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Non vuole la terra e le radici sono in aria per aggrapparsi e questa pianta non vuole acqua

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Appoggiata su un pezzo di legno, dentro una conchiglia o appesa a un filo, la Tillandsia sembra una pianta che si nutre d’aria. Non ha vaso, non ha terriccio e spesso le radici sono così corte che quasi non si vedono. Eppure resta verde e argentata per mesi.

Tillandsia streptophylla

Non è un trucco: la Tillandsia ha semplicemente spostato sulle foglie il lavoro che le altre piante fanno sotto terra. Capire come ci riesce è il modo più semplice per non farla seccare, ma anche per non farla marcire con troppe attenzioni.

Radici solo per aggrapparsi

La Tillandsia appartiene alle bromeliacee, la stessa famiglia dell’ananas. In natura molte specie sono epifite: crescono sui rami degli alberi o sulle rocce, senza parassitare la pianta che le ospita. È lo stesso stile di vita dell’orchidea Phalaenopsis o del cactus di Natale, che in foresta vivono anch’essi sugli alberi.

Le radici della Tillandsia hanno quasi solo una funzione: tenerla ferma al supporto. Sono radici di ancoraggio, non organi per assorbire acqua e sali minerali dal terreno. Per questo la pianta non ha bisogno di terra, e anzi in un vaso pieno di terriccio umido rischia il marciume alla base.

Il segreto delle squame argentate

Se si guarda una foglia da vicino, si nota che il colore argentato non è uniforme: è dato da una fitta copertura di minuscole squame fogliari. Al microscopio sembrano piccoli dischi sovrapposti, e sono proprio loro a catturare l’acqua che si posa sulla foglia e a farla entrare nei tessuti.

In natura l’acqua arriva da pioggia, nebbie e nuvole basse cariche di umidità, e con lei piccole quantità di nutrienti. Le squame trattengono l’umidità e limitano la perdita d’acqua nelle ore secche. Per questo la Tillandsia beve con le foglie, e quando ha sete lo mostra lì: le foglie diventano più morbide, sottili e arricciate.

Grigie e verdi non sono uguali

Non tutte le Tillandsie hanno la stessa quantità di squame. Le specie dall’aspetto grigio e vellutato, come Tillandsia argentea o Tillandsia caput-medusae, ne sono ricoperte e vengono da ambienti più asciutti e luminosi. Sopportano meglio la luce intensa e hanno bisogno di meno acqua.

Le specie con foglie verdi e lucide hanno meno squame e vengono da ambienti più umidi e ombreggiati. Alcune, come la Tillandsia cyanea con la sua spiga rosa, si vendono persino in vaso con un substrato leggero. Guardare il colore delle foglie, quindi, aiuta già a capire quanta luce e quanta acqua chiederà.

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Come darle acqua senza terra

Visto che assorbe dalle foglie, l’acqua va portata direttamente su di lei. Il metodo più semplice è l’immersione: la pianta resta in una ciotola di acqua a temperatura ambiente per circa mezz’ora, una o due volte a settimana a seconda del caldo e della secchezza dell’aria. Le nebulizzazioni frequenti aiutano soprattutto nei mesi con il riscaldamento acceso.

Il passaggio che fa la differenza viene dopo: va scrollata e lasciata asciugare capovolta o di lato, prima di rimetterla al suo posto. L’acqua che ristagna al centro della rosetta è la causa più comune di marciume. Meglio usare acqua povera di calcare, come quella piovana, e osservare i segni di troppa o poca acqua nelle piante aeree per regolare la frequenza.

Dove appoggiarla in casa

La Tillandsia vuole molta luce indiretta, vicino a una finestra ma senza sole cocente nelle ore centrali. Le specie argentate tollerano un po’ più di sole, quelle verdi preferiscono una luce più morbida. Altrettanto importante è l’aria che circola: dentro un barattolo chiuso o una sfera di vetro senza aperture l’umidità ristagna e la pianta marcisce.

Come supporto vanno bene legno, sughero, pietre o conchiglie, dove la pianta si può incastrare o legare con un filo. C’è un’unica regola da non infrangere: non va mai incollata. La colla chiude la base della rosetta, impedisce alle radici di aggrapparsi e può danneggiare i tessuti.

Fiorisce una sola volta

C’è un’ultima sorpresa che spaventa chi la coltiva per la prima volta. Ogni rosetta di Tillandsia fiorisce una sola volta e poi, lentamente, si esaurisce. Non è un errore di coltivazione: prima di spegnersi, la pianta produce alla base dei piccoli getti che prenderanno il suo posto.

I nuovi germogli si possono staccare quando hanno raggiunto circa un terzo della dimensione della pianta madre, oppure si lasciano attaccati per formare un cespo. Chi vuole sapere quando avviene la fioritura della Tillandsia può guardare il centro della rosetta: è da lì che spunta la spiga, in alcune specie accompagnata da foglie che si colorano di rosso o rosa.

Photo credits: le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.