Di quanta acqua ha bisogno l’ortensia per continuare la fioritura a luglio

A luglio l’ortensia attraversa uno dei momenti più delicati della sua stagione. Le grandi foglie disperdono molta umidità, le infiorescenze richiedono energie e il terreno può asciugarsi rapidamente, soprattutto quando la pianta viene coltivata in vaso su un balcone caldo.

Se l’acqua non è sufficiente, le foglie iniziano ad abbassarsi, i margini diventano secchi e i fiori perdono consistenza. Aumentare le annaffiature senza controllare il terreno, però, può provocare il problema opposto: ristagni, radici danneggiate e foglie gialle.

Controllare il terreno ogni giorno

Durante luglio il terreno dell’ortensia deve rimanere leggermente umido, senza diventare continuamente fradicio. La pianta non tollera bene lunghi periodi di siccità, soprattutto mentre è in piena fioritura.

Il controllo va fatto inserendo un dito nel terreno per circa tre o quattro centimetri. Se questo strato risulta asciutto, è il momento di annaffiare. Se invece sotto la superficie si avverte ancora una buona umidità, si può aspettare.

Non bisogna osservare soltanto lo strato superiore. In estate può apparire asciutto dopo poche ore, mentre il centro del pane di terra è ancora molto bagnato. Annaffiare nuovamente in questa situazione espone le radici al ristagno.

È utile anche sollevare il vaso, quando le dimensioni lo permettono. Un contenitore molto leggero indica che gran parte dell’acqua è stata consumata, mentre un vaso ancora pesante contiene probabilmente sufficiente umidità.

Annaffiare al mattino

Il momento migliore per annaffiare l’ortensia in estate è il mattino presto. In questo modo le radici hanno a disposizione una riserva d’acqua prima che le temperature raggiungano i livelli più alti.

Annaffiare durante le ore centrali della giornata è meno vantaggioso, perché una parte dell’acqua evapora velocemente e il terriccio caldo può subire un improvviso sbalzo di temperatura.

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Se al mattino non è possibile intervenire, si può annaffiare la sera, aspettando che il vaso e il terreno si siano raffreddati. Bisogna però evitare di bagnare abbondantemente le foglie e i fiori prima della notte, soprattutto quando la pianta è molto fitta e poco arieggiata.

L’acqua deve essere distribuita direttamente sul terreno, alla base della pianta. Bagnare soltanto le foglie non idrata le radici e può rovinare le infiorescenze, creando macchie sui petali e aumentando l’umidità nella chioma.

Quanta acqua dare in vaso

Per un’ortensia in vaso, la quantità dipende soprattutto dal diametro del contenitore e da quanto il pane di terra si è asciugato. In linea generale, l’acqua deve essere sufficiente a bagnare tutto il substrato, fino a farne uscire una piccola quantità dai fori di drenaggio.

Per un vaso di circa 25-30 centimetri, possono servire indicativamente da uno a due litri d’acqua per ogni annaffiatura. Un’ortensia grande, coltivata in un contenitore più profondo, può richiederne una quantità maggiore.

Questi valori devono essere considerati soltanto come un punto di partenza. Un terriccio molto asciutto può respingere l’acqua lungo i bordi, facendola uscire subito dal fondo senza bagnare realmente le radici. In questo caso conviene versarla lentamente, fare una breve pausa e completare l’annaffiatura dopo qualche minuto.

Nei giorni più caldi un’ortensia in vaso può aver bisogno di essere annaffiata ogni giorno. Se il contenitore è piccolo ed esposto al sole del pomeriggio, il terreno potrebbe asciugarsi anche prima. Non bisogna però stabilire una frequenza rigida: il controllo del substrato resta sempre il metodo più affidabile.

L’acqua rimasta nel sottovaso deve essere eliminata. L’ortensia vuole molta umidità, ma le sue radici non devono restare immerse nell’acqua per diverse ore.

Quanta acqua dare in giardino

Un’ortensia coltivata in piena terra conserva l’umidità più a lungo rispetto a una pianta in vaso. Questo non significa che possa essere trascurata, soprattutto durante le settimane senza pioggia.

Una pianta adulta può richiedere, come ordine di grandezza, circa 10-15 litri d’acqua per volta, distribuiti lentamente intorno alla zona occupata dalle radici. La quantità va adattata al tipo di terreno: un suolo sabbioso asciuga rapidamente, mentre uno argilloso trattiene l’acqua più a lungo.

È preferibile effettuare annaffiature profonde due o tre volte alla settimana, aumentando la frequenza durante le ondate di caldo, piuttosto che dare poca acqua ogni giorno. Una bagnatura superficiale raggiunge soltanto i primi centimetri di terreno e favorisce radici poco profonde, più esposte al caldo.

L’acqua non deve essere versata tutta vicino al fusto. Le radici assorbenti si trovano anche più lontano, sotto la proiezione della chioma. È quindi utile bagnare lentamente una zona abbastanza ampia intorno alla pianta.

Osservare foglie e fiori

Le foglie dell’ortensia sono un indicatore immediato della sua condizione. Quando si abbassano nelle ore più calde ma tornano normali la sera, la pianta potrebbe semplicemente reagire temporaneamente alle alte temperature.

Se invece restano afflosciate anche al mattino, il terreno è asciutto e le infiorescenze perdono consistenza, probabilmente l’acqua non è sufficiente. In questo caso bisogna effettuare un’annaffiatura profonda, evitando di limitarsi a un piccolo bicchiere d’acqua.

Foglie gialle, morbide e terreno costantemente bagnato possono indicare il problema opposto. Aggiungere altra acqua peggiorerebbe la situazione. Bisogna controllare i fori di drenaggio, svuotare il sottovaso e attendere che il substrato inizi ad asciugarsi.

I bordi secchi possono dipendere dalla siccità, ma anche dal sole troppo intenso, dal vento caldo o da un accumulo di sali dovuto a concimazioni eccessive. Per questo non bisogna valutare un solo sintomo, ma osservare contemporaneamente foglie, terreno e posizione.

Evitare che l’acqua evapori subito

Durante luglio non basta aumentare le annaffiature. È altrettanto importante impedire che l’acqua evapori troppo rapidamente.

Una leggera pacciamatura sulla superficie del terreno aiuta a conservare l’umidità. Si possono utilizzare corteccia, foglie secche sane o altro materiale organico, lasciando però libero il colletto della pianta.

In vaso è utile evitare contenitori troppo piccoli e scuri, che si surriscaldano rapidamente. Il vaso può essere inserito in un coprivaso chiaro e più ampio, purché sul fondo non rimanga acqua stagnante.

L’esposizione deve essere luminosa, ma nelle zone molto calde è preferibile proteggere l’ortensia dal sole diretto delle ore centrali e pomeridiane. Una posizione con sole al mattino e ombra luminosa nel pomeriggio permette al terreno di mantenere più a lungo l’umidità.

Anche il vento caldo asciuga rapidamente foglie e terriccio. Se la pianta si trova in un punto molto esposto, una collocazione più riparata può ridurre notevolmente il consumo d’acqua.


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