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Perché abbiamo aspettato così tanto per vedere un ciclamino blu

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Per decenni il ciclamino è stato disponibile in una quantità enorme di rossi, rosa, fucsia, bianchi e viola, mentre mancava quasi completamente una tonalità capace di avvicinarsi davvero al blu. Non si trattava semplicemente di una scelta commerciale: ottenere questo colore nei fiori è molto più complicato di quanto possa sembrare.

Ciclamino Dragon Blue

Il blu è infatti una delle tonalità meno comuni nel mondo vegetale e non basta incrociare due ciclamini dal colore scuro per ottenerne improvvisamente uno azzurro. Per modificare in maniera stabile il colore di una pianta servono caratteristiche genetiche adatte e un lungo lavoro di selezione attraverso molte generazioni.

È proprio per questo che l’arrivo di Blue Dragon ha attirato tanta attenzione. Non rappresenta soltanto un nuovo colore da aggiungere agli scaffali, ma il risultato di un percorso che mostra quanto possa essere difficile spostare la gamma cromatica di una pianta ormai selezionata da moltissimo tempo.

Il blu è raro nei fiori

Nel mondo dei fiori il blu autentico è molto meno comune di colori come rosso, rosa, giallo o bianco.

Le piante non possiedono semplicemente un pigmento universale chiamato blu che può essere aumentato fino a ottenere la tonalità desiderata. Il colore finale dipende dall’interazione tra pigmenti, caratteristiche delle cellule e ambiente chimico del petalo.

È proprio questa complessità a rendere difficile ottenere nuove tonalità attraverso la selezione.

In molte specie esistono già colori vicini al viola o al lilla, ma passare da questi a una tonalità percepita come realmente blu richiede modificazioni molto più sottili.

Per questo, quando nel commercio floricolo si parla di un fiore “blu”, spesso ci si trova davanti a sfumature blu-violacee, lavanda o porpora fredda piuttosto che a un azzurro puro.

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Nel caso del ciclamino questa distinzione è particolarmente evidente. La sua gamma tradizionale comprende da tempo numerosi viola e fucsia, ma trasformare quelle tonalità in qualcosa di sensibilmente più freddo e vicino al blu è stato un passo molto più difficile.

Il limite del ciclamino

Il ciclamino commerciale è stato selezionato per generazioni. Nel tempo sono stati ottenuti fiori più grandi, piante più compatte, bordi frangiati, corolle doppie e una quantità enorme di sfumature. Eppure il blu ha continuato a essere uno dei colori più difficili da raggiungere.

Il motivo è che la selezione può lavorare soltanto sulle caratteristiche realmente disponibili nel patrimonio genetico utilizzato.

Incrociando piante rosse e rosa possono emergere moltissime variazioni all’interno di quella gamma. Lo stesso avviene con viola, magenta e bianco. Ma ottenere un salto cromatico molto più grande richiede individui che possiedano già caratteristiche particolarmente interessanti da poter combinare.

Ogni nuova pianta nata da un incrocio deve poi essere osservata. Se compare una sfumatura promettente, quella pianta può essere utilizzata nuovamente nella generazione successiva. Da lì vengono selezionati altri individui e il processo continua.

Non basta ottenere un singolo fiore particolare una sola volta. La caratteristica deve diventare sufficientemente stabile da poter essere riprodotta in modo affidabile.

Anni di selezione

È proprio la stabilità a spiegare perché certe novità richiedano così tanto tempo.

Immaginando di trovare un ciclamino con una tonalità leggermente più fredda del normale, quello rappresenterebbe soltanto l’inizio. Bisognerebbe verificare se la caratteristica viene trasmessa alla generazione successiva e se può essere ulteriormente accentuata.

Nel frattempo non si può dimenticare tutto il resto. Un ciclamino commerciale deve continuare ad avere una pianta compatta, una buona quantità di fiori, una crescita uniforme e caratteristiche adatte alla coltivazione in vaso.

Una tonalità spettacolare accompagnata da una pianta debole o poco fiorifera avrebbe un valore molto più limitato. Per questo il lavoro non consiste semplicemente nel cercare il fiore più blu.

Bisogna combinare il colore con tutte le caratteristiche che rendono la pianta interessante per chi la coltiva e per chi poi la acquista.

Ogni generazione richiede tempo per crescere, fiorire ed essere valutata. Quando il risultato non è abbastanza stabile o uniforme, la selezione continua.

È così che pochi millimetri di petalo e una diversa sfumatura possono richiedere anni di lavoro.

Il caso Blue Dragon

Blue Dragon rende particolarmente evidente questo percorso.

A colpire è soprattutto il distacco dalla gamma cromatica tradizionale del ciclamino. Il fiore presenta tonalità molto fredde, che possono apparire blu-violacee o lavanda intensa, offrendo un effetto nettamente diverso rispetto ai classici ciclamini porpora.

Non bisogna però immaginare necessariamente il blu puro di altri oggetti artificiali. Nel linguaggio commerciale dei fiori, la percezione del colore dipende anche dalla luce e dalla presenza di sfumature violacee.

Ed è proprio questo a rendere Blue Dragon interessante. Non si è semplicemente aggiunto un altro viola alla collezione. È stata spostata la gamma del ciclamino verso una zona cromatica che per lungo tempo era rimasta molto difficile da raggiungere.

Il risultato mostra anche come stia cambiando la selezione delle piante ornamentali. Dopo aver lavorato per decenni su dimensioni, forma e abbondanza della fioritura, oggi si cercano anche caratteristiche capaci di sorprendere immediatamente.

Un ciclamino blu-violaceo accanto a uno rosso tradizionale riesce a farlo senza bisogno di spiegazioni.

Un colore ancora insolito

La comparsa di Blue Dragon non significa che da questo momento tutti i ciclamini diventeranno blu.

Le tonalità tradizionali continueranno probabilmente a dominare perché fanno parte dell’immagine stessa della pianta. Rosso, rosa e bianco restano colori fortemente legati al ciclamino autunnale e invernale.

Il blu, invece, mantiene proprio grazie alla sua rarità un carattere particolare.

È il risultato di una selezione che ha dovuto lavorare ai margini della gamma cromatica disponibile, cercando generazione dopo generazione di spostarla sempre un po’ più lontano.

Ed è questo che rende interessante la domanda iniziale.

Si è aspettato tanto per vedere un ciclamino blu perché la natura non mette tutte le tonalità a disposizione con la stessa facilità. Alcune possono essere ottenute con variazioni relativamente semplici, mentre altre richiedono un lavoro lungo, paziente e fatto di moltissime selezioni successive.

Blue Dragon non è quindi soltanto un ciclamino di un colore nuovo. È la dimostrazione di quanto lavoro possa nascondersi dietro una sfumatura che, una volta comparsa nel vaso, sembra quasi naturale.

Photo credits: le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.