La corteccia è un materiale naturale che utilizzo molto nella realizzazione dei terrari, perché permette di ricreare ambienti dall’aspetto selvatico, arricchire la decorazione.
Grazie alle sue forme irregolari, alle diverse tonalità di colore e alla sua consistenza, può diventare un elemento ornamentale capace di valorizzare composizioni con muschi, felci, piante tropicali e altre specie ornamentali.
Tuttavia, prima di inserire un pezzo di corteccia nel terrario, è importante prepararlo correttamente per ridurre rischi e utilizzare la corteccia in condizioni più adatte al tipo di terrario che stai realizzando. Vediamo in che modo.
La specie utile
Non è soltanto l’aspetto estetico a determinare la qualità di una corteccia. La provenienza botanica influenza la resistenza all’umidità, la velocità di decomposizione e la presenza di resine o composti aromatici.
La corteccia di sughero, ricavata dalla quercia da sughero, è particolarmente apprezzata nei terrari perché è leggera, presenta una struttura alveolare e resiste relativamente bene agli ambienti umidi. Le sue cavità offrono inoltre appigli e ripari senza appesantire l’allestimento.
Le cortecce raccolte da altri alberi possono avere caratteristiche molto diverse. Alcune si sfaldano facilmente, altre trattengono acqua nelle fessure oppure si deteriorano rapidamente a contatto con un substrato bagnato.
Osserva il pezzo
Prima di lavare il frammento, conviene esaminarne la struttura con una buona illuminazione. Le zone più interessanti sono spesso anche quelle che richiedono maggiore attenzione: piccole gallerie scavate dagli insetti, residui di terra compattata, porzioni spugnose e strati interni ormai degradati possono nascondere problemi non immediatamente visibili.
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Una lente d’ingrandimento aiuta a distinguere le normali irregolarità della superficie da eventuali infestazioni.
Le gallerie vuote degli insetti xilofagi, per esempio, non indicano necessariamente un’infestazione attiva, ma rappresentano punti nei quali possono accumularsi polvere e residui.
Se il pezzo presenta numerosi fori con segatura fresca, organismi vivi o parti che si disgregano facilmente, devi scartarlo anziché tentare di recuperarlo.
Come pulirlo
La corteccia deve mantenere il suo carattere originario: eliminare i difetti non è necessario e può renderla meno interessante dal punto di vista estetico.
Una spazzola asciutta consente di rimuovere terra, frammenti vegetali e polvere, mentre un pennello piccolo permette di raggiungere le fessure più strette. Soltanto quando rimangono residui aderenti è opportuno passare a un risciacquo con acqua pulita.
Bisogna evitare di raschiare aggressivamente gli strati esterni, soprattutto nel caso di materiali friabili. Le parti superficiali possono avere una funzione importante nella consistenza del frammento e la loro rimozione potrebbe esporre strati interni più delicati.
Non utilizzare detergenti, oli protettivi, vernici o impregnanti per legno: prodotti pensati per mobili e lavori di falegnameria non sono necessariamente sicuri in un ambiente chiuso destinato alle piante.
Trattamento termico
Il trattamento termico viene talvolta utilizzato per ridurre la presenza di organismi indesiderati, ma non è una procedura che fanno tutti e soprattutto che si può utilizzare con ogni tipo di corteccia.
Una corteccia sottile e asciutta reagisce diversamente da un frammento spesso, ricco di cavità o ancora umido al suo interno. Inoltre, il calore può alterare la colorazione, provocare crepe e, nei casi peggiori, innescare la combustione.
Per questi motivi, non improvvisare temperature e tempi di esposizione, né considerare la semplice immersione in acqua bollente una garanzia di sterilità.
Controlla la stabilità del pezzo scelto
Dopo il lavaggio, il frammento deve perdere l’acqua trattenuta nelle cavità. Falla asciugare in un luogo ventilato, senza appoggiare la corteccia direttamente su una superficie umida. P
er i pezzi spessi cambia periodicamente il lato di appoggio, così da consentire all’aria di circolare anche nelle zone meno esposte.
Una volta asciutta, la corteccia può essere sottoposta a una semplice prova meccanica: premendo delicatamente le estremità si verifica se il pezzo conserva la propria consistenza oppure tende a rompersi. In quest’ultimo caso, utilizzala solo se non è soggetta a pressione che possa sfaldarla oppure per un terrario con poca umidità, come quello per piante grasse.
