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Se hai i cartoni delle pizze di ieri forse non sai che hanno quattro usi in giardino

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Il cartone della pizza della domenica sera pone sempre lo stesso dubbio: carta o umido? La regola è più severa di quanto si pensi. Se è pulito va con la carta, ma se il fondo è unto di olio, pomodoro o mozzarella quella parte non si ricicla come carta: va spezzettata nell’umido, dove c’è la raccolta, e altrimenti nell’indifferenziato. Solo il coperchio, se è rimasto pulito, si strappa e va con la carta.

cartoni pizza

Per chi ha un giardino o anche solo qualche cassetta sul balcone c’è una terza strada. Il cartone della pizza è cartone ondulato semplice, senza plastificazione, e un po’ di grasso vegetale sopra non lo rende inutilizzabile. Anzi, è uno dei materiali più comodi che entrano in casa per quattro lavori autunnali.

Con due eccezioni, che conviene conoscere prima di accumulare cartoni in garage.

Cosa controllare prima di usarlo

Il primo controllo è il materiale. La maggior parte dei cartoni per pizza è ondulato marrone, al massimo con una stampa a un colore: va bene. Quelli con l’interno plastificato o lucido, che si riconoscono perché l’olio non li attraversa, restano plastica accoppiata e in giardino non vanno, come non andrebbero nel compost i cartoni del latte.

Il secondo controllo è cosa c’è sopra. Un velo d’olio e qualche traccia di pomodoro sono scarti vegetali e non danno fastidio. Pezzi di formaggio, salumi o pesce attaccati al fondo vanno tolti, perché gli scarti di origine animale nel compost richiamano topi. Basta una spatola, e il cartone è pronto.

Sotto la pacciamatura contro le erbacce

L’uso più utile è quello che si fa proprio adesso, nelle aiuole che restano vuote fino a primavera. Il cartone aperto, con le linguette strappate, si appoggia direttamente sul terreno bagnato, si sovrappone di dieci centimetri tra un pezzo e l’altro e si copre con foglie secche, paglia o corteccia. Al buio le erbacce annuali muoiono e i semi in superficie non germinano; in primavera il cartone è ammorbidito e i lombrichi lo stanno già smontando dal basso.

Foglio di cartone appoggiato sul terreno di un'aiuola ai piedi di un arbusto

È la stessa logica con cui si usa uno strato di cartone per proteggere il terreno in inverno: il suolo coperto non si compatta con le piogge, resta soffice e in primavera si lavora senza vangare. Il cartone della pizza, già tagliato in un quadrato da trenta o quaranta centimetri, è la misura giusta per il giro di un cespuglio, una rosa o un piccolo arbusto appena messo a dimora.

Un’avvertenza: il cartone va sempre coperto. Lasciato nudo si secca, vola via al primo vento e, con la pioggia, forma una crosta che respinge l’acqua invece di lasciarla passare. Bagnarlo bene prima di posarlo aiuta ad aderire al terreno.

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A strisce nel compost come materia bruna

In autunno il compost di casa riceve soprattutto scarti umidi: bucce, avanzi di verdura, fondi di caffè, le prime scorze di mandarino. Il rischio è un cumulo troppo bagnato, che puzza e si riempie di moscerini. Il cartone è il materiale secco e carbonioso che ribilancia il tutto, e quello della pizza ha persino un piccolo vantaggio: il grasso vegetale e i residui di pomodoro portano un po’ di sostanza in più rispetto a un cartone pulito.

Va strappato a strisce di pochi centimetri, mai messo intero, altrimenti forma uno strato impermeabile che blocca aria e acqua. Come proporzione, per ogni parte di scarti umidi si aggiungono circa due parti di materiale secco, e un cartone da pizza sminuzzato copre la produzione di umido di un paio di giorni. Chi vuole fare il compost per il giardino in casa può considerarlo una riserva fissa della domenica.

Un rifugio-trappola per le lumache

Con l’umidità di novembre lumache e limacce tornano attive, e un pezzo di cartone bagnato appoggiato a terra la sera, vicino ai vasi più colpiti, è uno dei rifugi che preferiscono. Al mattino si solleva e si trovano sotto, da raccogliere in un colpo solo. Funziona attorno ai ciclamini del balcone e alle giovani insalate dell’orto in cassetta.

Un residuo di pomodoro sul cartone non guasta, perché le attira. La regola è però la stessa di tutte le trappole-rifugio: si controlla ogni mattina e si sostituisce quando si disfa. Lasciato lì per una settimana senza guardarlo diventa un dormitorio accanto alle piante, non una trappola.

Il fondo delle cassette e i vasetti da semina

Il quarto uso è il più semplice. Nelle cassette di legno dell’orto sul balcone, un foglio di cartone sul fondo prima del terriccio evita che la terra esca dalle fessure alle prime annaffiature e dura una stagione, poi si decompone senza lasciare traccia. Stesso servizio sopra il foro di drenaggio dei vasi grandi, al posto del coccio.

Con le parti pulite del coperchio si possono fare vasetti biodegradabili per le semine di fine inverno: si arrotolano attorno a un bicchiere, si fissano con un punto e si interrano con la piantina, così le radici non si disturbano. Il cartone ondulato è un po’ più spesso di quello delle scatole di cereali e resiste meglio all’umidità del semenzaio.

Il gesto pratico di stasera, allora, è uno solo: coperchio pulito con la carta, fondo unto non nell’umido ma in un angolo asciutto del garage, impilato. Entro il mese ce ne saranno abbastanza per coprire un’aiuola o bilanciare il compost per tutto l’inverno, e il dubbio sulla raccolta differenziata smette di porsi.

Photo credits: le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.