può valutare meglio la situazione.

Una buona miscela deve offrire contemporaneamente acqua disponibile e ossigeno alle radici. Zeolite, terriccio e componenti minerali vanno bilanciati in base alla specie coltivata. Usata nelle giuste proporzioni, la zeolite può rendere il substrato più regolare e aiutare le piante in vaso ad affrontare con maggiore continuità i periodi caldi.


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