Quando raccogliere questi fiori gialli per farci l’Olio di San Giovanni fra qualche giorno

L’iperico è una delle piante spontanee più conosciute della tradizione erboristica europea. I suoi caratteristici fiori gialli, che colorano prati e sentieri durante l’estate, sono da secoli associati alla preparazione dell’olio di San Giovanni, un rimedio naturale molto apprezzato per la cura della pelle.

La raccolta dei fiori avviene generalmente nel periodo della massima fioritura, che coincide con i giorni intorno al 24 giugno, data dedicata a San Giovanni Battista. Proprio da questa ricorrenza deriva il nome con cui la pianta è comunemente conosciuta: erba di San Giovanni.

Ancora oggi l’oleolito ottenuto dai fiori di iperico continua a essere preparato seguendo metodi tradizionali tramandati nel tempo. La sua caratteristica colorazione rosso rubino e le sue proprietà hanno contribuito a renderlo uno dei prodotti naturali più diffusi e apprezzati.

Come riconoscere i fiori dell’iperico in natura

L’Hypericum perforatum, nome botanico dell’iperico, è una pianta erbacea perenne che cresce spontaneamente in molte zone d’Italia. Si sviluppa soprattutto nei terreni assolati, lungo i margini delle strade, nei prati incolti e nelle aree collinari.

I suoi fiori giallo intenso rappresentano l’elemento più facile da riconoscere. Sono composti da cinque petali e numerosi stami che formano una sorta di piccolo ciuffo centrale. Osservando i petali in controluce è possibile notare minuscoli puntini traslucidi che sembrano piccole perforazioni. Da questa particolarità deriva il termine latino perforatum.

Le foglie sono di colore verde chiaro e hanno forma allungata. Anche queste presentano piccole ghiandole che contengono le sostanze responsabili delle proprietà della pianta. Durante la piena fioritura, l’iperico crea splendide macchie di colore che attirano immediatamente l’attenzione di chi passeggia in campagna.

Perché l’iperico è conosciuto come erba di San Giovanni

L’associazione tra l’iperico e San Giovanni Battista affonda le proprie radici nella tradizione popolare. La pianta raggiunge infatti il massimo della sua fioritura proprio intorno al 24 giugno, giorno dedicato al santo.

Nel corso dei secoli si è diffusa la convinzione che i fiori raccolti durante questo periodo possedessero qualità particolarmente preziose. Per questo motivo la raccolta è stata spesso accompagnata da usanze e rituali tramandati nelle diverse regioni italiane.

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La denominazione di erba di San Giovanni è quindi legata principalmente al calendario naturale della pianta e alla sua coincidenza con una delle festività più importanti dell’inizio dell’estate. Ancora oggi questa tradizione continua a influenzare il periodo scelto per la raccolta dei fiori destinati alla preparazione dell’oleolito.

Quando si raccolgono i fiori per preparare l’olio di San Giovanni

Per ottenere un olio di qualità è fondamentale raccogliere i fiori nel momento corretto. La raccolta viene generalmente effettuata quando la pianta si trova in piena fioritura, condizione che garantisce la maggiore presenza di sostanze attive.

Le giornate asciutte e soleggiate rappresentano il momento ideale per la raccolta. È preferibile evitare le ore immediatamente successive alla pioggia, poiché l’umidità può compromettere la qualità del materiale vegetale destinato alla macerazione.

Vengono utilizzate principalmente le sommità fiorite, ovvero la parte terminale dei rami che comprende fiori, boccioli e una piccola porzione di foglie. La scelta di raccogliere materiale fresco permette di ottenere un oleolito ricco e caratterizzato dalla tipica colorazione intensa che lo contraddistingue.

Come si ottiene il caratteristico olio rosso di iperico

L’olio di San Giovanni viene preparato attraverso un processo di macerazione dei fiori freschi all’interno di un olio vegetale, generalmente olio extravergine d’oliva o altri oli adatti all’uso cosmetico.

Durante le settimane di esposizione alla luce, le sostanze contenute nei fiori vengono gradualmente rilasciate nell’olio. È proprio in questa fase che avviene una delle trasformazioni più affascinanti dell’intero processo: il liquido assume progressivamente una colorazione rosso rubino molto intensa.

Questo fenomeno è dovuto alla presenza di composti naturali presenti nell’iperico, tra cui l’ipericina, responsabile della tipica tonalità rossastra dell’oleolito. Al termine della macerazione il prodotto viene filtrato e conservato in contenitori adeguati, pronti per l’utilizzo.


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