Le magnolie sono gli alberi ornamentali con fioritura precoce, generosa e scenografica che rappresenta uno dei primi segnali dell’arrivo della primavera.
Proprio questa caratteristica, tuttavia, le rende particolarmente vulnerabili alle gelate tardive. Basta una notte con temperature sotto lo zero quando i boccioli sono già gonfi o in apertura per compromettere completamente la fioritura dell’anno.
Se ti sei accorto che i boccioli della tua magnolia sono diventati marroni, molli o secchi dopo un improvviso abbassamento delle temperature, è importante sapere che nella maggior parte dei casi il danno è solo estetico e temporaneo. Ma capiamo insieme quello che puoi fare.
COSA SCOPRIRAI
Perché è suscettibile alle gelate
Molte specie di magnolia, come la magnolia stellata e la magnolia soulangeana, iniziano a sviluppare i boccioli già alla fine dell’inverno.
Quando le temperature iniziano a salire, i tessuti interni dei boccioli si riempiono di linfa e acqua, diventando teneri e particolarmente sensibili al freddo.
Se durante questa fase si verifica una gelata, l’acqua contenuta nelle cellule vegetali congela e si espande. Questo processo provoca la rottura delle pareti cellulari, determinando necrosi dei tessuti.
Il risultato visibile è l’annerimento dei petali ancora chiusi o appena schiusi, che assumono un aspetto traslucido, bruciato o avvizzito. In alcuni casi i boccioli non si aprono affatto e cadono prematuramente.
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È importante sottolineare che la gelata primaverile raramente danneggia l’intero albero. Nella maggior parte dei casi vengono compromessi solo i fiori, mentre rami, tronco e apparato radicale restano perfettamente vitali.
La pianta è ancora sana?
Dopo un episodio di gelo, è normale temere il peggio. Prima di intervenire, però, devi valutare con attenzione la situazione.
Osserva i rami: se risultano elastici e non spezzano facilmente, è un buon segno. Puoi anche effettuare una piccola incisione superficiale sulla corteccia con l’unghia o con una lama pulita: se sotto compare tessuto verde e umido, il ramo è vivo.
Se invece trovi tessuto marrone e secco anche sotto la corteccia, quella parte è probabilmente morta e andrà rimossa in seguito.
Tuttavia, aspetta sempre qualche settimana prima di prendere decisioni drastiche. Spesso la magnolia è in grado di emettere nuovi germogli più avanti nella stagione, compensando in parte il danno subito.
Le radici, essendo protette dal terreno, sono generalmente al sicuro. Solo gelate eccezionalmente intense e prolungate possono causare danni più profondi, evento piuttosto raro nei climi temperati.
Quando è giusto potare
Uno degli errori più frequenti è potare subito dopo aver notato i boccioli bruciati. La potatura immediata non è necessaria e può anzi indebolire ulteriormente la pianta.
I fiori danneggiati possono essere rimossi delicatamente, ma senza intervenire sui rami finché non è chiaro quali parti siano effettivamente morte.
Le magnolie non tollerano bene potature severe. Se dopo alcune settimane emergono rami completamente secchi, è possibile tagliarli appena sopra una gemma sana o in prossimità di una biforcazione. Utilizza sempre attrezzi ben disinfettati per evitare infezioni fungine.
Limita i tagli al minimo così che la pianta possa concentrare le proprie energie nella ripresa vegetativa e nella formazione delle gemme per l’anno successivo.
Concimare dopo il danno
Dopo una gelata, la magnolia ha bisogno di stabilità più che di interventi drastici. Mantieni il terreno leggermente umido, evitando sia la siccità prolungata sia i ristagni idrici, che possono provocare marciumi radicali.
In primavera, quando compaiono le nuove foglie, puoi somministrare un fertilizzante equilibrato a lenta cessione.
Se il terreno è calcareo, può essere utile un concime specifico per acidofile, poiché molte magnolie preferiscono un substrato leggermente acido.
Evita dosi eccessive di azoto, che stimolerebbero una crescita troppo rapida e tenera, rendendo la pianta più vulnerabile a eventuali nuovi sbalzi termici.
Puoi aggiungere uno strato di pacciamatura organica alla base dell’albero contribuisce a mantenere costante la temperatura del suolo, conservare l’umidità e migliorare progressivamente la struttura del terreno.
Come prevenire
Prevenire è sempre meglio che intervenire a danno avvenuto. Se le gelate tardive sono frequenti nella tua zona, è utile scegliere con attenzione la posizione della magnolia.
Prediligi un’area riparata dai venti freddi e lontana da conche dove l’aria fredda tende a ristagnare. Anche la vicinanza a un muro esposto a sud può offrire una certa protezione termica.
Durante le notti a rischio, coprire la chioma con tessuto non tessuto o teli antigelo può proteggere efficacemente i boccioli. Applica la copertura nel tardo pomeriggio e rimuovila al mattino.
