Tutti i rischi per il geranio che stanno arrivando con il clima più caldo

Il geranio, da sempre considerato una specie resistente e relativamente semplice da gestire, negli ultimi anni sta però mostrando una crescente vulnerabilità nei confronti di patologie che fino a poco tempo fa erano poco frequenti oppure limitate ad aree climatiche ben precise.

L’aumento delle temperature medie, gli inverni più miti, le estati sempre più lunghe e l’alternanza tra periodi di forte siccità e improvvisi temporali stanno infatti modificando il comportamento di numerosi funghi, batteri e altri organismi patogeni.

Di conseguenza, se coltivi i gerani sul balcone o in giardino devi imparare a riconoscere problemi nuovi e ad adottare strategie preventive sempre più attente.

Temperature elevate

Il cambiamento climatico non provoca direttamente le malattie, ma crea condizioni favorevoli alla loro diffusione. Molti microrganismi che in passato trovavano difficoltà a sopravvivere durante l’inverno oggi riescono invece a mantenersi vitali per tutto l’anno, pronti a svilupparsi con rapidità appena temperatura e umidità diventano favorevoli.

Le estati molto calde, inoltre, sottopongono il geranio a un forte stress fisiologico. Una pianta indebolita dalla mancanza d’acqua, dalle elevate temperature o da improvvisi sbalzi climatici diventa inevitabilmente più esposta agli attacchi di agenti patogeni.

Anche le irrigazioni frequenti, necessarie durante i mesi più caldi, possono contribuire ad aumentare l’umidità intorno alle foglie, favorendo lo sviluppo di numerose infezioni fungine.

Marciume radicale frequente

Tra i problemi che stanno diventando più comuni vi sono i marciumi causati da funghi e organismi presenti nel terreno. In particolare, specie appartenenti ai generi Pythium e Phytophthora trovano nelle alte temperature e nei substrati costantemente bagnati condizioni ideali per moltiplicarsi rapidamente.

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Le radici iniziano a deteriorarsi senza che il fenomeno sia immediatamente visibile. I primi sintomi consistono in una crescita rallentata, foglie che ingialliscono improvvisamente e una generale perdita di vigore. Successivamente l’intera pianta tende ad appassire anche se il terreno appare umido.

Il problema viene spesso confuso con una semplice carenza d’acqua, inducendo ad aumentare ulteriormente le irrigazioni e aggravando così la situazione. Per questo motivo devi utilizzare terricci ben drenanti ed evitare ristagni prolungati all’interno dei sottovasi.

Infezioni batteriche

Anche alcune infezioni batteriche stanno diventando più frequenti. Le elevate temperature associate a un’elevata umidità ambientale rappresentano infatti un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri.

Le foglie iniziano a presentare macchie acquose che in breve tempo assumono una colorazione brunastra. I tessuti colpiti si seccano rapidamente mentre gli steli possono mostrare lesioni scure che compromettono la circolazione della linfa.

Queste infezioni risultano particolarmente difficili da controllare perché i batteri penetrano facilmente attraverso piccole ferite provocate dalla grandine, dagli insetti o anche durante le normali operazioni di potatura.

La prevenzione diventa quindi l’arma più efficace: evita di bagnare la vegetazione durante l’irrigazione e utilizza strumenti sempre puliti.

Oidio in periodi insoliti

In passato l’oidio era considerato una malattia tipica della primavera o dell’inizio dell’autunno. Oggi, grazie alle mutate condizioni climatiche, può manifestarsi anche durante l’estate inoltrata.

La caratteristica patina bianca farinosa compare inizialmente sulle foglie più giovani per poi estendersi a germogli e boccioli. La crescita rallenta sensibilmente e la fioritura risulta meno abbondante.

Il fenomeno è favorito soprattutto dalle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, sempre più frequenti anche nei mesi estivi, unite a un’umidità elevata durante le ore notturne.

Lo stress termico

Una pianta mantenuta costantemente sotto stress reagisce meno efficacemente agli attacchi dei patogeni. Temperature superiori ai 35 gradi, esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata e irrigazioni irregolari compromettono il normale metabolismo del geranio.

Le foglie perdono rapidamente acqua attraverso la traspirazione e le radici possono ridurre temporaneamente la propria attività. Questa condizione favorisce l’insediamento di funghi e batteri che approfittano delle difese naturali indebolite.

Anche gli sbalzi improvvisi tra caldo intenso e piogge abbondanti rappresentano un fattore di rischio, poiché costringono la pianta ad adattamenti continui che richiedono un notevole dispendio energetico.


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