La fioritura dell’ipomea può estendersi fino a ottobre ma il fiore dura poco

La fioritura dell’ipomea può essere sorprendentemente lunga rispetto alla durata del singolo fiore. Nelle condizioni migliori, la pianta comincia a produrre corolle durante i mesi più caldi e continua senza grandi interruzioni fino all’arrivo dei primi freddi autunnali.

In molte zone dal clima mite, le ultime fioriture possono comparire anche nel mese di ottobre. Non significa però che gli stessi fiori rimangano sulla pianta per settimane. L’effetto ornamentale deriva dal continuo susseguirsi di nuove corolle che sostituiscono quelle ormai appassite.

Questa caratteristica è tipica soprattutto delle ipomee coltivate come annuali, come la comune Ipomoea purpurea, capace di crescere rapidamente durante l’estate e di rivestire reti, pergolati e recinzioni con una massa abbondante di foglie e fiori.

La durata complessiva della fioritura dipende in larga parte dal clima. Temperature ancora gradevoli durante settembre permettono alla pianta di continuare a vegetare e produrre boccioli. Quando invece le notti diventano molto fredde, la crescita rallenta rapidamente e la produzione di nuovi fiori diminuisce.

Una pianta ben sviluppata può quindi apparire fiorita per diversi mesi, anche se ogni mattina i fiori visibili saranno in gran parte diversi da quelli osservati il giorno precedente.

Perché ogni fiore dura così poco

Il singolo fiore dell’ipomea è noto per la sua brevissima durata. Molte varietà aprono le corolle nelle prime ore del mattino e iniziano già a richiuderle o ad appassire con l’aumento della temperatura.

Durante le giornate molto calde e soleggiate, alcuni fiori possono perdere freschezza già verso mezzogiorno. Con temperature più moderate oppure nelle giornate leggermente nuvolose, la corolla può rimanere aperta più a lungo.

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Proprio questa abitudine ha contribuito al nome inglese “morning glory”, cioè gloria del mattino. Il momento migliore per osservare la pianta completamente fiorita è infatti spesso quello compreso tra le prime ore del mattino e la tarda mattinata.

La breve durata del fiore non deve essere interpretata come un segnale di sofferenza. Fa parte del normale ciclo biologico della pianta. Dopo l’apertura, la corolla completa rapidamente la propria funzione riproduttiva e successivamente appassisce.

Ciò che permette alla pianta di mantenere un aspetto ornamentale è l’elevato numero di boccioli. Su un esemplare sano possono svilupparsi contemporaneamente numerosi nuovi fiori, pronti ad aprirsi nei giorni successivi.

Per questo motivo non è insolito trovare al mattino una pianta ricoperta di fiori freschi e osservare, nel pomeriggio, molte corolle ormai chiuse. Il giorno seguente nuove aperture ripristineranno nuovamente l’effetto decorativo.

Come favorire nuovi fiori

Per prolungare la produzione di nuovi boccioli è fondamentale garantire innanzitutto una posizione molto luminosa. L’ipomea ama il sole e tende a fiorire maggiormente quando riceve diverse ore di luce diretta durante la giornata.

Una posizione troppo ombreggiata può favorire la crescita delle foglie a discapito dei fiori. La pianta può sviluppare tralci lunghi e vigorosi, ma con una quantità ridotta di boccioli.

Anche l’irrigazione richiede una certa regolarità. Durante i periodi più caldi il terreno può asciugarsi rapidamente, soprattutto quando l’ipomea viene coltivata in vaso. Una carenza d’acqua prolungata può bloccare temporaneamente la crescita e ridurre la produzione floreale.

Allo stesso tempo è preferibile evitare terreni costantemente impregnati d’acqua. Le radici hanno bisogno di un substrato ben drenante e un eccesso di umidità può indebolire la pianta.

Un altro aspetto importante riguarda la concimazione. Una quantità eccessiva di fertilizzanti ricchi di azoto può stimolare soprattutto la vegetazione. Il risultato può essere una pianta con moltissime foglie ma pochi fiori.

Quando si desidera favorire la fioritura, è quindi preferibile mantenere una nutrizione equilibrata, evitando eccessi. Una pianta eccessivamente concimata non necessariamente produce più fiori.

Verso la fine dell’estate, mantenere la pianta ben irrigata e in una posizione soleggiata può aiutare a prolungare la formazione di boccioli. Se settembre rimane caldo, la fioritura tardiva può continuare con una certa abbondanza.

Cosa cambia con temperature e luce

La quantità di fiori prodotti dall’ipomea è strettamente legata alle condizioni ambientali. Durante l’estate, temperature elevate e giornate luminose favoriscono una crescita estremamente veloce.

Con l’avvicinarsi dell’autunno, invece, le giornate diventano progressivamente più corte e le temperature notturne iniziano a diminuire. La pianta continua spesso a fiorire, ma la produzione dei nuovi boccioli può diventare gradualmente meno intensa.

In compenso, le temperature più fresche possono prolungare leggermente la durata delle singole corolle. Un fiore che durante una giornata molto calda appassisce rapidamente può rimanere aperto più a lungo quando il sole è meno intenso.

È proprio nei mesi di settembre e ottobre che questa differenza può diventare evidente. La quantità complessiva di fiori può diminuire, ma le corolle spesso mantengono un aspetto fresco per una parte maggiore della giornata.

Bisogna però considerare che l’ipomea coltivata come annuale è sensibile al freddo. Quando arrivano temperature molto basse o le prime gelate, la vegetazione può danneggiarsi rapidamente e la stagione della fioritura termina.

Per questo motivo la data precisa della fine della fioritura non può essere uguale in tutte le zone. In un autunno mite possono comparire fiori ancora in ottobre, mentre in aree più fredde la pianta può rallentare già durante settembre.


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