Le attenzioni da dedicare alla Mimosa se la coltivi in vaso

Coltivare la mimosa in vaso significa portare su balconi e terrazzi uno degli alberi ornamentali più amati per la sua fioritura precoce e luminosa.

La mimosa in piena terra può diventare un vero e proprio albero, ma in vaso la sua crescita viene contenuta, rendendola adatta anche a spazi urbani.

Tuttavia, proprio la coltivazione in vaso impone cure più scrupolose: le radici hanno uno spazio limitato, il terriccio si asciuga più rapidamente e la pianta è maggiormente esposta a stress termici.

Dai le giuste attenzioni alla mimosa in vaso così che possa regalarti fioriture abbondanti ogni fine inverno.

La scelta del vaso

Uno degli aspetti più importanti nella coltivazione della mimosa in vaso riguarda la scelta del contenitore. La pianta sviluppa un apparato radicale vigoroso e superficiale, che necessita di spazio per espandersi.

Scegli un vaso capiente e profondo, evitando contenitori troppo piccoli che limiterebbero eccessivamente la crescita e favorirebbero un rapido esaurimento delle risorse nutritive.

I vasi in terracotta sono particolarmente indicati perché garantiscono una migliore traspirazione e riducono il rischio di ristagni idrici. Assicurati inoltre che il vaso sia dotato di fori di drenaggio efficienti.

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Terriccio ideale

La mimosa predilige un terreno leggermente acido, sciolto e ben drenato. In vaso è meglio utilizzare un terriccio di qualità arricchito con sabbia grossolana o perlite per migliorare l’aerazione. Una componente di torba o terriccio per piante acidofile può aiutare a mantenere il pH su valori adeguati.

Il substrato deve essere in grado di trattenere una moderata quantità di umidità senza risultare compatto. Un terreno troppo pesante impedisce la corretta ossigenazione delle radici e aumenta il rischio di ristagno.

Esposizione soleggiata

La mimosa è una pianta amante del sole e per ottenere una fioritura intensa necessita di un’esposizione luminosa per gran parte della giornata.

In vaso puoi collocarla in una posizione soleggiata, preferibilmente esposta a sud o sud-ovest, dove possa ricevere luce diretta per diverse ore.

La luce è determinante per la formazione dei boccioli floreali che si sviluppano nei mesi precedenti alla fioritura. Una posizione troppo ombreggiata può causare una crescita debole e una ridotta produzione di fiori.

Allo stesso tempo, devi proteggere la pianta dai venti freddi e dalle gelate intense, soprattutto nelle regioni con inverni rigidi.

In vaso le radici sono più esposte agli sbalzi termici rispetto alla coltivazione in piena terra. Durante periodi di freddo intenso puoi avvolgere il contenitore con materiali isolanti o spostare temporaneamente la pianta in un luogo riparato ma luminoso.

Innaffiature abbondanti ma distanziate

La gestione delle innaffiature è uno degli aspetti più delicati nella coltivazione della mimosa in vaso. Durante la primavera e l’estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa, il fabbisogno idrico aumenta sensibilmente.

Devi mantenere il terriccio leggermente umido, evitando però eccessi. Puoi effettuare innaffiature abbondanti ma distanziate nel tempo, lasciando asciugare lo strato superficiale del terreno tra un intervento e l’altro.

Nei mesi invernali, specialmente dopo la fioritura, le irrigazioni devono essere ridotte. Un eccesso di umidità in concomitanza con basse temperature può favorire l’insorgenza di patologie fungine.

Nutrizione per acidofile

Coltivata in vaso, la mimosa necessita di un apporto regolare di nutrienti poiché le riserve del terriccio si esauriscono più rapidamente rispetto al suolo naturale.

Durante il periodo vegetativo, dalla primavera fino all’estate inoltrata, puoi intervenire con concimazioni periodiche utilizzando un fertilizzante specifico per piante fiorite o per piante acidofile.

È importante evitare eccessi di concime o potresti causare bruciature radicali o uno sviluppo troppo vigoroso e poco armonioso.

Potatura dopo la fioritura

La potatura della mimosa in vaso è essenziale per contenere lo sviluppo e stimolare la produzione di nuovi rami fioriferi.

L’intervento principale va effettuato subito dopo la fioritura, accorciando i rami che hanno portato i fiori. Questa operazione favorisce l’emissione di nuovi getti che matureranno in tempo per la fioritura dell’anno successivo.

Accertati di eliminare rami secchi, deboli o mal posizionati per mantenere una chioma ariosa e ben equilibrata. Una struttura ordinata migliora la circolazione dell’aria e riduce il rischio di malattie.


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Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.