Geranio: tradizionale o parigino?

Per alcune persone non c’è estate senza gerani.

Questa pianta, dai fiori inconfondibili, è spesso coltivata in vaso per decorare balconi e terrazze. Il risultato è un insieme di colori che donano un senso di armonia e relax a chi li osserva.

Quando parliamo di gerani, ci riferiamo però a un genere, Pelargonium, che racchiude diverse specie e varietà.

La più famosa distinzione è quella tra geranio tradizionale (identificato con il Pelargonium zonale) e geranio parigino.

Quest’ultimo è un nome un po’ generico, a volte identificato con più specie, che, però, in molti associano al geranio edera (Pelargonium peltatum).

Vediamo insieme quali sono le differenze principali tra queste due varietà e quale è più adatta al vostro balcone.

Il segreto sta nelle foglie

La differenza principale tra geranio tradizionale e quello edera sta nella forma delle foglie.

Nel geranio edera, infatti, le foglie sono a cinque punte, molto simili appunto alle fogli d’edera.

Nel geranio tradizionale, invece, le foglie sono di forma più arrotondata.

Rampicante o no?

Altra differenza fondamentale tra le due specie, è che una è rampicante e l’altra no.

Il geranio parigino o edera è una pianta rampicante. Di conseguenza, se scegliete questa pianta, tenete in conto che i rami tendono ad allungarsi molto.

Il vantaggio è che sono più adatti alla coltivazione in vasi sospesi che lasciano cadere le fronde verso il basso con un effetto decorativo molto bello. Inoltre, potete più facilmente decorare ringhiere.

Lo svantaggio è che vanno tenuti sotto controllo con più frequenti potature.

Il geranio tradizionale, invece, non è rampicante. Sono più adatti per decorare le classiche fioriere da balcone.

I rami dei gerani edera tendono quindi verso il basso, quelli dei gerani tradizionali verso l’alto.

Esigenze

Quanto alle esigenze, entrambe le specie hanno più o meno gli stessi bisogni.

Innaffiature frequenti e concimazione sono uguali per entrambe le piante: queste vanno quindi innaffiate quasi ogni giorno (controllando sempre che il terreno non sia troppo bagnato) e concimandoli ogni 15-20 giorni in primavera e in estate con fertilizzanti a base di potassio.

Le radici dei gerani parigini o edera sono, però, più sensibili. Perciò, attenti ai ristagni idrici. Inoltre, in inverno, non tenete i vasi a terra in quanto il freddo del pavimento può danneggiarle.

Che siano tradizionali o edera metteteli in un posto soleggiato.

Questione di… vento!

Entrambe le specie non amano particolarmente gli spazi ventilati.

I gerani tradizionali hanno rami più spessi che, di conseguenza, sono più resistenti al vento.

Quelli parigini o edera, invece, hanno rami più sottili e leggeri. A volte, questi rami possono essere spezzati quando il vento è più forte.

In entrambe le specie, però, il vento eccessivo può causare un indebolimento generale della pianta.

Quale scegliere?

Innanzitutto, va detto che potete decorare lo stesso balcone con entrambe le specie.

Di solito, si scelgono i gerani parigini o edere per decorare piccoli balconcini o addirittura finestre, dove la cascata di rami e fiori che scendono verso il basso creano un bellissimo scenario.

Invece, i gerani tradizionali possono decorare quei balconi più grandi che hanno fioriere apposite oppure possiamo tenerli in vasi sparsi qua e là sul balcone.

I gerani parigini o edera hanno bisogno, in generale, di maggior cura e, per la loro chioma folta, tendono ad attirare più insetti o parassiti.

Ragion per cui se volete una pianta più semplice da coltivare, scegliete i gerani tradizionali.

Allerta parassiti

Nel periodo primaverile ed estivo, tanto i gerani tradizionali quanto quelli parigini o edera sono soggetti all’invasione di alcuni parassiti.

Tra questi, particolarmente frequente è la cocciniglia farinosa (o cotonosa) che si attacca alle foglie della pianta nutrendosi della sua linfa.

Per prevenirle e anche eliminarle, potete utilizzare dell’aceto di vino bianco (1/3 diluito in 2/3 di acqua) da spruzzare sulla chioma dei vostri gerani.

Ripetete il procedimento, almeno una volta la settimana per prevenire, più spesso per combattere l’infestazione.

Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".