Come intervenire a seguito delle ultime Gelate invernali

Le gelate invernali rappresentano uno degli eventi climatici più temuti da chi si prende cura del giardino. Temperature che scendono improvvisamente sotto lo zero, brinate intense e prolungate o ondate di freddo tardive possono compromettere piante ornamentali, alberi da frutto, siepi e tappeti erbosi.

Tuttavia, un intervento corretto e ben pianificato consente nella maggior parte dei casi di recuperare le piante e ristabilire l’equilibrio vegetativo in vista della primavera.

Agisci con metodo, evitando interventi impulsivi, per limitare i danni e favorire una ripresa sana e vigorosa.

Cosa ha causato un danno

Non tutte le gelate sono uguali e i loro effetti dipendono da diversi fattori: durata dell’evento, umidità dell’aria, esposizione al vento, posizione del giardino e stato fisiologico delle piante.

Una gelata breve e asciutta può provocare danni superficiali alle foglie, mentre un freddo persistente accompagnato da vento può compromettere anche i tessuti legnosi e l’apparato radicale.

Le piante più colpite sono generalmente quelle esotiche o sempreverdi a foglia larga, che mantengono attiva la parte aerea anche in inverno.

Le specie caducifoglie, invece, essendo in riposo vegetativo, tendono a sopportare meglio le basse temperature. È importante distinguere tra un danno estetico, che riguarda solo foglie e germogli teneri, e un danno strutturale che coinvolge rami principali o radici. Solo nel secondo caso l’intervento dovrà essere più incisivo.

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Valuta lo stato di salute delle piante

Dopo una gelata intensa aspetta qualche giorno prima di intervenire. I tessuti danneggiati diventano evidenti con il passare del tempo: le foglie assumono un colore brunastro o nerastro, perdono consistenza e possono apparire molli o secche. I rami compromessi tendono a screpolarsi o a presentare fenditure longitudinali nella corteccia.

Se vuoi verificare la vitalità di un ramo puoi grattare la corteccia superficiale con una lama pulita: la presenza di tessuto verde e umido sotto la corteccia indica che la linfa è ancora attiva.

Se invece il tessuto è marrone e secco, quella porzione è ormai compromessa. Questa verifica andrebbe eseguita in più punti, perché il danno può essere localizzato solo alle estremità.

Anche le radici meritano attenzione, soprattutto nelle piante in vaso. Se la parte aerea appare completamente compromessa ma il colletto e le radici risultano sani, la pianta potrebbe ricacciare dalla base in primavera.

Per questo motivo è fondamentale non estirpare prematuramente gli esemplari apparentemente secchi.

Intervieni con una potatura mirata

La potatura dopo una gelata deve essere selettiva e mai drastica. Rimuovi solo le parti effettivamente morte per aiuta la pianta a concentrare le energie sui tessuti sani. I tagli devono essere netti, eseguiti con attrezzi ben affilati e disinfettati, e posizionati poco sopra una gemma vitale o un punto di ramificazione.

Attendi la fine del rischio di ulteriori gelate prima di procedere con tagli importanti. Una potatura anticipata potrebbe stimolare l’emissione di nuovi germogli troppo presto, esponendoli a eventuali ritorni di freddo.

Nelle specie che fioriscono in primavera occorre particolare cautela, perché i boccioli potrebbero essere già stati danneggiati e una potatura eccessiva comprometterebbe ulteriormente la fioritura.

Nel caso di spaccature del tronco dovute al gelo, è importante eliminare eventuali lembi di corteccia sollevati e monitorare la ferita, evitando trattamenti improvvisati.

Rigenera il terreno

Il freddo intenso può alterare la struttura del terreno, soprattutto nei suoli argillosi che tendono a compattarsi. Quando il terreno non è più gelato, una leggera lavorazione superficiale favorisce l’ossigenazione e stimola l’attività dei microrganismi utili.

L’aggiunta di compost maturo o ammendanti organici migliora la fertilità e aiuta la pianta a riprendere gradualmente l’attività vegetativa.

Evita concimazioni azotate immediate e abbondanti: una crescita troppo rapida genererebbe tessuti teneri e vulnerabili. Meglio optare per fertilizzazioni equilibrate, eventualmente a lenta cessione, quando le temperature iniziano a stabilizzarsi.

Previeni i danni futuri

Le gelate non possono essere evitate, ma si possono ridurre i rischi attraverso una corretta pianificazione del giardino.

La scelta di specie adatte al clima locale è il primo elemento di prevenzione. Anche la posizione influisce: le aree esposte a nord o soggette a ristagni di aria fredda sono più vulnerabili.

La pacciamatura autunnale protegge le radici e mantiene una temperatura del suolo più stabile. Le piante in vaso dovrebbero essere collocate in zone riparate o isolate con materiali traspiranti.

Una buona gestione nutrizionale durante l’anno, evitando eccessi di azoto a fine estate, consente alle piante di lignificare correttamente i tessuti e affrontare meglio il freddo invernale.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.