Quali Rimedi Naturali della Nonna ho provato anche io e hanno davvero funzionato

Ci sono alcune usanze antiche che le nostre nonne mettevano in pratica, a volte senza nemmeno conoscerne esattamente l’effetto, ma badando al risultato e questo risultato molto spesso c’era e come.

Mi sono chiesto nel tempo quali di queste usanze potessero effettivamente avere un senso e ho provato a metterne alcune in pratica che poi nel tempo hanno avuto buoni risultati.

Te ne illustro alcuni di questi rimedi che ho trovato utili ed economici.

Ho utilizzato la cannella

Mia nonna faceva così: ogni volta che tagliava una pianta, che la potava o che ricavava una talea era solita intingere il taglio in un barattolo pieno di cannella in polvere, profumatissima; ne ricordo ancora il profumo.

Mi sono sempre chiesto il perché, poi ho scoperto che la cannella ha grandi proprietà disinfettanti.

La cannella possiede delle proprietà utili per combattere la formazione di infezioni fungine e quindi la conseguente proliferazione e diffusione.

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Durante la fase di potatura c’è il rischio di aver infettato i tagli effettuati utilizzando strumenti sporchi.

La cannella, se applicata a una ferita fresca della pianta, può incoraggiare la guarigione e prevenire lo sviluppo o il peggioramento delle infezioni fungine.

Oltre ai tipici ormoni radicanti in commercio, la cannella è altrettanto efficace se applicata al gambo di una pianta quando la stai riproducendo per talea. Può stimolare lo sviluppo delle radici in quasi tutti i tipi di piante.

È per questo che, come faceva nonna, uso la cannella come agente radicante, inumidendo le estremità dello stelo, quindi intingendolo nella cannella e poi piantando la talea.

In effetti ho notato che, in questo modo, la maggior parte delle talee che ricavo riescono a radicare.

Ho utilizzato la cenere di legna

Nonna aveva un grande camino e tutte le mattine lo puliva accuratamente, raccogliendo la cenere e mettendola da parte, per poi spargerla in alcuni vasi in balcone ed in alcune aiuole in giardino.

Ebbene, la cenere di legna è un vero e proprio concime organico, ricco di fosforo e potassio ma completamene privo di azoto, bruciato durante la combustione.

Si tratta di un concime organico non completo che utilizzo nello specifico per quelle piante che necessitano di queste due componenti o per modificare la natura chimica del suolo, quando devo alzare il livello del pH.

Infatti, la cenere di legna ha questa proprietà, apportando una dose di calcio ne incrementa l’alcalinità e quindi rende meno acido il terriccio.

Io solitamente ne cospargo un mucchio vicino al tronco principale della pianta, rinvangando leggermente il terriccio, senza mai eccedere.

Ne basta un mucchietto poiché la quantità deve rispettare una proporzione di 200g per mq.

È essenziale che la cenere sia ricavata dalla sola combustione di legno privo di qualsiasi composto chimico o plastico.

Ho realizzato un decotto a base di aglio

Ho sperimentato personalmente la potenza dell’aglio, la sua componente tossica per i parassiti.

L’aglio contiene zolfo, una componente tossica per i parassiti e allo stesso tempo antibatterica.

Trito finemente tre o quattro spicchi d’aglio in due cucchiai di olio.

Lascio macerare il composto per almeno due giorni poi filtro i pezzi di aglio e allungo il macerato con almeno 500ml di acqua e aggiungo 10g di sapone biologico.

L’ho spruzzato su un ficus bonsai pieno di afidi e l’effetto è stato visibile ad occhio nudo. Ho ripetuto il trattamento almeno una volta a settimana, per più di un mese.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.