Come curare l’elicriso la pianta dai fiori di carta

L’elicriso, anche conosciuta come la pianta dai fiori di carta ha la peculiarità di mantenere intatti i suoi fiori per molte settimane.

La consistenza delle sue fioriture, così come la peculiare resistenza e lunga vita dei suoi fiori l’ha resa celebre in ogni parte del mondo.

Molte delle varietà conosciute sono utilizzate non solo a scopo ornamentale, ma anche per la cosmesi e come piante aromatiche, visto il peculiare profumo del suo fogliame.

Vediamo insieme in che modo aver cura dell’elicriso e dei suoi splendidi fiori “sempre vivi”.

Caratteristiche

Come ci dice il suo nome botanico Helichrysum bracteatum della famiglia delle Asteraceae, con un significato pari a “colore del sole”, l’elicriso ama la luce solare e il caldo.

Questa pianta è capace di mantenere i suoi fiori colorati per lunghi peridi di tempo, da qui la sua nomea di “semprevivo”.

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Varietà

  • Helicrysum italicum, una varietà che fiorisce da giugno a novembre, anche a seconda della latitudine e del clima;
  • Helicrysum stoechas, che cresce in ambienti rocciosi, con foglie lineari argentee nella pagina inferiore, verdi nella superiore e fiori di un giallo vivo, con fioritura da maggio ad agosto;
  • Helicrysum rupestre con portamento cespuglioso, e fiori privi di profumo;
  • Helicrysum Sulphur light, con fiori di un giallo sulfureo acceso, che tendono poi all’arancio.

Esposizione

La posizione migliore per i fiori di carta è senz’altro il pieno sole, di cui devono necessariamente godere per almeno 6 ore al giorno.

Apprezzano anche posizione semi ombreggiate, soprattutto quando è previsto un sole cocente nei mesi più caldi dell’anno.

L’ideale è dargli una posizione ad est, che possa fornirgli luce brillante nelle ore mattutine, evitandogli la luce più cocente.

Fioritura

Il fiore di carta estende la sua sgargiante fioritura a partire dalla fine della primavera per tutto il periodo estivo.

I suoi fiori, proprio perché hanno una durata davvero prolungata, sono particolarmente apprezzati per adornare aiuole o vasi in balcone o terrazzo.

Coltivazione e cura

L’elicriso richiede pochissime attenzioni, vista la sua incredibile rusticità e resistenza alla siccità e al freddo invernale.

Quando innaffiare?

Dovresti evitare di esagerare con le innaffiature, anche nel periodo più caldo dell’anno poiché l’elicriso ha bisogno che il terriccio asciughi tra le innaffiature.

Ama un terriccio piuttosto secco, quindi sarebbe bene innaffiarlo con una cadenza settimanale quando coltivato in vaso, e con una cadenza di 10 giorni in giardino, ma non prima di aver testato l’umidità del terriccio con le dita.

Terriccio

Il drenaggio del terriccio è fondamentale se vuoi veder prosperare la tua pianta di elicriso. Componi un terriccio ricco, bilanciato con sabbia o perlite.

Il pH del terriccio varia in base alla varietà coltivata ma generalmente andrebbe bene un terriccio neutro, tendente all’acido.

Quando concimare

Puoi arricchire il terriccio con un concime granulare a lento rilascio da somministrare alla pianta all’inizio della primavera.

Non ha molte pretese ma non disdegna un terriccio nutrito moderatamente.

Potatura

L’elicriso non ha bisogno di potatura. Tuttavia, sarebbe buona norma potare via tutte le parti secche della pianta per evitare che parassiti possano rintanarsi o che si formino patologie.

Puoi agire in autunno nel caso voglia ridimensionar la pianta, tagliando alla base e lasciando almeno un paio di getti fogliari.

Moltiplicazione

Puoi moltiplicare il tuo elicriso per divisione: alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa, estrai dal vaso o dalla tua aiuola l’apparato radicale e dividilo in porzioni di modo che abbiano almeno un getto fogliare.

Rinvasa i ceppi ottenuti in terriccio soffice e tienili riparati dal sole diretto fin quando non avranno attecchito.

Parassiti e malattie

Puoi ritrovarti con infestazioni da parassiti quali cocciniglia e afidi.

Utilizza rimedi fai da te come olio di neem o spray all’aglio o al pomodoro per combattere le infestazioni meno gravi. Puoi ricorrere a rimedi specifici da banco nel caso in cui le infestazioni siamo gravi e difficili da trattare.

Temendo l’umidità e i ristagni, l’elicriso è particolarmente suscettibile alle infezioni fungine causate dall’eccesso di irrigazione.

L’oidio è molto comune come malattia fungina, che attacca la pianta in ogni sua parte ricoprendola di un sottile strato fuligginoso.

Puoi ricorrere a fungicidi specifici, da utilizzare nelle ore serali e non in quelle più calde della giornata.

Quando fiorisce l’elicriso?

Il fiore di carta estende la sua sgargiante fioritura a partire dalla fine della primavera per tutto il periodo estivo.

L’elicriso ha bisogno di potature?

L’elicriso non ha bisogno di potatura. Tuttavia, sarebbe buona norma potare via tutte le parti secche della pianta per evitare che parassiti possano rintanarsi o che si formino patologie.

Quando innaffiare l’elicriso?

Dovresti evitare di esagerare con le innaffiature, anche nel periodo più caldo dell’anno poiché l’elicriso ha bisogno che il terriccio asciughi tra le innaffiature.
Ama un terriccio piuttosto secco, quindi sarebbe bene innaffiarlo con una cadenza settimanale quando coltivato in vaso, e con una cadenza di 10 giorni in giardino, ma non prima di aver testato l’umidità del terriccio con le dita.

Come moltiplicare l’elicriso?

Puoi moltiplicare il tuo elicriso per divisione: alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa, estrai dal vaso o dalla tua aiuola l’apparato radicale e dividilo in porzioni di modo che abbiano almeno un getto fogliare.
Rinvasa i ceppi ottenuti in terriccio soffice e tienili riparati dal sole diretto fin quando non avranno attecchito.

Come usare l’elicriso?

Molte delle varietà conosciute sono utilizzare non solo a scopo ornamentale, ma anche per la cosmesi e come piante aromatiche, visto il peculiare profumo del suo fogliame.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.