Ti racconto passo passo come ho trasformato un rametto di albero di giada in un alberello cespuglioso

Da un rametto a… un alberello! Quando me l’hanno detto la prima volta non credevo alle mie orecchie, eppure si tratta di un’operazione molto semplice!

Il primo a parlarmi della moltiplicazione per talea è stato un amico con la passione per il pollice verde che mi ha consigliato di sperimentare con una piantina grassa, ossia l’albero di giada (il cui nome botanico è Crassula Ovata).

Ho provato e… beh, in effetti, funziona! Ti spiego, però, come fare e come procedere passo dopo passo facendoti da Cicerone nel mondo delle piante!

Staccare un rametto

Gli esperti parlano di ricavare una talea, ma in effetti si tratta di staccare un rametto da un albero di giada già grande e maturo.

La scelta, però, non deve essere casuale. Il rametto in questione deve essere sano, lungo circa 8-10 cm e preferibilmente tagliato sotto a un nodo ossia un punto da cui potrebbe fuoriuscire una fogliolina.

Nel mio caso, per non sbagliare, ho staccato più rametti così da fare diversi esperimenti. Si tratta di un modo per aver più possibilità che da almeno un rametto si possa ricavare una pianta intera.

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Le prime volte ho staccato il rametto semplicemente spezzandolo ma ho scoperto che il modo corretto per farlo è con l’utilizzo di cesoie o forbici da giardino in modo da avere un taglio più netto e preciso.

Pulire il taglio

Sarò sincero, le prime volte ho saltato questo passaggio! Secondo alcune guide online è opportuno pulire il taglio per aver più probabilità che, in seguito, dalla base della talea spuntino le radici.

Un modo per pulire il taglio consiste nel passare la parte tagliata del rametto in un po’ di polvere di cannella, sostanza che ha naturali proprietà antibatteriche.

Da alcune ricerche ho anche scoperto che si può passare la parte tagliata in un prodotto radicante, che si compra nei negozi specializzati, che aiuterebbe le radici a spuntare. Non l’ho mai provato, ma sicuramente può renderti più facile il tutto!

Interrare la talea

Veniamo ora al vivo della moltiplicazione per talea!

In questa fase io preparavo dei vasetti con del terreno morbido. All’inizio ho usato del terriccio universale, poi ho capito che mescolandolo con un po’ di sabbia o un’altra sostanza, la torba il risultato era migliore.

L’importante, però, è interrare la talea di pochi centimetri nel terreno per poi inumidire il terreno e lasciarlo sempre umido.

Per non dimenticarmi, impostavo un promemoria sullo smartphone così che, ogni paio di giorni, aggiungevo un po’ d’acqua (senza assolutamente esagerare).

Ah, dimenticavo una cosa importantissima: è sempre meglio provare a moltiplicare un alberello di giada in primavera o in estate, insomma quando le temperature più alte ci facilitano il gioco!

Se hai bisogno di una mano in più, rispetto ai miei consigli, ho trovato questo video particolarmente utile:

Aspettare… nel modo giusto!

Ecco, ora viene la parte più difficile: aspettare!

Non ti so dire quanto tempo ci vuole perché la talea metta radici così da diventare una vera piantina. In alcuni casi, mi ci è voluta solo qualche settimana, in altre più di un mese e mezzo.

Dalla mia esperienza ho capito che molto dipende, innanzitutto, dalle temperature che devono essere abbastanza alte (ecco perché ti dicevo di provare in primavera e in estate).

Inoltre, bisogna sempre tenere il vasetto con la talea in un posto luminoso, anche se non proprio alla luce diretta del sole.

Insomma, ci vuole un po’ di pazienza e… anche un po’ di comprensione. Non sempre questa operazione va a buon fine. Ma non devi scoraggiarti: prova più volte e, vedrai, soprattutto se fai più tentativi con diversi rametti, riuscirai sicuramente a ottenere prima o poi una vera piantina.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".