5+1 trucchi per coccolare la tua orchidea a settembre

Settembre è il mese dei cambiamenti: l’estate finisce e la temperatura inizia a cambiare.

Le ore di luce diminuiscono, il freddo aumenta, le piogge si fanno un po’ più frequenti. Questi fattori che a noi sembrano insignificanti, possono rappresentare un vero e proprio trauma per alcune piante: l’orchidea è una di queste.

L’orchidea, in particolare la phalaenopsis ossia la ornamentale più diffusa, è una pianta tanto comune e diffusa nelle nostre case quanto delicata.

Le sue esigenze sono tante e, di certo, non può essere abbandonata a se stessa, soprattutto nelle fasi intermedie e di cambiamento come, appunto, il mese di settembre.

Vediamo insieme quali sono le attenzioni che possiamo fornire a questa pianta per coccolarla, tenerla sempre in salute e in forma, garantendole una vita sana.

Recidete lo stelo floreale

Di solito, l’orchidea arriva alla fine dell’estate con uno stelo floreale ormai secco e privo di boccioli e fiori: si tratta di un fenomeno assolutamente normale.

Dopo aver generato i suoi bellissimi fiori nel periodo più caldo, lo stelo floreale rimane spoglio e assume un colore marrone scuro.

In molti, si limitano ad attendere un nuovo futuro evento di fioritura dallo stesso rametto. In realtà, però, questo si verifica molto raramente.

La cosa migliore da fare è recidere lo stelo floreale vecchio: in questo modo, l’orchidea non spenderà energie inutili per tenerlo in vita.

Reciderlo, inoltre, non significa che la vostra pianta non produrrà più fiori. Quando sarà pronta, l’orchidea genererà un nuovo e più fertile stelo floreale con tanti bellissimi fiori.

Portatela all’interno

In molti, nei mesi caldi, preferiscono tenere l’orchidea all’esterno, sul balcone o in giardino, sfruttando pienamente tutte le risorse che l’estate può offrirle.

A settembre, in genere, l’orchidea va portata in casa.

Anche in quei casi in cui settembre è molto caldo, infatti, con la sera le temperature calano comunque di molto: gli sbalzi di temperatura possono essere fatali alla vostra pianta.

Ecco perché l’ideale è portarla in casa, in un luogo dove la temperatura resta abbastanza costante e dove ci sia molta luce (anche se non diretta) del sole.

Pulite le foglie

Se avete tenuto la vostra orchidea all’aperto per tutto il periodo estivo, una volta portata in casa dovrete pulire le foglie.

All’esterno, infatti, polveri e microparticelle tendono ad attaccarsi alle foglie che vi appariranno più scure e opache.

Quando portate la pianta in casa, questo strato di polvere può impedire alle foglie di assorbire correttamente la luce che l’orchidea riceve in un ambiente chiuso.

Perciò, fondamentale è pulire le foglie utilizzando semplicemente un batuffolo di cotone imbevuto d’acqua a temperatura ambiente.

Passatelo delicatamente ma con attenzione, non trascurando alcuna foglia.

Innaffiate di meno

Propria a settembre, l’orchidea inizia ad entrare lentamente in uno stato di riposo in vista della successiva primavera, quando tornerà al suo massimo splendore.

In questa fase, le innaffiature devono essere diminuite.

Normalmente, a settembre, le temperature sono ancora mediamente alte, per cui è comunque necessario dissetare la nostra pianta. Tuttavia, bisogna limitarsi un po’.

Innaffiate quando il terreno risulta secco e non lasciate mai che il terriccio resti troppo bagnato.

Concimate

Così come le innaffiature, anche le concimazioni andrebbero sospese nei mesi di riposo. Di solito, però, queste vanno sospese ad ottobre.

A settembre, quindi, potete ancora continuare a concimare.

Fatelo in base alle indicazioni di utilizzo dei diversi prodotti, ma di norma non più di una volta ogni 2 settimane.

Queste concimazioni serviranno non a far fiorire nuovamente la pianta, ma a farle immagazzinare energia per sopportare al meglio l’autunno e l’inverno.

Si può rinvasare?

Rinvasare a settembre. Possibile? Dipende.

Il periodo migliore per rinvasare l’orchidea è, infatti, all’inizio della primavera. A volte, però, se la pianta fiorisce prematuramente, non è possibile più farlo.

In questi casi, il rinvaso viene “rinviato” al periodo di settembre-ottobre.

Fatelo, quando lo stelo floreale appare ormai secco e la pianta non è ancora entrata nel suo periodo di riposo.

Scegliete un vaso dal diametro leggermente più grande di quello precedente in modo che le radici abbiano tutto lo spazio necessario per crescere.

N.B: ricordate sempre che se avete già rinvasato in primavera, farlo di nuovo non solo è inutile, ma può essere negativo per la pianta.

Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".