Ogni autunno faggi, aceri, castagni e larici cambiano colore e trasformano boschi e giardini in tavolozze di giallo, arancio e rosso. È il foliage, e per vederlo non serve volare in Canada o in New England: in Italia ci sono foreste antichissime, giardini botanici affacciati sui laghi e grandi parchi storici dove lo spettacolo dura settimane.
Dalle Alpi alla Calabria, ecco alcuni dei luoghi più belli dove passeggiare tra le foglie colorate, con qualche indicazione pratica su periodi e aperture. Un consiglio vale per tutti: il momento migliore cambia ogni anno con le temperature, e prima di partire conviene sempre controllare il sito ufficiale.
Le faggete patrimonio dell’umanità
Dal 2017 alcune faggete italiane fanno parte del sito UNESCO delle antiche faggete primordiali d’Europa. Le più note sono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: Val Fondillo, Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto e Coppo del Principe. In autunno i faggi passano dal verde al rame acceso, nel territorio dell’orso marsicano.
Tra Toscana e Romagna, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi custodisce Sasso Fratino, la più antica riserva integrale d’Italia, con faggi che superano i 500 anni. La riserva non è accessibile, ma i sentieri del parco, tra faggi, abeti bianchi e aceri, regalano panorami spettacolari, come quello dalla cima del Monte Penna sulla Foresta della Lama. Nel Lazio, la faggeta del Monte Cimino, vicino a Viterbo, ospita alberi alti oltre 40 metri.
Il bosco delle fiabe nel Lazio
Ai piedi di Torre Alfina, borgo vicino ad Acquapendente, si trova il Bosco del Sasseto, monumento naturale di circa 60 ettari. Tronchi contorti, massi di lava coperti di muschio, felci e alberi caduti creano un’atmosfera da fiaba, tanto che il bosco è stato scelto spesso come set cinematografico.
Qui crescono più di trenta specie: faggi, olmi, aceri, lecci e ornielli, alcuni alti oltre 25 metri. In autunno le chiome dorate si mescolano al verde dei lecci, e i sentieri segnati partono direttamente dal borgo. Nel cuore del bosco si incontra anche il mausoleo neogotico del marchese Cahen.
Al Sud, Foresta Umbra e Sila
Sul Gargano, la Foresta Umbra deve il nome alla penombra che si crea sotto le chiome. Faggi, aceri, cerri e lecci raggiungono dimensioni insolite, a volte oltre i 30 metri, e in autunno il bosco si accende di giallo e arancio a pochi chilometri dal mare.
In Calabria, l’altopiano della Sila alterna aceri, pioppi, faggi e castagni ai grandi pini larici, mentre in Aspromonte e nel Pollino si trovano altre due faggete del sito UNESCO, la Valle Infernale e Cozzo Ferriero. Sono tra le più meridionali d’Europa e mostrano un foliage più tardivo rispetto al Nord.
Larici dorati sulle Alpi
In montagna i protagonisti sono i larici, tra le poche conifere che in autunno ingialliscono e perdono gli aghi. In Val Ferret, sotto il Monte Bianco, colorano i boschi intorno al rifugio Bonatti già da fine ottobre; all’Alpe Veglia, in Val d’Ossola, circondano un altopiano punteggiato di laghetti.
Sempre in Ossola, la ferrovia Vigezzina-Centovalli tra Domodossola e Locarno propone in autunno il Treno del Foliage, un modo per vedere boschi e valli dal finestrino. In Valtellina, la Val Masino nasconde una faggeta con alberi monumentali di oltre due secoli. Sulle Alpi la stagione è breve: a novembre, alle quote più alte, il foliage lascia spesso il posto alla prima neve.
Giardini sui laghi del Nord
Sul Lago Maggiore, i Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania prolungano la stagione: nel 2026 restano visitabili fino all’8 dicembre, con orari ridotti a novembre e alcuni percorsi limitati nelle ultime settimane. È un’occasione per vedere un grande giardino botanico mentre le chiome cambiano colore sullo sfondo del lago.
Sul Lago di Como, Villa Carlotta a Tremezzina chiude la stagione principale l’8 novembre, ma riapre in alcuni weekend di fine novembre e nei giorni intorno all’Immacolata. Con il suo parco di alberi secolari affacciato sul lago, è una delle visite autunnali più belle della Lombardia.
Arboreti e grandi parchi storici
Vicino a Firenze, gli Arboreti di Vallombrosa sono un museo vivente degli alberi: oltre 5.000 esemplari di più di 1.200 specie su circa 12 ettari, nella foresta di Vallombrosa. In autunno aceri, querce e alberi esotici si colorano uno accanto all’altro, ognuno con la sua sfumatura.
A pochi chilometri da Milano, il Parco di Monza conta circa 110.000 alberi d’alto fusto: faggi, querce, carpini e ippocastani. Vicino all’ingresso di via Lecco, un doppio filare di tigli chiamato “cattedrale degli elfi” diventa giallo brillante tra ottobre e novembre. Sul Garda veronese, il Parco Giardino Sigurtà dedica all’autunno un festival del foliage, nelle ultime settimane prima della chiusura stagionale.
Le ville pubbliche in città
Per vedere il foliage non serve sempre andare lontano. A Roma, Villa Borghese mescola foglie colorate, fontane, statue e laghetti, a pochi passi dal centro. Il Parco degli Acquedotti, nella zona sud-est della città, incornicia i colori dell’autunno tra le arcate degli antichi acquedotti romani.
Quasi ogni città ha il suo parco storico con viali di platani, tigli o ginkgo, che a novembre diventano color oro e poi perdono le foglie quasi tutte insieme, come racconta l’articolo su quando le foglie del ginkgo diventano color oro.
