Cosa sono questi baccelli lunghi che spuntano dalla dipladenia

Dopo la fioritura della dipladenia possono comparire strutture lunghe, sottili e leggermente ricurve, spesso osservate con sorpresa perché sembrano piccoli baccelli. Non sono rami anomali e non indicano una malattia: rappresentano i frutti prodotti dalla pianta dopo l’impollinazione.

Queste formazioni compaiono più facilmente quando i fiori sono stati visitati dagli insetti impollinatori oppure quando la coltivazione avviene all’aperto per tutta la stagione. All’inizio sono verdi e carnose, poi diventano progressivamente più scure e asciutte.

Si può scegliere di lasciarle maturare per raccogliere i semi oppure di eliminarle se non interessa la propagazione. La decisione va presa senza fretta, osservando il loro sviluppo e intervenendo soltanto nel momento corretto.

Sono i frutti della dipladenia

Quelle che vengono comunemente chiamate baccelli sono, dal punto di vista botanico, follicoli. Nella dipladenia, oggi spesso inclusa nel genere Mandevilla, si sviluppano dopo che il fiore è stato fecondato e contengono i semi destinati alla riproduzione.

La loro forma allungata può far pensare a un nuovo germoglio, ma la consistenza e la posizione permettono di riconoscerle. Nascono nel punto in cui prima si trovava la corolla e non presentano foglie, nodi o nuove gemme lungo la superficie.

La comparsa dei follicoli segnala semplicemente che la pianta ha completato una parte del proprio ciclo riproduttivo. Non è quindi necessario trattarla con antiparassitari, concimi particolari o rimedi domestici.

Finché rimangono verdi, i frutti sono ancora in fase di sviluppo. Le pareti esterne proteggono i semi, che devono completare la maturazione prima di poter essere raccolti e conservati.

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Perché compaiono in coppia

Una delle caratteristiche più curiose è la presenza frequente di due strutture che partono dallo stesso punto e si allontanano in direzioni opposte. Questa disposizione deriva dalla conformazione dell’ovario del fiore e non è un’anomalia.

I due follicoli possono crescere con la stessa lunghezza oppure svilupparsi in modo leggermente diverso. Talvolta uno rimane più corto o interrompe la crescita, mentre l’altro continua a maturare regolarmente.

Non bisogna separarli o torcerli per controllarne l’interno. Il peduncolo che li sostiene è sottile e può spezzarsi con facilità, interrompendo la maturazione dei semi.

Se la pianta continua a produrre nuovi boccioli, la presenza dei frutti non comporta necessariamente un arresto della fioritura. Tuttavia, la maturazione richiede risorse; per questo, su un esemplare giovane o debole, può essere preferibile rimuoverli.

Quando sono maturi

Il cambiamento di colore è il segnale più utile. Un follicolo ancora verde, liscio e flessibile non va aperto: i semi interni sono immaturi e difficilmente germinerebbero.

Con il tempo la superficie diventa beige, marrone o grigiastra, mentre la struttura perde elasticità. Poco prima dell’apertura naturale può comparire una sottile linea longitudinale lungo la quale il frutto inizierà a separarsi.

La maturazione richiede diverse settimane e dipende da temperatura, esposizione e vigore della dipladenia. Non esiste quindi una data precisa valida per ogni esemplare.

È importante controllare i follicoli con maggiore frequenza quando diventano secchi. Una volta aperti, i semi possono essere dispersi rapidamente dall’aria grazie alla loro parte piumosa e diventare difficili da recuperare.

Come raccogliere i semi

Prima che il frutto si apra completamente, lo si può avvolgere con un piccolo sacchetto di carta, garza o tessuto leggero. Il materiale deve lasciare passare l’aria e non trattenere umidità, altrimenti potrebbero formarsi muffe.

Quando il follicolo inizia a dividersi, si recide il peduncolo con forbici pulite e si porta il tutto su un piano riparato dal vento. L’apertura va completata con delicatezza, senza schiacciare il contenuto.

I semi sono generalmente piatti e provvisti di un ciuffo sericeo. Possono essere separati e lasciati asciugare per qualche giorno su carta, in un luogo ombreggiato e ben ventilato.

Una volta asciutti, si conservano in una bustina di carta contrassegnata con la data. I contenitori di plastica chiusi non sono ideali se rimane anche una minima umidità.

Provare la semina

La semina può essere eseguita quando le temperature sono miti e stabili. Si utilizza un contenitore basso con un composto leggero, soffice e capace di drenare rapidamente.

I semi vanno appoggiati sulla superficie e coperti con uno strato molto sottile di substrato. La miscela deve essere mantenuta appena umida, senza diventare zuppa, perché le giovani radici sono sensibili ai ristagni.

Il contenitore richiede luce abbondante ma filtrata e una temperatura calda. La germinazione non è sempre uniforme e può richiedere pazienza.

Le nuove piante ottenute da seme possono essere diverse dalla dipladenia madre, soprattutto quando si parte da cultivar ibride. Colore, dimensione del fiore e portamento non sono necessariamente identici.

Quando eliminarli

Se non si desiderano semi, i frutti possono essere recisi quando sono ancora giovani. Si taglia il peduncolo con una lama pulita, evitando di strappare o danneggiare i nodi vicini.

La rimozione è utile soprattutto su piante piccole, appena rinvasate o poco vigorose, perché evita che una parte delle riserve venga destinata alla maturazione dei follicoli.

Su una dipladenia adulta e sana si può invece lasciare almeno un frutto per osservare il processo. Non serve eliminarli per paura che siano pericolosi: non danneggiano direttamente la pianta.

Questi lunghi “baccelli” sono dunque il segno di una fioritura andata a buon fine. Lasciarli maturare, proteggerli prima dell’apertura e raccogliere i semi con delicatezza permette di seguire un aspetto poco conosciuto della dipladenia e, con un po’ di pazienza, tentare la nascita di nuovi esemplari.


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